Ma chi lo vince il Giro d’Italia?
Dopo aver percorso 3.500 chilometri in 90 ore ci sono sei corridori in un minuto e mezzo, e oggi si corre l'ultima tappa

Dopo aver percorso 3.500 chilometri in 90 ore ci sono sei corridori in un minuto e mezzo, e oggi si corre l'ultima tappa

«Cosa accade – in particolare a Venezia - quando viene a mancare solo la persona che ami? Ci si trova davanti a un vuoto più grande, sconfinato. Resterai qua, non andrai da nessuna parte, ti adeguerai alla mancanza e pretendi che anche la città lo faccia»

Con Miley Cyrus, Zoe Saldaña, Tilda Swinton e un po’ di quelli ai Gotham Awards

La corsa prima nota come Gent-Wevelgem ora si chiama In Flanders Fields, come una poesia scritta durante la Prima guerra mondiale

Un'etichetta nata sui social ha stimolato un dibattito su quanto ci si possa fidare degli uomini che sembrano in pace con la loro femminilità

Come divenne prima uno sciatore e poi una star in grado di fermare l’Italia; e come mai ora ha scelto di stare in disparte

Con le sue canzoni demenziali per qualcuno e sessiste per altri è diventato nel giro di qualche mese la novità più discussa della musica italiana

Sono principalmente due: alcune foto inedite e un test del DNA più interessante di altri

«Io sono in mezzo alla “tonnara”, quell’assembramento di telecamere, microfoni e taccuini attorno a chi forse ha una dichiarazione. Io sono lì in mezzo. Non giudico col dito puntato. Non sbircio, sono dentro un club in cui c’è un solo avversario: la consegna»

«Chiedetemi dov’è la sinistra moderata, in America e in Europa, e ve la so indicare facilmente. Chiedetemi dove è andata a finire, in America e in Europa, la destra moderata, e non saprei dove rintracciarla»

Quello britannico, che 15 anni fa mise insieme cinque aspiranti cantanti eliminati e creò il fenomeno One Direction

«Ho sempre pensato che tra le ragioni delle violenze di piazza ci sia anche una quota, non piccola, di agonismo: ovvero che alcune persone – nella quasi totalità maschi – amino e cerchino lo scontro perché lo considerano un’occasione di cimento sportivo, di prestanza fisica»

Per la terza volta consecutiva, dopo un'altra sfida con Tadej Pogačar, che è caduto a 38 chilometri dalla fine ed è arrivato secondo

Per fare scelte più etiche bisogna guardare ai campi, ma anche allo strapotere della grande distribuzione organizzata

Che da trent’anni sono una delle band più originali e bizzarre del rock americano

Mathieu van der Poel continua a ottenere risultati notevoli e riesce persino a fare la cosa più difficile: battere Tadej Pogačar

«È morto vent’anni fa e sono fortunato perché, quando ce n'è stata l’occasione, non l’ho avvicinato, così adesso posso leggerlo dalla distanza che annulla il confine tra vivi e morti. Lo stesso sentimento che avverto ogni volta che torno e passo attraverso i luoghi che ho imparato con le poesie e che cambiano di mese in mese, eppure qualcosa resta. Resta via San Gregorio com’era, resta il neon di un’edicola di via Crescenzago di una poesia di De Angelis, resta il dialetto da masticare di Franco Loi, resta la via dove Pagliarani si copriva la faccia col giornale, resta San Siro a piedi di Vittorio Sereni, restano le corsie d’ospedale che racconta Raboni di quando andava a trovare Cattafi. Resta la possibilità di fingere, per cui salgo sul 9, m’invento che il numero sia preceduto da un 2 e seguo un po’ di quel percorso, una volta scendo in viale Monte Nero, altre poco più avanti, altre mi spingo fin dopo Porta Venezia sperando di sfiorare il tram che procede in senso opposto»

«Le mie lettere avevano qualcosa che non andava: troppo rudi, approssimative, irregolari e senza ritmo. Avevo cercato online la parola “calligraphy” per tentare di correggerle. Cinque ore dopo ero ancora davanti allo schermo, a guardare video di calligrafia su YouTube. Ho iniziato così, da autodidatta, accumulando tecniche e conoscenze casuali per quasi tre anni. E poi la mia fidanzata mi ha fatto un regalo. Altri sette anni, decine di corsi, centinaia di blocchi e migliaia di penne dopo, continuo a studiare e praticare. Ho dedicato alla calligrafia una quantità di soldi, tempo, energia, passione e ore di sonno che fa impallidire qualunque altra passione. E in cambio non ci ho ancora guadagnato manco di riuscire a scrivere bene la lettera “u”»

Lo sono sempre, per posta in gioco e contingenze varie, ma quest’anno di più: con due corse, le più lunghe delle Olimpiadi, che partono e finiscono sotto la Tour Eiffel e che potrebbero decidersi dalle parti di Montmartre
