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  • Giovedì 30 aprile 2026

Il regime iraniano ha detto che manterrà il controllo sullo stretto di Hormuz

E di non essere disposto a fare concessioni sul programma nucleare: tutto il contrario di quello che vuole Trump

Soldati iraniani davanti a un ritratto del leader Mojtaba Khamenei, il 29 aprile a Teheran
Soldati iraniani davanti a un ritratto del leader Mojtaba Khamenei, il 29 aprile a Teheran (EPA/ABEDIN TAHERKENAREH)

È finito il sessantaduesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Donald Trump ha detto che potrebbe decidere di ridurre la presenza militare statunitense anche in Italia, dopo averlo minacciato per la Germania. La leadership iraniana ha continuato a mostrarsi intransigente sui negoziati. Il prezzo del petrolio è diminuito dopo avere toccato i massimi dal 2022.

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Cos’è successo giovedì

• Donald Trump ha minacciato di ridurre la presenza militare statunitense in Italia, Spagna e Germania, come ritorsione per la loro mancata collaborazione durante la guerra. Lo spieghiamo in questo articolo

• C’è stato un raro comunicatoraro anche per le sue condizioni di salute precarie – del leader iraniano Mojtaba Khamenei con toni intransigenti e agli antipodi delle richieste di Trump: ha detto che l’Iran manterrà il controllo sullo stretto di Hormuz, e che «proteggerà» il suo programma missilistico e nucleare. 

• Il capo di stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, John D. Caine, ha confermato che la Russia ha aiutato l’Iran, senza dare altri dettagli (era una cosa nota ma il governo non lo aveva riconosciuto pubblicamente).

• Nella stessa audizione al Congresso di Caine, il segretario alla Difesa, Pete Hegeseth, ha sostenuto che i giorni del cessate il fuoco non si contano nei 60 della scadenza entro cui Trump dovrebbe fare autorizzare la guerra dal Congresso. In teoria, scadono il 1° maggio. 

• Il prezzo del petrolio è diminuito dopo avere toccato i massimi dal 2022, a causa delle notizie secondo cui Trump starebbe valutando di riprendere gli attacchi all’Iran per costringere il regime ad accettare le sue condizioni. 

• Due separati attacchi di Hezbollah hanno ucciso un soldato israeliano e ne hanno feriti almeno altri 15 in Libano, dove gli attacchi israeliani di giovedì hanno ucciso almeno 15 persone.

• Infine, il presidente della FIFA Gianni Infantino ha annunciato una volta per tutte che la Nazionale iraniana parteciperà ai prossimi mondiali di calcio. 

Una coda a un distribute di benzina a Karachi, in Pakistan, il 30 aprile (EPA/SHAHZAIB AKBER)

Una coda a un distributore di benzina a Karachi, in Pakistan, il 30 aprile (EPA/SHAHZAIB AKBER)

Giovedì il Pakistan, che peraltro media tra Iran e Stati Uniti, ha dovuto alzare di nuovo il prezzo dei carburanti nel tentativo di contenere i consumi e le conseguenze della crisi energetica, che nel paese si sta facendo sentire sempre di più. Rispetto a prima della guerra, il Pakistan è arrivato a pagare le importazioni di carburante da 300 milioni a 800 milioni di dollari al mese (255 e 682 milioni di euro).

L’Italia ha prorogato la riduzione delle accise sui carburanti

Giovedì il governo italiano ha prorogato per tre settimane la riduzione delle accise sui carburanti, che sarebbe terminata il 1° maggio: il gasolio avrà uno sconto di 24,4 centesimi al litro, maggiore di quello della benzina, di 6 centesimi al litro. Finora era stato di 24,4 centesimi al litro sia per la benzina che per il gasolio, ma Meloni ha spiegato che la scelta è stata fatta perché il prezzo del gasolio è aumentato di più.

La misura è stata introdotta con l’intenzione di contenere il rialzo dei prezzi causato dalla guerra in Medio Oriente, ma ha come conseguenza quella di favorire (o comunque di non disincentivare) il consumo di un bene che in questo momento scarseggia. È il contrario di quello che stanno facendo altri paesi, ossia razionare le scorte e adottare misure per ridurre la domanda di carburante, un comportamento consigliato dal commissario europeo all’Energia, Dan Jørgensen.

L’abbiamo spiegato più estesamente in questo articolo:

Trump ha finito di parlare

Ha terminato il discorso nello Studio Ovale dilungandosi per vari minuti sulla differenza tra granito e marmo, a proposito dei suoi piani per costruire una nuova sala da ricevimenti alla Casa Bianca (per la cronaca: ha detto che preferisce il marmo, ma di avere scelto il granito perché più durevole). 

La cosa più notevole che ha detto, specie in una prospettiva europea, è stata estendere a Italia e Spagna la minaccia che aveva fatto in mattinata alla Germania: ridurre la presenza militare statunitense in questi paesi.

Come molte affermazioni di Trump, anche questa va presa con cautela: l’ha detto rispondendo a una giornalista, parlando al condizionale e dicendo che potrebbe decidere di farlo.

È comunque una dichiarazione significativa sul piano politico, però. Segnala il rapporto più contrastato del passato con Giorgia Meloni, che a metà aprile Trump aveva criticato per la prima volta dopo che lei aveva difeso papa Leone XIV dalle sue critiche

«L’Italia non è stata d’aiuto»

Lo ha detto rispondendo alla domanda di una giornalista, che gli ha chiesto se valuterebbe di ridurre la presenza militare statunitense anche in Italia e in Spagna, come aveva minacciato di fare con la Germania stamattina.  

«Probabilmente. Perché non dovrei? L’Italia non è stata d’aiuto, la Spagna è stata orribile», ha risposto Trump.

Trump ha accusato entrambi i paesi di non avere aderito alla sua proposta di una missione navale congiunta nello stretto di Hormuz, sostenendo comunque che non aveva bisogno del loro aiuto e che sbloccare lo stretto serva più a loro che agli Stati Uniti.

Trump sta parlando alla Casa Bianca

Ha sostenuto, di nuovo, che l’Iran voglia fare un accordo, e che uno dei problemi sia che il regime non sa chi sia il suo leader: anche questa era una cosa che aveva già detto, anche se ci sono effettivamente divisioni nel regime. 

Il discorso si può seguire in diretta qui: 

Cosa vuol dire che Trump «valuta nuove opzioni militari»

È un’espressione che ricorre in queste ore, dopo che Axios ha scritto che Donald Trump starebbe valutando la possibilità di ordinare nuovi attacchi all’Iran, per convincere il regime a cedere sulle richieste statunitensi. L’emittente CNN ha spiegato che questo non significa che gli attacchi ci saranno.

Concretamente, consiste in una riunione tra Trump, funzionari e alti ufficiali delle forze armate. Non è così inusuale. I funzionari del dipartimento della Difesa, infatti, aggiornano periodicamente Trump sui piani militari, nonostante il cessate il fuoco in vigore con l’Iran. Finora non ci sono segnali che lui abbia cambiato idea sulla ripresa dei bombardamenti.

Donald Trump alla Casa Bianca, il 30 aprile

Donald Trump alla Casa Bianca, il 30 aprile (AP Photo/Manuel Balce Ceneta)

La notizia sulle «opzioni militari» è funzionale soprattutto a far sapere al regime iraniano che non sono escluse, e potrebbero ricominciare se i negoziati non avranno successo. Serve soprattutto a mettere pressione, anche se nel frattempo la leadership iraniana continua a mostrarsi intransigente.

In questa fase, secondo le ricostruzioni dei media statunitensi, la tattica di Trump è puntare tutto sulla capacità del blocco navale di logorare l’economia iraniana, e per questo il governo degli Stati Uniti intende prolungarlo.

Il presidente della FIFA ribadisce che l’Iran giocherà i Mondiali

Gianni Infantino lo ha annunciato all’inizio di un discorso all’assemblea annuale della FIFA (l’organizzazione che regola il calcio a livello mondiale) a Vancouver, in Canada, il paese che ospiterà i prossimi Mondiali insieme a Stati Uniti e Messico.

Gianni Infantino durante il discorso a Vancouve

Gianni Infantino durante il discorso a Vancouver (Rich Lam – FIFA/FIFA via Getty Images)

Infantino l’aveva già detto in passato, ma le ultime dichiarazioni sono avvalorate dal contesto così formale e per questo stanno avendo risalto. Ha detto inoltre che l’Iran giocherà le partite dei gironi negli Stati Uniti, com’era previsto prima della guerra. 

Le dichiarazioni arrivano inoltre dopo le manovre dell’inviato di Trump Paolo Zampolli per tentare di fare riammettere al torneo l’Italia, che non si è qualificata, escludendo la nazionale iraniana: un’ipotesi improbabile e contestata in modo unanime.   

Il regime iraniano considera il blocco navale statunitense una prosecuzione delle operazioni militari

Lo ha scritto in un post il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian.

Altre volte la leadership iraniana ha contestato il blocco, definendolo un atto di pirateria o di guerra, e oggi la comunicazione propagandistica del regime ha tenuto un tono antagonistico contro gli Stati Uniti; del resto i negoziati sono fermi.

Il Regno Unito ha alzato il livello d’allerta terroristica, dopo l’accoltellamento di ieri

Principalmente come conseguenza dell’attacco di ieri, in cui due uomini di religione ebraica sono stati accoltellati e feriti per strada a Londra. Il governo britannico ha alzato il livello d’allerta da sostanziale a grave, che è il secondo livello più alto dei cinque previsti (quello massimo è il livello critico). 

Poliziotti nel quartieri di Golders Green, dove mercoledì 29 aprile c'è stato l'accoltellamento

Poliziotti nel quartiere di Golders Green, dove mercoledì 29 aprile c’è stato l’accoltellamento (AP Photo/Kin Cheung)

Non ne veniva dichiarato uno così alto dall’autunno del 2021, ai tempi dell’uccisione del parlamentare David Amess. Era stato poi abbassato nel febbraio del 2022 e da allora era rimasto quello. Un livello grave significa che, secondo le autorità, la possibilità che nei prossimi sei mesi ci sia un attentato è «molto probabile». 

Secondo Hegseth, i giorni del cessate il fuoco non contano

La conta in questione è quella dei 60 giorni che abbiamo spiegato in questo articolo, ossia la scadenza entro cui in teoria Donald Trump deve chiedere al Congresso di votare per autorizzare la guerra in Medio Oriente. 

I 60 giorni da quando il governo ha notificato l’inizio delle operazioni scadono domani, il 1° maggio. Ci si aspettava che Trump avrebbe provato a ignorare la scadenza e adesso Hegseth (il suo segretario della Difesa) ha sostenuto al Congresso che il conteggio andrebbe sospeso durante il cessate il fuoco, che è iniziato la notte tra il 7 e l’8 aprile.

Questo espediente consentirebbe all’amministrazione di prendere tempo. La legge che prevede i 60 giorni, in realtà, non contempla i cessate il fuoco e la teoria di Hegseth si appoggia a questo. È probabile che ci siano ricorsi legali. 

Il capo di stato maggiore congiunto degli Stati Uniti ha confermato che la Russia ha aiutato l’Iran

Dan Caine lo ha detto durante l’audizione al Congresso del segretario alla Difesa, Pete Hegseth.

Caine non ha dato più dettagli, a parte dire: «C’è stata sicuramente un’azione di qualche tipo». Il senatore che presiedeva l’audizione, il Repubblicano Roger Wicker, ha aggiunto che «non c’è dubbio» che la Russia abbia cercato di ostacolare le operazioni militari statunitensi durante la guerra.

John D. Caine, in una foto dell'audizione di ieri

John D. Caine, in una foto dell’audizione di ieri (Daniel Heuer/Bloomberg)

Il fatto che la Russia abbia aiutato l’Iran, almeno condividendo informazioni d’intelligence sulle basi statunitensi in Medio Oriente da colpire, era noto. Vari funzionari statunitensi lo avevano detto ai media, senza però esporsi pubblicamente. Per questo è significativo che Caine, il generale più alto in grado dell’esercito, lo abbia infine confermato.

Un attacco di Hezbollah ha ucciso un soldato israeliano

Il gruppo ha colpito con due droni un contingente israeliano a Qantara, nel sud del Libano, ferendo un altro soldato, oltre a quello ucciso.

In un attacco separato, sempre con un drone, Hezbollah ha ferito 12 soldati israeliani, colpendo una postazione d’artiglieria a Shomera, nel nord d’Israele: nessuno di loro è in pericolo di vita. 

Mezzi militari israelani nel Libano meridionale, il 29 aprile

Mezzi militari israelani nel Libano meridionale, il 29 aprile (Amir Levy/Getty Images)

In Libano è in vigore un cessate il fuoco tra Israele e governo libanese. L’esercito israeliano non ha sospeso del tutto le operazioni militari: solo oggi, attacchi israeliani hanno ucciso almeno 14 persone. Non ha interrotto gli attacchi neppure Hezbollah, che non riconosce i negoziati che hanno portato al cessate il fuoco. 

Il prezzo del petrolio sta diminuendo

Dopo che in giornata ha toccato i massimi dal 2022 per via della notizia che Trump sta valutando nuovi attacchi all’Iran per mettere pressione sul regime iraniano.

La quotazione internazionale Brent si è attestata sui 114 dollari al barile dopo avere toccato nelle scorse ore i 126 dollari al barile. Quella WTI, di riferimento per il mercato americano, è scesa attorno ai 105 dollari al barile.

Il grafico mette a confronto l'andamento di Brent e WTI (dal sito di Reuters)

Il grafico mette a confronto l’andamento di Brent e WTI (dal sito di Reuters)

È iniziata l’audizione di Hegseth al Congresso

Potrebbe essere interessante per almeno due motivi:

  • il segretario alla Difesa potrebbe dare aggiornamenti sulla tattica dell’amministrazione Trump in questa fase della guerra, di stallo nelle trattative e logoramento economico.
  • potrebbe essere un’occasione per misurare il dissenso, anche tra gli esponenti del Partito Repubblicano, alla vigilia della scadenza (domani) entro cui Trump dovrebbe farsi autorizzare dal Congresso la guerra.

Si può seguire in diretta qui:

Un altro post di Trump contro Merz

Dopo che stamattina aveva minacciato di ridurre la presenza militare statunitense in Germania, Trump ha fatto un altro post critico con il cancelliere tedesco. 

In questo scrive che Merz «dovrebbe dedicare più tempo alla risoluzione della guerra tra Russia e Ucraina (in cui è stato del tutto inutile)» invece di interferire in quella in Medio Oriente.

Merz e Trump avevano buoni rapporti, almeno fino all’inizio di quest’anno. Trump si è indispettito per le dichiarazioni di questi giorni in cui Merz aveva detto che l’Iran stava umiliando gli Stati Uniti facendo ostruzionismo ai negoziati. 

Un leader europeo che è d’accordo con Trump (ultimamente è raro)

Il presidente della Lituania, Gitanas Nausėda, ha detto che il paese dovrebbe aderire a una missione navale a guida statunitense nello stretto di Hormuz.

Stamattina era uscita la notizia che Donald Trump sta riprovando a organizzarne una. Le altre volte i paesi dell’Unione Europea non avevano assecondato Trump, per il timore di farsi coinvolgere nella guerra, attirandosi le sue ire, e per questo è notevole che un capo di stato come Nausėda si sia espresso pubblicamente a favore. 

Il presidente lituano durante una riunione a Helsinki, il 26 marzo

Il presidente lituano durante una riunione a Helsinki, il 26 marzo (Adrian Dennis, Pool Photo via AP)

In Lituania il potere esecutivo ce l’ha il governo, ma il presidente ha comunque grossa influenza sulla politica estera e di sicurezza. Nausėda, che è in carica dal 2019, ha detto che sottoporrà la nuova proposta di Trump alla prossima riunione del Consiglio di Difesa lituano.  

Il messaggio del presidente del parlamento iraniano, per la Giornata nazionale del golfo Persico

La festa ricorda la cacciata dell’esercito portoghese dal golfo Persico nel 1622, da parte di una spedizione militare inglese e persiana. L’Iran la celebra per affermare la propria influenza sul golfo.

Prima di quella sconfitta i portoghesi avevano mantenuto una fortezza nello stretto, sull’isola di Hormuz (la fortezza di Nostra signora della concezione), che di fatto aveva permesso loro di controllarlo per più di un secolo.

I portoghesi difendono il forte di Hormuz, in un manoscritto persiano del Diciassettesimo secolo (Wikimedia commons)

I portoghesi difendono il forte di Nostra signora della concezione, nel 1622, in un manoscritto persiano del Diciassettesimo secolo (Wikimedia commons)

Il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha pubblicato un messaggio su X in cui ha celebrato «l’espulsione dei colonizzatori europei dal golfo Persico». Ha aggiunto che l’Iran, esercitando il controllo sullo stretto di Hormuz, garantirà a sé stesso e ai suoi vicini un futuro senza l’ingerenza degli Stati Uniti.

Le merci dirette in Iran potranno passare dal Pakistan, anziché usare lo stretto di Hormuz

Lo ha deciso il ministero del Commercio con un decreto che è stato adottato il 25 aprile, ma di cui è stata data notizia solo oggi.

Il decreto prevede che le merci di altri paesi e che sono destinate in Iran possano essere trasportate via terra attraverso il Pakistan, usando le strade che collegano le due principali città portuali del Pakistan (Karachi e Gwadar) con due valichi di confine con l’Iran, Gabd e Taftan.

L’ordine non si applicherà alle merci provenienti dall’India, che il Pakistan considera un paese ostile.

Migliaia di container con prodotti destinati all’Iran sono bloccati al porto di Karachi, per effetto del blocco navale che gli Stati Uniti hanno imposto alle navi dirette verso l’Iran, o provenienti dall’Iran, e che per farlo devono attraversare lo stretto di Hormuz.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi era stato in Pakistan alla fine della scorsa settimana: il decreto del governo pakistano sembrerebbe essere un risultato diretto di quei colloqui.