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  • Mercoledì 22 aprile 2026

L’Iran dice di aver preso in custodia due navi nello stretto di Hormuz

Poche ore dopo l'annuncio di Trump dell'estensione del cessate il fuoco: le notizie man mano che arrivano

Navi ferme nello stretto di Hormuz, 18 aprile 2026 (AP Photo)

È iniziato il cinquantaquattresimo giorno di guerra in Medio Oriente. Martedì sera il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato l’estensione del cessate il fuoco con l’Iran, ma il regime iraniano non ha ancora risposto ufficialmente e non è chiaro se e quando riprenderanno i colloqui di pace tra le due parti. Gli Stati Uniti continueranno il blocco navale vicino allo stretto di Hormuz, che quindi rimane chiuso: mercoledì l’Iran ha detto di aver attaccato tre navi e di averne prese in custodia due. È ancora in vigore il cessate il fuoco in Libano, anche se Israele sta continuando le operazioni militari nel sud. Il Post segue tutte le notizie con questo liveblog.

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Gli attacchi in Libano, nonostante il cessate il fuoco

Secondo l’agenzia di stato libanese NNA oggi l’esercito israeliano ha colpito un veicolo nella cittadina di At Tiri, uccidendo due persone. In un altro attacco ha ucciso due persone, nella cittadina di Yahmar al-Shaqif.

Secondo giornalisti di Al Jazeera presenti nel sud del Libano, Israele ha fatto anche bombardamenti sulle cittadine di Bint Jbeil, Khiam e Hanine.

Tutte queste località si trovano all’interno o in prossimità della zona che Israele sta occupando sostenendo che l’obiettivo sia creare una specie di “zona cuscinetto” contro Hezbollah, il gruppo armato e sostenuto dall’Iran. Secondo i piani di Israele, questa zona dovrebbe estendersi per 10 chilometri a nord del confine tra Israele e Libano.

Da quando è iniziato il cessate il fuoco, Israele ha fatto attacchi in territorio libanese, per lo più sostenendo che si tratti di azioni prese per prevenire o rispondere ad attacchi da parte di Hezbollah.

Anche Hezbollah ha violato il cessate il fuoco. Ha attaccato con un drone soldati israeliani nel sud del Libano, e ieri il gruppo ha rivendicato un attacco missilistico contro il nord di Israele. 

Dove si trovano le navi attaccate dall’Iran

Le due che l’Iran dice d’aver preso in custodia, secondo i loro dati di tracciamento, sono ferme nei pressi del porto iraniano di Sirik. Gli stessi dati, analizzati da BBC News, mostravano anche un cambio di rotta dopo l’attacco iraniano di stamattina. 

Queste informazioni vanno comunque prese con cautela anche perché possono venire manipolate, per esempio spegnendo il transponder per nascondere la propria posizione, o ricorrendo al cosiddetto spoofing per mostrarne una diversa: sono espedienti tipici, gli stessi che hanno usato le poche navi che hanno provato ad attraversare lo stretto di Hormuz durante la guerra.

Un secondo militare francese della missione UNIFIL è morto, dopo un attacco avvenuto il 18 aprile

Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron in un post su X.

Il soldato, che si chiamava Anicet Girardin, era uno dei soldati francesi della missione UNIFIL in Libano. Era stato ferito gravemente in un attacco sabato 18 aprile. Un altro soldato francese era morto nell’attacco, e altri due erano stati feriti.

Macron è tornato ad accusare Hezbollah di essere l’autore dell’attacco, come già aveva fatto il 18 aprile. Hezbollah aveva negato le accuse.

Un’installazione per le studentesse uccise nel bombardamento della scuola di Minab, in Iran

È stata fatta a Teheran, in piazza Valiasr, con scarpe e zaini appartenuti alle studentesse.

(EPA/ABEDIN TAHERKENAREH/Ansa)

Nel bombardamento della scuola di Minab, avvenuto il 28 febbraio, sono state uccise più di 160 persone, in grande maggioranza alunne della scuola. Molto probabilmente il bombardamento è stato fatto dagli Stati Uniti.

Nel golfo Persico ci sono altre infrastrutture vulnerabili, oltre a quelle petrolifere

Sono i cavi in fibra ottica sottomarini, che vengono usati per la trasmissione di dati e rendono possibili il traffico internet e le comunicazioni digitali. Hanno un’importanza fondamentale per connettere i paesi del Golfo al resto del mondo.

Una mappa schematica dei cavi sottomarini in fibra ottica posti sul fondale dello stretto di Hormuz e del golfo Persico (Telegeography).

Una mappa schematica dei cavi sottomarini in fibra ottica sul fondale dello stretto di Hormuz e del golfo Persico (Telegeography)

Recidere o danneggiare questi cavi sottomarini è relativamente semplice. Negli ultimi anni, per esempio, è capitato che cavi nel mar Baltico venissero tagliati, in sospette azioni di sabotaggio. Può capitare anche che vengano danneggiati per errore, come dall’ancora di una nave.

Mercoledì l’agenzia iraniana Tasnim, affiliata ai Guardiani della rivoluzione, ha pubblicato un articolo sui cavi sottomarini e sui loro punti deboli, scrivendo che un loro danneggiamento porterebbe a «gravi interruzioni» dei servizi nei paesi del Golfo. 

I Guardiani della rivoluzione sono la forza armata più fedele al regime iraniano, e diversi osservatori l’hanno letto come un messaggio minaccioso. 

Almeno una questione che divide Israele e Libano c’è, in realtà

Il presidente libanese Joseph Aoun ha ribadito che il «ritiro di Israele dal territorio libanese» è una delle priorità delle trattative che il Libano sta conducendo con il governo israeliano.

Non è una novità: lo aveva detto ieri anche il primo ministro Nawaf Salam, ed è peraltro una richiesta allineata con quelle di Hezbollah. Hezbollah non è coinvolta nelle trattative, ma ha comunque un ruolo centrale: Israele ha invaso il Libano per eliminarla, ed è anche dalla volontà di Hezbollah di combattere o no che dipende la tenuta del cessate il fuoco.

Israele ha già fatto intendere più volte di non voler lasciare il Libano, che ora occupa con cinque divisioni stanziate in un’area che si estende 10 chilometri oltre la linea di separazione tra i due paesi (il confine, diciamo).

Poco fa il ministro degli Esteri israeliano aveva cercato di sminuire quello che in realtà è un punto molto problematico per le trattative, sostenendo che si tratti di una questione «minore».

Intanto Aoun ha detto che sta lavorando a un’estensione del cessate il fuoco, che per ora è stato violato in qualche occasione ma non messo in discussione del tutto.

Cosa è successo stamattina

– Martedì sera (ora italiana) Trump ha annunciato unilateralmente l’estensione del cessate il fuoco con l’Iran, che sarebbe dovuto scadere oggi. Questa volta non ha dato una scadenza precisa, ma ha detto che la pausa nei combattimenti durerà fino a quando le discussioni con l’Iran non saranno concluse, «in un modo o nell’altro».

– Nel frattempo gli Stati Uniti manterranno il blocco che stanno imponendo fuori dallo stretto di Hormuz per fermare le navi che vanno da e verso i porti iraniani (alcune in realtà riescono comunque a passare).

– L’Iran ha commentato l’estensione del cessate fuoco in modo molto vago, dicendo che rimane pronto a difendersi. L’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite ha detto che l’Iran tratterà solo quando gli Stati Uniti interromperanno il blocco. 

– In mattinata i Guardiani della Rivoluzione hanno attaccato tre navi nello stretto di Hormuz: la Euphoria, la MSC Francesca e la Epaminondas. Hanno detto di aver preso le ultime due in custodia. È uno sviluppo grosso: dimostra che l’Iran controlla ancora lo stretto di Hormuz e ovviamente complica gli sforzi per trovare una soluzione diplomatica alla guerra. 

L’Iran ha risposto all’estensione del cessate il fuoco, più o meno

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha parlato per la prima volta dopo la decisione di Trump di estendere il cessate il fuoco. È rimasto molto vago. 

Ha detto che l’Iran rimane pronto a difendersi in caso di attacchi, e che il paese parteciperà ai negoziati «quando ritiene che esistano le condizioni necessarie e razionali per usare questo strumento [la diplomazia] per raggiungere i nostri interessi».

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, a Teheran il 18 gennaio 2016 (Fatemeh Bahrami/Anadolu via Getty Images)

I Guardiani della Rivoluzione dicono di aver colpito in tutto tre navi, e di averne prese due in custodia

Sempre nello stretto di Hormuz: lo scrivono i media iraniani vicini ai Guardiani, tra cui l’agenzia di stampa Fars. È la prima volta che l’Iran prende in custodia delle navi, o almeno la prima di cui abbiamo notizia, ed è uno sviluppo grosso: dimostra che l’Iran ha ancora il controllo dello stretto e ovviamente complica gli sforzi per trovare una soluzione diplomatica alla guerra. 

Le due navi prese in custodia sono quelle colpite stamattina, di cui avevamo già dato notizia. Sono state identificate come MSC Francesca ed Epaminondas, sono navi cargo e l’Iran ha detto che le sta portando verso le proprie coste: le ha accusate di navigare senza autorizzazione e di aver commesso «ripetute violazioni». La terza si chiama Euphoria. 

La Epaminondas batte bandiera della Liberia, ma è di proprietà della compagnia greca Technomar Shipping e operata da MSC. Secondo il sito di tracciamento VesselFinder è partita da Dubai ed era diretta in India. La MSC Francesca invece ha bandiera di Panama, era partita dall’Arabia Saudita e diretta in Sri Lanka. MSC è la compagnia di navigazione più grande al mondo: è svizzera, ma i fondatori e molti dirigenti sono italiani. 

La posizione della MSC Francesca e della Epaminondas, nel riquadro nero, secondo il sito MarineTraffic

Lo scorso 20 aprile gli Stati Uniti avevano attaccato e sequestrato per la prima volta una nave iraniana, accusandola di non rispettare il loro blocco navale. 

«Non abbiamo alcun disaccordo serio con il Libano»

In occasione della Giornata dell’indipendenza di Israele, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha tenuto un breve intervento in cui ha parlato dei colloqui diretti tra il suo governo e quello libanese, previsti per domani a Washington.

Saar ha presentato il Libano come un paese sostanzialmente succube della presenza di Hezbollah nel proprio territorio: di conseguenza ha detto che Libano e Israele hanno lo stesso obiettivo, smantellare la milizia, e ha esortato il governo libanese a collaborare.

«Non abbiamo alcun disaccordo serio con il Libano. Ci sono alcune questioni minori di confine, che possono essere risolte», ha detto, aggiungendo che la collaborazione «serve a voi ancora più che a noi», quindi più al Libano che a Israele. 

È una visione propagandistica. Israele ha invaso e occupato il Libano più volte negli ultimi cinquant’anni e tra i due paesi non c’è nemmeno un vero e proprio confine, ma una “linea di demarcazione” creata dall’ONU nel 2000 e spesso contestata e violata.  

Dallo scorso 2 marzo Israele sta bombardando intensamente vaste aree del Libano, compresa la capitale Beirut, e sta occupando il sud del paese. Dallo scorso 17 aprile è in vigore un cessate il fuoco tra Libano e Israele di 10 giorni: per ora lo sta rispettando anche Hezbollah e sta reggendo, al di là di alcuni attacchi sporadici.

A Islamabad restano preparati

Vari funzionari, rimasti anonimi, hanno detto ad Associated Press che le misure di sicurezza eccezionali attivate in previsione del secondo incontro tra le delegazioni di Iran e Stati Uniti (che finora non c’è stato) rimarranno in vigore nel caso in cui ci siano cambiamenti dell’ultimo minuto. 

Tra le altre cose varie strade della città sono state bloccate, sono stati istituiti checkpoint e attivati migliaia di poliziotti. 

Poliziotti a un controllo di sicurezza a Islamabad, 22 aprile 2026 (AP Photo/Anjum Naveed)

Gli Stati Uniti stanno spingendo l’Iraq a distanziarsi dalle milizie filoiraniane

Gli Stati Uniti stanno chiedendo in modo esplicito e sempre più insistente al governo dell’Iraq di distanziarsi dalle milizie filoiraniane attive nel suo territorio. 

L’Iraq ha rapporti ambivalenti con l’Iran, con cui confina nella sua parte orientale, e con gli Stati Uniti. Dall’inizio della guerra le milizie filoiraniane presenti nel paese hanno lanciato droni contro obiettivi legati agli Stati Uniti, anche in territorio iracheno.

È una situazione paradossale: dal punto di vista formale le milizie sono state assorbite dall’esercito iracheno, ma quando non sono in servizio lavorano per l’Iran (l’avevamo spiegato più estesamente qui). Tra fine marzo e inizio aprile inoltre Kataib Hezbollah, la principale di queste milizie, ha rapito e poi rilasciato la giornalista statunitense Shelly Kittleson

In Iraq si sta aprendo un nuovo fronte della guerra

Tra milizie curde vicine agli Stati Uniti e milizie sciite vicine all'Iran, che hanno già iniziato a lanciare droni

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Per fare pressione, gli Stati Uniti hanno sospeso vari accordi di cooperazione, legati per esempio alle operazioni antiterrorismo e all’addestramento delle forze di sicurezza irachene.

È stato sospeso anche l’invio di dollari, che funziona in modo molto peculiare. Con un sistema avviato dopo l’invasione del 2003, i proventi petroliferi dell’Iraq (miliardi di dollari ogni anno) vengono depositati su un fondo della Federal Reserve di New York. I soldi sono comunque di proprietà dell’Iraq, e gli Stati Uniti li inviano al paese in banconote, con gli aerei.

Il Wall Street Journal ha scritto che di recente un aereo con a bordo 500 milioni di dollari in banconote pronto a partire per l’Iraq è stato fermato dal dipartimento del Tesoro.

Sono state attaccate due navi cargo nello stretto di Hormuz

L’ha riferito lo UKMTO, un’organizzazione della marina militare britannica.

La prima navigava vicino alla costa dell’Oman, e non sappiamo che bandiera battesse. Lo UKMTO ha scritto che intorno alle 6 di mattina (ora italiana) un’imbarcazione della marina dei Guardiani della Rivoluzione si è avvicinata e ha sparato dei colpi verso il ponte della nave, danneggiandola. Non ci sono feriti fra i membri dell’equipaggio. 

Il secondo attacco è avvenuto intorno alle 8:30. È avvenuto vicino alle coste dell’Iran, e anche in questo caso non ci sono feriti. L’organizzazione non ha specificato chi l’ha compiuto, ma è possibile che anche in questo caso sia stato l’Iran.

 

 

 

La giravolta di Trump, un’altra

Annunciando in modo unilaterale l’estensione del cessate il fuoco, Trump si è di nuovo contraddetto platealmente. Martedì mattina (orario di Washington) aveva detto di non voler prorogare il cessate il fuoco e anzi di essere pronto a riprendere i bombardamenti contro l’Iran se non fosse stato trovato un accordo: «L’esercito sta scalpitando», aveva detto in un’intervista telefonica con CNBC

Solo poche ore dopo, quando negli Stati Uniti erano circa le 16, ha annunciato con un post su Truth l’esatto il contrario: il cessate il fuoco sarebbe stato esteso a tempo indefinito, per permettere il proseguimento delle trattative. 

Donald Trump alla Casa Bianca il 21 aprile 2026 (AP Photo/Alex Brandon)

Nel frattempo il viaggio in Pakistan del vicepresidente JD Vance, dato per imminente da giorni e intorno al quale si erano create grandi aspettative, è stato annullato. Durante tutta la giornata di martedì c’è stato movimento alla Casa Bianca: Vance, l’inviato speciale Steve Witkoff, il genero di Trump Jared Kushner, il segretario di Stato Marco Rubio e quello alla Difesa Pete Hegseth si sono incontrati, alimentando speculazioni e domande su cosa sarebbe successo.

Nel pomeriggio, dopo l’annuncio dell’estensione del cessate il fuoco, Trump ha tenuto un incontro pubblico alla Casa Bianca, ma non ha menzionato la guerra come molti si aspettavano e non ha quindi chiarito i dubbi. 

La situazione è insomma molto caotica, anche a causa delle dichiarazioni contraddittorie di Trump, che da settimane alterna toni ottimisti ad altri molto più aggressivi. Se siete confusi, non siete soli. 

Almeno 34 navi legate all’Iran sono passate da Hormuz dopo l’inizio del blocco statunitense

Secondo i dati della compagnia di analisi dati Vortexa, citati dal Financial Times. Almeno 19 sono uscite dallo stretto, e 15 sono entrate. Molte erano sottoposte a sanzioni e navigano con modalità tipiche della “flotta fantasma”, come spegnere il trasponder per nascondere la propria posizione o fare trasbordi del carico da una nave all’altra. 

Dallo scorso 13 aprile le navi delle marina statunitense, posizionate vicino al golfo di Oman, bloccano le navi che si muovono da e verso i porti iraniani. Nella pratica le contattano via radio e chiedono loro di tornare indietro o di fermarsi: se non lo fanno, possono attaccarle e sequestrarle. È successo solo una volta, nella notte tra il 19 e il 20 aprile

Trump ha descritto il blocco come un «enorme successo», usando i suoi toni spesso esagerati, e ha detto che rimarrà in vigore anche dopo l’estensione del cessate il fuoco annunciata ieri sera. È vero che il blocco sta complessivamente funzionando, e non sappiamo perché o come queste navi siano riuscite a passare. 

«L’Iran tratterà quando gli Stati Uniti interromperanno il blocco navale»

L’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite Amir Saeid Iravani ha commentato l’estensione del cessate il fuoco e la possibilità di nuovi negoziati, dicendo che «non appena gli Stati Uniti toglieranno il blocco navale ci saranno nuovi incontri a Islamabad».

Iravani ha definito il blocco una «violazione del cessate il fuoco» e ha anche detto che se gli Stati Uniti «cercano la guerra», l’Iran è pronto anche alla guerra.

L’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite Amir-Saeid Iravani, l’11 marzo 2026 (AP Photo/Seth Wenig)

Regno Unito e Francia organizzano un incontro per riaprire lo stretto di Hormuz

Sarà a Londra, comincia oggi e durerà due giorni: parteciperanno 30 paesi, fra cui l’Italia, con i responsabili della pianificazione militare.

Il ministero della Difesa del Regno Unito ha spiegato che i colloqui serviranno per «portare avanti piani militari per riaprire lo stretto, appena le condizioni lo permettano».

L’incontro segue quello in videoconferenza di venerdì scorso, a cui hanno partecipato 51 paesi, che aveva posto le basi per una coalizione che organizzasse «una missione indipendente e strettamente difensiva».

Il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer dopo un incontro all’Eliseo, a Parigi, il 17 aprile 2026 (Tom Nicholson/Pool Photo via AP)

Un attacco israeliano ha ucciso una persona in Libano

Nella regione della valle della Bekaa un drone israeliano ha ucciso una persona e ne ha ferite almeno altre due, nonostante prosegua il cessate il fuoco.

L’attacco è avvenuto vicino ad al Jabbour, circa 15 chilometri a nord rispetto alla “linea gialla” con cui Israele ha definito l’area che controlla in territorio libanese.

I blocchi di Stati Uniti e Iran restano attivi

L’estensione del cessate il fuoco blocca la possibile ripresa delle attività militari, mentre rimangono attivi i rispettivi blocchi navali.

Donald Trump ha confermato che la Marina statunitense continuerà a fermare ogni nave diretta verso i porti iraniani. Martedì è stata abbordata una petroliera legata al regime iraniano a oltre 3mila chilometri dallo stretto di Hormuz, fra Sri Lanka e Indonesia.

Cos’è successo nel cinquantatreesimo giorno di guerra

• La notizia più importante è l’estensione del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti, annunciata dopo che Trump poche ore prima aveva detto che avrebbe fatto l’esatto contrario, cioè ricominciato a bombardare.

• Per ora ha commentato solo un esponente del regime, secondo cui l’estensione «non ha significato» e il proseguimento del blocco navale equivale a un atto di guerra.

• Sui negoziati ci sono poche certezze: il viaggio di JD Vance è stato infine cancellato e non si sa quando potrebbe essere riprogrammato. Il regime non ha detto se intende partecipare.

• Ci sono state violazioni minori del cessate il fuoco in Libano: Hezbollah ha lanciato razzi e droni contro Israele e i territori libanesi occupati; l’esercito ha attaccato quelli che ritiene «terroristi» di Hezbollah.

• Il primo ministro libanese ha chiesto il ritiro delle truppe israeliane dal Libano e appoggio agli alleati europei.

• L’esercito israeliano ha emesso una condanna inusuale per severità contro i soldati coinvolti nella profanazione del crocifisso in Libano. Ha anche riposizionato la statua.

• Il prezzo del petrolio è sceso per diverse ore, nonostante l’incertezza per i negoziati, per poi tornare a salire, mentre sono scesi in Italia i prezzi di benzina e gasolio.