L’Iran sta umiliando gli Stati Uniti di Trump, dice il cancelliere tedesco Friedrich Merz
Si riferiva al modo in cui si stanno svolgendo (o meglio: non svolgendo) i negoziati di pace

Lunedì il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha commentato gli scarsi progressi dei negoziati di pace per la guerra in Medio Oriente sostenendo che il regime iraniano starebbe umiliando gli Stati Uniti: «Un’intera nazione viene umiliata dalla leadership iraniana, in particolare dai cosiddetti Guardiani della rivoluzione», cioè il corpo militare più potente dell’Iran, che riferisce direttamente alla Guida suprema e che ha posizioni assai intransigenti e poco inclini al dialogo con gli americani.
Merz ha criticato gli Stati Uniti per essere entrati in guerra senza una strategia precisa su come uscirne e ha aggiunto che i negoziatori iraniani stanno procedendo «con grande abilità, o meglio, stanno abilmente evitando di negoziare. E poi lasciano che gli americani vadano a Islamabad per poi tornare indietro senza alcun risultato».
Per due volte nelle ultime due settimane infatti Trump aveva annunciato che una delegazione statunitense sarebbe partita per il Pakistan, ma l’Iran non aveva mai confermato la disponibilità agli incontri e alla fine entrambi i viaggi erano stati annullati. Gli unici colloqui che si sono tenuti finora risalgono all’11 e 12 aprile, ma erano stati inconcludenti.
Le frasi pronunciate da Merz mostrano come il cancelliere tedesco, al pari di molti altri leader europei, stia progressivamente prendendo le distanze da Trump usando anche parole dure che sarebbero state impensabili fino a pochi mesi fa. La guerra in Medio Oriente, con tutte le sue conseguenze sul mercato energetico mondiale, è molto impopolare in Europa e difendere le posizioni di Trump ha cominciato ad avere un costo politico troppo alto anche per leader che prima erano vicini all’amministrazione americana, come la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
– Leggi anche: Le 12 ore di Giorgia Meloni prima di criticare gli attacchi di Trump al papa
Merz ha detto di avere espresso il suo scetticismo direttamente a Trump in due differenti conversazioni: «Se avessi saputo che la situazione sarebbe continuata così per cinque o sei settimane e che sarebbe progressivamente peggiorata, avrei parlato in modo ancora più categorico».


