• Donald Trump ha minacciato di ridurre la presenza militare statunitense in Italia, Spagna e Germania, come ritorsione per la loro mancata collaborazione durante la guerra. Lo spieghiamo in questo articolo.
• C’è stato un raro comunicato – raro anche per le sue condizioni di salute precarie – del leader iraniano Mojtaba Khamenei con toni intransigenti e agli antipodi delle richieste di Trump: ha detto che l’Iran manterrà il controllo sullo stretto di Hormuz, e che «proteggerà» il suo programma missilistico e nucleare.
• Il capo di stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, John D. Caine, ha confermato che la Russia ha aiutato l’Iran, senza dare altri dettagli (era una cosa nota ma il governo non lo aveva riconosciuto pubblicamente).
• Nella stessa audizione al Congresso di Caine, il segretario alla Difesa, Pete Hegeseth, ha sostenuto che i giorni del cessate il fuoco non si contano nei 60 della scadenza entro cui Trump dovrebbe fare autorizzare la guerra dal Congresso. In teoria, scadono il 1° maggio.
• Il prezzo del petrolio è diminuito dopo avere toccato i massimi dal 2022, a causa delle notizie secondo cui Trump starebbe valutando di riprendere gli attacchi all’Iran per costringere il regime ad accettare le sue condizioni.
• Due separati attacchi di Hezbollah hanno ucciso un soldato israeliano e ne hanno feriti almeno altri 15 in Libano, dove gli attacchi israeliani di giovedì hanno ucciso almeno 15 persone.
• Infine, il presidente della FIFA Gianni Infantino ha annunciato una volta per tutte che la Nazionale iraniana parteciperà ai prossimi mondiali di calcio.