Una sola certezza: si doveva fare

Ci sono un po’ di confusione e parecchia ipocrisia, nella conduzione dell’operazione militare contro Gheddafi. La confusione riguarda la catena di comando, inizialmente afferrata saldamente da francesi e inglesi ma inevitabilmente destinata a passare alla Nato. L’ipocrisia è implicita nel mandato affidato ai militari, che non può prevedere l’eliminazione del raìs ma contemporaneamente risulterà del tutto inutile – o perfino controproducente – se non avrà la fine del regime come suo esito. Su un punto tutti concordano: l’unico scenario peggiore di avere Gheddafi alla guida della Libia è avere la Libia divisa in due con Gheddafi vivo e regnante a Tripoli.

Nessuna delle notevoli difficoltà dell’operazione giustifica però quello che sta accadendo in Italia, con il clamoroso disfacimento della maggioranza di governo – complice il presidente del consiglio – nel momento di massimo rischio. Dicevamo degli scenari. L’impazzimento del centrodestra di governo deriva dalla facile constatazione che la loro irresponsabile politica libica ci ha portati in un vicolo cieco: per l’Italia lo scenario è di quelli loselose. Noi perdiamo in ogni caso. Anche se Gheddafi dovesse cadere domani, ci siamo fin qui portati in modo tale da ricavarne svantaggi comunque. Altri, certo non migliori dell’Italia quanto a sensibilità per i diritti civili come la Francia o il Regno Unito, combattono nei cieli di Tripoli perché almeno in un caso portano a casa una posta. L’Italia combatte – si fa per dire – con una mano sola, perché sa che non vincerebbe neanche se vincesse.

Il voto del parlamento sancirà, l’insufficienza della maggioranza di governo. È un caso più gravi di precedenti analoghi, perché stavolta è palesemente lo stesso Berlusconi a non condividere la propria stessa politica internazionale, cui si è dovuto piegare perché nonostante tutto (nonostante lui) l’Italia appartiene ancora a una alleanza occidentale, e perché anche stavolta Napolitano ha dovuto assumere il comando politico delle operazioni.

È comprensibile ogni precauzione e sono ammissibili i dubbi su quanto sta accadendo in Libia. Tranne che su un punto: che si dovesse intervenire con energia. Se Obama, Sarkozy e Cameron non l’avessero fatto, a quest’ora si starebbe realizzando la promessa di Saif Gheddafi: civili scovati e sterminati, casa per casa, stanza per stanza, a Bengasi. Non avremmo accettato questo, vero?