In difesa di sette edifici brutti e famosi
Il New York Times ha chiesto a sette famosi architetti di provare a rivalutare le Vele di Scampia, la BT Tower di Londra e il Centro Pompidou di Parigi, tra gli altri

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Da Alvar Aalto a Zaha Hadid, un alfabeto di grandi architetti accompagnati dall'animazione dei più importanti edifici da loro progettati. Il video è di Andrea Stinga e Federico Gonzalez.

Quando andavo all’università, il paradigma del linguaggio povero e pretenzioso degli architetti per me era l’uso del termine “alberature” per definire degli alberi. Mi è tornato in mente leggendo un articolo sul nuovo New Yorker. Architects, particularly the kind who win big international prizes, tend to dress in black and use words like “fenestration” when they [...]

Ne fa due o tre all'anno, a Cortina: perché ci vuole tempo, e perché le richieste non sono di più

L'Helicoide di Caracas fu progettato come un centro commerciale avveniristico, ma tra crisi e dittature è diventato un luogo di tortura

Dopo l'attacco degli Stati Uniti in Venezuela la leader dell'opposizione e premio Nobel era pronta per il governo: Trump la pensava diversamente

Nelle strade si sono riviste le bande paramilitari e ci sono stati i primi arresti di giornalisti

Quelli psichedelici, caotici e sperimentali del fondatore Syd Barrett, che oggi avrebbe compiuto ottant'anni

Nel 2025 i chatbot sono diventati strumenti di massa e gli investimenti si sono accumulati, così come i problemi e i timori

Le guerre, Trump, i negoziati, le indagini, Trump, i grandi ritorni, un nuovo papa, e ancora Trump

La rivista statunitense ha premiato i capi delle aziende che si occupano di intelligenza artificiale


Da quelli più grandiosi fino a casa sua in California, per chi ha in mente solo il museo di Bilbao

Il piccolo comune vicentino si è trovato a dover gestire 20 milioni di euro del PNRR, tra molti problemi

Storia e storie dello stadio che presto potrebbe essere demolito, come la volta in cui fu illuminato da giornali che bruciavano

«Come si misura l’arretratezza di un posto? Qui sembra impossibile. Perché basta lasciare la strada che cinge l’isola e addentrarsi nei sentieri sconnessi e fangosi che penetrano verso l’interno per scoprire come l’estasi fatiscente di hotel, ristoranti e centri massaggi del lungomare sia un fondale fantasmagorico che copre uno sprofondo di miseria vera»

In città se ne sta parlando talmente tanto che la procura ha aperto un'inchiesta per capire se siano state rispettate tutte le norme edilizie

Il tribunale del riesame ha quindi finito per ribaltare tutte le decisioni sui sei arresti di cui si era molto discusso

Quanto costano, che servizi hanno all'interno, in che zone sono e chi le ha comprate
