I movimenti senza leader
Ce ne sono in mezzo mondo, proprio in questi giorni: e l'assenza di una gerarchia interna è in qualche modo intrinseca alle lotte che portano avanti

Ce ne sono in mezzo mondo, proprio in questi giorni: e l'assenza di una gerarchia interna è in qualche modo intrinseca alle lotte che portano avanti

Vita e centralità di Goffredo Bettini, che orienta in vari modi le scelte del centrosinistra sebbene non abbia nessuna carica da tempo

A parte un breve momento negli anni Novanta sono sempre stati marginali, a differenza di quanto successo in diversi paesi nordeuropei

Sono «incompatibili» secondo Le Monde, ma l'ecologia è un tema di cui il Rassemblement National ha dovuto occuparsi, con una sua interpretazione strumentale e reazionaria

Sono prodotte con grande attenzione, sono importantissime e trasportate con cura, eppure vengono usate per pochissimo e gettate subito via

«Molti anni fa mio “zio Michael”, ormai anziano, ospitò me e mio figlio nella sua casa nel Connecticut negli Stati Uniti. Un giorno, aprendo l’armadio a muro della camera per gli ospiti, era saltata fuori la sua uniforme di Buchenwald. Manca ormai da un decennio mio zio Michael, questo mio amatissimo parente, uno dei pochissimi scampati allo sterminio. Se mi immagino in dialogo con lui, vorrei rispondergli che il fascismo di oggi non è quello di allora che ha rialzato la testa, ma mi risuonano nella mente le parole della scrittrice Anne Rabe che tracciano un quadro terrificante di quello che la Germania dell’Est è diventata. La presenza della destra estrema è persino più spaventosa che negli anni in cui il mio amico Johannes era stato preso a calci dai naziskin di Lipsia. La paura è diffusa in chiunque non sia un simpatizzante, il controllo territoriale è esercitato da gente disposta a spaccare le ossa a chi sia inviso, il clima associabile allo spadroneggiare delle SA negli anni Trenta»
