Come Marco Bellocchio è diventato un regista “mainstream”
Ma mai commerciale e rimanendo coerente con i suoi primi film: a Venezia ha presentato la serie tv Portobello, sul caso Enzo Tortora

Ma mai commerciale e rimanendo coerente con i suoi primi film: a Venezia ha presentato la serie tv Portobello, sul caso Enzo Tortora

Le circostanze mi fanno tornare sul tema di cui avevo scritto venerdì, intorno alla rubrica di Umberto Eco. In questo caso lo stesso fenomeno psicologico è in atto in uno degli editoriali nella pagina dei commenti del Corriere della Sera di sabato, dedicato alle reazioni in rete alla notizia delle gravi condizioni di salute di [...]


Un'intervista ad Alberto Grandi che insegna Storia delle imprese e Storia dell’integrazione europea all’Università di Parma [Continua]

Sono una minoranza, ma piuttosto rumorosa: e lo osteggiano sia per ragioni culturali sia perché credono sinceramente nel demonio

Una raccolta di grandi storie, spiegoni, ritratti e altre curiosità che potrebbero esservi sfuggite

Le case editrici italiane stanno riflettendo su come usare (e come no) il termine razzista con cui venivano descritte le persone nere

Sarà solo questione di percezione da cronache locali ma in questi giorni mi pare che Ignazio Marino si sia risvegliato dopo un prolungato letargo [Continua]

È raccontata nel nuovo libro di Marco Imarisio, "La ferita"

«Le mie lettere avevano qualcosa che non andava: troppo rudi, approssimative, irregolari e senza ritmo. Avevo cercato online la parola “calligraphy” per tentare di correggerle. Cinque ore dopo ero ancora davanti allo schermo, a guardare video di calligrafia su YouTube. Ho iniziato così, da autodidatta, accumulando tecniche e conoscenze casuali per quasi tre anni. E poi la mia fidanzata mi ha fatto un regalo. Altri sette anni, decine di corsi, centinaia di blocchi e migliaia di penne dopo, continuo a studiare e praticare. Ho dedicato alla calligrafia una quantità di soldi, tempo, energia, passione e ore di sonno che fa impallidire qualunque altra passione. E in cambio non ci ho ancora guadagnato manco di riuscire a scrivere bene la lettera “u”»

Il governo ottiene la fiducia sia al Senato che alla Camera

«I circoli di golf italiani, fino a una ventina di anni fa, potevano vantare una certa esclusività; i presidenti dei circoli decidevano chi poteva accedere e chi no. Si pagavano quote a fondo perduto. Si richiedeva ai nuovi membri di presentare un pedigree, come quello dei Cocker spaniel o dei Basset hound. Per giocare a golf dovevi avere nel tuo albero genealogico almeno un conte, un margravio, un balivo, un visdomino, un industrialotto, un banchiere, un alto funzionario. In alternativa, dovevi avere una barca di soldi. Oggi quegli stessi presidenti di circoli di golf accetterebbero perfino me, se facessi domanda per entrare tra i soci del loro circolo»

L'Atlantic ha ripreso un esteso dibattito in corso da decenni tra neuroscienziati e filosofi: esiste un "libero arbitrio", o le nostre scelte sono determinate da fattori genetici e ambientali?

"In quanto alla maniera di penetrare in città, Renzo aveva sentito, così all’ingrosso, che c’eran ordini severissimi di non lasciar entrar nessuno" [Continua]
