La ribellione alla democrazia liberale inizia da qui
Dall'Ungheria, che guarda con sempre più diffidenza al sistema occidentale, e da Viktor Orbán, prima amico di Bill Clinton e oggi estimatore di Putin ed Erdoğan

Dall'Ungheria, che guarda con sempre più diffidenza al sistema occidentale, e da Viktor Orbán, prima amico di Bill Clinton e oggi estimatore di Putin ed Erdoğan

È soprattutto un attacco al primo ministro pakistano Nawaz Sharif e alle sua visione "liberale e inclusiva" della democrazia, scrive Bloomberg


(o "del" Domani?) Com'è fatto il nuovo giornale di Carlo De Benedetti, oggi in edicola con il primo numero

Nei mesi precedenti all'attentato contro il primo ministro Robert Fico, la coalizione di governo aveva attaccato in maniera molto dura i suoi avversari politici, anche dal punto di vista personale: ora accusa l'opposizione


Vuole interrompere un importante accordo di pace: è il più recente segnale dei complicati rapporti fra i due paesi, che in questo periodo sono nella loro fase peggiore da diversi anni

Sulla mancanza di saggezza e lungimiranza negli ultimi trent’anni dei paesi occidentali, mi permetto di fare qualche considerazione [Continua]

Tutto quello che la tecnologia rende possibile, prima o poi succederà [Continua]

Ne sono convinte le stesse agenzie di intelligence americane, che lo hanno comunicato al Congresso facendo arrabbiare il presidente

Ha dato tre mesi alla BCE per spiegare le ragioni del suo programma di acquisto di titoli di stato, creando un pericoloso precedente

Robert Fico, socialista e filorusso, è il favorito per vincere le elezioni parlamentari in Slovacchia, che si terranno domenica

Per la prima volta l'opposizione si presenta unita e con un candidato credibile: ma si temono scorrettezze del governo in carica

È proprio un esame, scritto e orale, per i candidati membri della Commissione Europea: ci sono vari precedenti di bocciature, il più clamoroso dei quali fu italiano

Storia di cosa fu e quando nacque il movimento sociale e politico di Juan ed Eva Perón, che continua ancora oggi a stare al centro della politica argentina

«Negli ultimi anni la classe politica è divenuta innanzitutto uno strumento di delega morale: soddisfa la volontà di delegare ad altri almeno una parte delle decisioni sul bene e sul male. Prima era comune farlo con il prete; oggi è accettabile farlo con il capo di un partito xenofobo. La deresponsabilizzazione e la delega a un'app che decida per noi hanno una somiglianza inquietante. E la Francia? È stata una bellissima sorpresa, ma forse scambiare le elezioni per un'inversione di rotta è l’ennesima forma di procura: un risultato altrui da sbandierare con sollievo, senza impegno»

«Tanta ira deve pure avere avuto, da parte mia, un qualche innesco. Una qualche responsabilità. Ho detto, ho fatto qualcosa che non va?»

L'ex ministro ha pubblicato sul Foglio una lettera che chiede a tutti i progressisti di riunirsi in una nuova alleanza in cui propone di "proteggere gli sconfitti" e ricreare "uno Stato forte"

Per non rimettere in discussione il "backstop", fortemente voluto dall'Irlanda, e per una questione di credibilità, tra le altre cose
