Wilhelm Brasse, fotografo ad Auschwitz
È morto ieri a 94 anni: prigioniero nel campo di concentramento, scattò migliaia di fotografie ai prigionieri per quasi cinque anni

È morto ieri a 94 anni: prigioniero nel campo di concentramento, scattò migliaia di fotografie ai prigionieri per quasi cinque anni

Cinema Reposi. Sala cinque. Prima proiezione della giornata, ore 9:15 del mattino. Una signora si siede nella fila davanti a noi. Avrà sessant'anni. [Continua]

Un po' di numeri dalle classifiche dell'anno appena finito, per farsi un'idea e trovare sorprese e conferme



Gli ebrei scampati alla persecuzione nazista sono sempre meno, e il modo in cui si racconta l'Olocausto dovrà cambiare


Il progetto risaliva al 2007 e il governo di Giorgia Meloni ha voluto che fosse concretizzato

«La storia del cinema sui campi di sterminio e le discussioni che ne sono seguite tentano di rispondere a domande complesse e universali, sul nostro rapporto con il male e la sua rappresentazione: è lecito mettere per immagini la Shoah? E come farlo senza spettacolarizzare o edulcorare la morte di massa? Quando mostrare diventa troppo? È giusto rielaborare in forma narrativa la realtà? È accettabile che parli di Auschwitz chi non ha vissuto quell’orrore? Alcune di queste domande sono antiche come l’umanità, e valgono anche oggi»
