Don Milani e “la scuola come un ottavo sacramento”
Nacque il 27 maggio 1923, è ricordato ancora oggi per il modo in cui rovesciò i principi pedagogici prevalenti e per la sua rivoluzionaria scuola di Barbiana

Nacque il 27 maggio 1923, è ricordato ancora oggi per il modo in cui rovesciò i principi pedagogici prevalenti e per la sua rivoluzionaria scuola di Barbiana

Michele Gesualdi, ex presidente della provincia di Firenze, chiede – da cattolico – l'approvazione della legge sul testamento biologico

«La società dei meritevoli finisce per diventare un totalitarismo perché i criteri con cui il merito si attribuisce hanno assai poco di oggettivo e sono frutto di dispositivi di ingegneria sociale già esistenti tanto feroci quanto più si rappresentano come neutri»

Per capirlo, e per capire cosa si intende con questa espressione, bisogna andare indietro di circa 150 anni

I cosiddetti "decreti delegati" furono fondamentali per la storia politica dell'istruzione italiana, sebbene siano stati criticati, fin dall'inizio, da chi li aveva promossi


Il politico e intellettuale italiano morto trent’anni fa anticipò temi centrali della contemporaneità ma con sensibilità e approcci sempre più rari

A Verona l'ex calciatore si candida a sindaco e sta conducendo una campagna elettorale poco muscolare, in cui parla soprattutto di «valori»

Dagli anni Sessanta e le battaglie per l'obiezione di coscienza all'opposizione alla guerra in Kosovo e in Iraq



L'ultimo editoriale nella storia dell'Europeo racconta un giornale di grandi inchieste e grande qualità che nell'informazione contemporanea non ci sarà più

Come funziona in Italia e che problemi ci sono nel sottrarsi ad alcuni obblighi di legge per motivi etici o religiosi

«In questi giorni di fine di ottobre, le mie lezioni vengono interrotte dai candidati delle liste scolastiche che mi chiedono cinque minuti per presentarsi. Negli anni ho visto perdersi pressoché del tutto i riferimenti ideologici – non solo comunismo, cattolicesimo, fascismo etc… ma anche semplicemente destra e sinistra – rimpiazzati dall’orizzonte quasi ansiogeno dell’apoliticità»
