I fatti sono veri, le notizie sono false
Nassim Nicholas Taleb analizza le storture del giornalismo contemporaneo, attratto da tranelli e sensazionalismi

Nassim Nicholas Taleb analizza le storture del giornalismo contemporaneo, attratto da tranelli e sensazionalismi

«Di nootropi ne ho assunti diversi. Da integratori alimentari innocui a vecchi arsenali farmaceutici post-sovietici su cui non sono stati fatti studi, se non in russo e sui ratti. Quella che credevo essere una scorciatoia si è rivelato un capitombolo dentro un’infida tana del Bianconiglio»

Ci porta a ignorare le storie delle persone che “non ce l'hanno fatta”, ed è legato all'intuizione di un matematico ungherese nella Seconda guerra mondiale

«Essermi salvato è mera statistica, non un miracolo del cielo. Per me non è iniziata nessuna “seconda vita”, non ho avuto nessuna epifania sul senso della mia esistenza. Ma è difficile da accettare perché sentiamo la necessità di trovare un motivo a posteriori, di creare il personaggio del “sopravvissuto”»

La pandemia ha ribadito i rischi già noti della sovraesposizione a un flusso ininterrotto di informazioni, un problema che riguarda sia i lettori sia i media
