La nuova copertina di Charlie Hebdo con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan

La nuova copertina di Charlie Hebdo con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan

La copertina del settimanale satirico francese Charlie Hebdo uscirà domani in edicola con una caricatura del presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Erdogan è raffigurato in mutande, seduto su una poltrona con una lattina in mano, mentre solleva la tunica di una donna. Riferendosi al sedere nudo di lei, dice: «Ouuuh! Il Profeta». Il commento sulla prima pagina è: «Erdogan. Nel privato è molto divertente».

Due giorni fa Erdogan aveva insultato il presidente francese Emmanuel Macron per le misure restrittive contro individui e organizzazioni legate all’Islam radicale decise dopo l’uccisione di Samuel Paty, l’insegnante di scuola media decapitato il 16 ottobre nella periferia nord di Parigi, dopo che aveva mostrato vignette satiriche sul profeta Maometto durante una lezione sulla libertà d’espressione. Dopo l’intervento di Erdogan, la Francia aveva ritirato il suo ambasciatore in Turchia.

Da mesi i rapporti tra Francia e Turchia sono molto tesi per diverse ragioni: la guerra in Libia, la questione di Cipro, l’intervento in Siria, oltre che per il secolarismo della società francese contrapposto alla trasformazione della Turchia in uno stato sempre più religioso durante la presidenza di Erdogan.

– Leggi anche: Francia e Turchia sono ai ferri corti

La difesa della laicità e la lotta contro l’Islam radicale sono tra i temi che hanno impegnato di più il governo di Emmanuel Macron negli ultimi anni. Qualche settimana fa, il presidente francese aveva annunciato un nuovo disegno di legge con misure dure contro il «separatismo», termine che usa da qualche tempo per indicare il fatto che molti membri della comunità musulmana vivrebbero in una «società parallela», porosa al fondamentalismo islamico e contraria ai valori della Repubblica francese.

Il drive-in dove i tifosi di Los Angeles guardano le World Series

Il drive-in dove i tifosi di Los Angeles guardano le World Series

Le finali del baseball nordamericano si stanno giocando in questi giorni in una sorta di “bolla” al Globe Life Field di Arlington, in Texas, e non come al solito tra gli stadi delle due finaliste, che quest’anno sono Los Angeles Dodgers e Tampa Bay Rays. Per l’occasione i Dodgers hanno quindi predisposto un drive-in nel parcheggio del loro stadio, tra le colline dell’Elysian Park di Los Angeles, per permettere ai propri tifosi di seguire le World Series insieme in un unico luogo. Un biglietto costa 75 dollari e consente l’ingresso di una macchina con non più di sei persone, le quali devono restarci a bordo (o sopra) per tutta la durata degli incontri. Il parcheggio ospita fino a 950 automobili, tutte disposte di fronte ai due schermi installati in posizione opposta. La telecronaca è disponibile in una frequenza radio. Questa notte, quando in Italia sarà l’una passata, il parcheggio si affollerà probabilmente per l’ultima volta, dato che ai Dodgers manca una sola vittoria per tornare a vincere la Major League trentadue anni dopo l’ultima volta.

Luca Zaia ha avuto un po’ di problemi con un congiuntivo

Luca Zaia ha avuto un po' di problemi con un congiuntivo

Durante una conferenza stampa in cui ha criticato diversi aspetti del nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri (DPCM), in vigore dalla mezzanotte del 26 ottobre, il presidente del Veneto Luca Zaia ha avuto un po’ di problemi con un verbo al congiuntivo. Prima di dire «io penso che tutti i sacrifici fatti dai veneti dovessero essere riconosciuti» ha provato – senza riuscirci – a formulare la frase in modi diversi e con risultati acrobatici e divertenti, ammettendo lui stesso di essersi “incasinato” e parlando prima della necessità di un condizionale, e poi, correggendosi, di un congiuntivo. Anche l’interprete alle sue spalle è rimasta spiazzata.

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