L’elicottero in cui è morto il presidente iraniano Ebrahim Raisi è caduto per colpa delle condizioni meteo, dice il rapporto finale


Il 28 giugno in Iran si voterà per il successore dell’ultraconservatore Ebrahim Raisi, morto in un incidente in elicottero il mese scorso, e sembra che nemmeno questa volta ci sarà spazio per i politici riformisti


Mojtaba Khamenei è il figlio della Guida Suprema, è una delle persone più influenti del paese e si parla di lui come successore di suo padre, tra molte contestazioni

Il presidente iraniano era il secondo in comando dopo la Guida Suprema, ed era poco carismatico: dopo l'incidente in elicottero nessuno si aspetta grossi scossoni al regime


L'elicottero su cui viaggiava era caduto domenica in una zona montuosa nel nord-ovest del paese: a bordo c'era anche il ministro degli Esteri, Hossein Amir-Abdollahian

Era molto vicino alla Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei, il leader assoluto del paese, di cui era considerato il potenziale successore

Dell'incidente non si sa quasi nulla e le ricerche sono in corso da molte ore, con squadre inviate sia dal governo iraniano che dall'estero

Cioè sul caso della donna morta in carcere una settimana fa e che ha innescato le grandi proteste antigovernative di questi giorni


Si occupa dei gravi crimini commessi dal regime iraniano nel 1988, ordinati tra gli altri dall'ultraconservatore Ebrahim Raisi

Ha vinto le elezioni nettamente, come previsto, ottenendo il 62% delle preferenze

A meno di sorprese vincerà il candidato degli ultraconservatori, Ebrahim Raisi, mettendo fine a otto anni di amministrazione dei moderati

I più importanti candidati riformisti e moderati sono stati esclusi dalle elezioni presidenziali di giugno, come risultato di un processo iniziato tempo fa



Al primo turno delle presidenziali nessun candidato ha superato il 50 per cento, e si voterà di nuovo venerdì per scegliere tra Massoud Pezeshkian e Saeed Jalili: l'affluenza è stata bassissima

I candidati riformisti erano stati esclusi e molti non sono andati a votare per protesta contro il regime, a cui invece una maggiore partecipazione avrebbe fatto comodo
