Il film che cambiò la percezione sulla guerra nucleare
“The Day After” fu trasmesso in tv quarant’anni fa e stimolò un dibattito sulla peggiore evoluzione possibile della Guerra fredda

“The Day After” fu trasmesso in tv quarant’anni fa e stimolò un dibattito sulla peggiore evoluzione possibile della Guerra fredda

Un aggiornamento dello strumento che indica simbolicamente il rischio di una catastrofe mondiale ha suscitato nuovi allarmismi, curiosità e consueti scetticismi

È in provincia di Verona ed è dismesso da quando la NATO, che l'aveva costruito negli anni Sessanta, decise che non serviva più

La minaccia che oggi appare poco plausibile era assai più concreta durante la Guerra fredda, e le precauzioni entrarono in alcuni pezzi della quotidianità

Ed è desiderabile? È un dibattito vecchio quanto le armi nucleari stesse, reso di nuovo attuale da 113 paesi che all'ONU stanno discutendo un trattato che ne stabilisca la completa messa al bando

L'FBI starebbe ancora cercando quattro uomini sospettati di essere coinvolti nell'attentato dell'undici settembre

Che città sono state colpite, come ha risposto l'Iran, quali sono gli obiettivi dichiarati della guerra: un po' di cose in ordine

Erano arrivati in Pakistan con posizioni inconciliabili, e in oltre 20 ore di negoziato le cose non sono cambiate

Dai classici del network americano alle serie e ai film più recenti, ora che la piattaforma è arrivata in Italia

Con l'attacco in Venezuela Trump ha rispolverato una dottrina ottocentesca di dominio, che dice molto della sua politica

Sessant'anni fa Stati Uniti e India pensarono che fosse una buona idea spiare la Cina con un ricevitore radio a quasi 8mila metri: non finì bene

Per evitare che gli alleati occidentali e l'opinione pubblica perdano fiducia nel governo e nel presidente Zelensky

In un'area estremamente limitata, serve per ripristinare i collegamenti elettrici verso la centrale in condizioni precarie


A Venezia la prima donna a vincere l'Oscar come miglior regista ha presentato un nuovo film dopo 8 anni

Ottant'anni fa la seconda bomba nucleare usata contro il Giappone distrusse una città che non era nemmeno l'obiettivo iniziale

Dopo decenni di repressione non ci sono gruppi organizzati: immaginare una rivolta è complesso, soprattutto sotto le bombe di un paese nemico

C'entrano i molti soldi che possono offrirgli i paesi del Golfo e le discussioni sul cessate il fuoco a Gaza

Né il governo americano né quello giapponese sembrano avere fretta, soprattutto per ragioni di sicurezza
