In Francia le manifestazioni si sono concluse senza grossi scontri
Il governo aveva schierato 70mila poliziotti, ma i disordini hanno riguardato solo alcuni gruppi violenti; ci sono state proteste anche in Germania
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Sabato a Parigi e in molte altre città francesi, tra cui Marsiglia, Grenoble e Lione, ci sono state più di 150 manifestazioni contro il governo e il carovita, per il terzo fine settimana consecutivo. Il corteo a Parigi ha raggiunto la fine del percorso autorizzato poco prima delle 17 e per ora né lì né altrove sono stati segnalati disordini significativi. Secondo i dati diffusi dal ministero dell’Interno alle mobilitazioni hanno partecipato 320mila persone, di cui solo 70mila nella capitale. Gli organizzatori invece hanno stimato la presenza di quasi mezzo milione di manifestanti in tutta la Francia, di cui 200mila solo a Parigi.
Le organizzazioni degli studenti hanno già annunciato nuovi blocchi delle scuole per martedì e giovedì prossimi. Le manifestazioni sono state in gran parte pacifiche per tutto il pomeriggio: anche il ministero dell’Interno francese ha detto che «si sono svolte regolarmente», nonostante la presenza di alcuni gruppi di persone violente che si sono scontrati con la polizia alla fine dei cortei, in particolare a Lione, Marsiglia e Parigi. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha detto che sono stati fatti 40mila controlli in tutto il paese e sono state fermate 565 persone.
Le manifestazioni fanno parte di un ampissimo movimento di protesta che va avanti da settimane: era iniziato a settembre come una mobilitazione da parte degli studenti delle superiori, che protestavano per chiedere condizioni di studio migliori.
Poi però il movimento si è allargato: alle rivendicazioni degli studenti si sono aggiunte le contestazioni per l’aumento del costo della vita, e per il modo con cui la polizia ha represso le proteste degli studenti. Al movimento si sono aggiunti partiti politici, sindacati, gli impiegati pubblici e il movimento dei «gilet gialli», che nel 2018 organizzò proteste enormi contro il costo della vita.
In vista delle manifestazioni di sabato il governo ha adottato misure di sicurezza molto estese, schierando 70mila poliziotti, come aveva già fatto per le proteste della scorsa settimana. Ai manifestanti non è permesso entrare nei centri città, e in alcuni quartieri centrali di Parigi, République e Châtelet-Les Halles sono anche stati imposti coprifuoco notturni dalle 23 alle 6 del mattino per sabato e domenica.
Le autorità hanno detto che considerano queste proteste pericolose anche perché coincidono con la sera di Halloween, per cui molte persone saranno mascherate.

Camionette della polizia schierate in una strada di Parigi, il 31 ottobre (AP Photo/Aurelien Morissard)
Il governo sostiene che queste misure siano state necessarie per evitare che si ripetesse quello che era successo il 17 ottobre, quando in diverse città francesi durante le manifestazioni c’erano stati saccheggi e violenze. In quell’occasione avevano manifestato 550mila persone: il governo aveva poi ammesso di non essere stato in grado di garantire l’ordine pubblico e di avere «perso il controllo» delle manifestazioni. Già sabato 24 ottobre però aveva aumentato di molto le misure di sicurezza, e durante le manifestazioni la situazione era stata più tranquilla, nonostante ci fossero stati comunque alcuni scontri e più di 1.300 persone fossero state arrestate.
Sabato ci sono state diverse manifestazioni anche in decine di città della Germania, tra cui Berlino, Francoforte e Monaco. A Francoforte le proteste sono rimaste pacifiche fino a sera, quando sono iniziati disordini e scontri tra la polizia e un centinaio di persone violente. Alcuni ragazzi hanno rotto la vetrina di un negozio di scarpe e di un’armeria: la polizia ha detto che sono state rubate due armi, che però sono state subito recuperate. Una persona è stata arrestata. Ci sono stati lanci di sassi, petardi e bottiglie, mentre la polizia è intervenuta con idranti e gas lacrimogeni.
A Berlino alcune migliaia di persone (circa 5mila, secondo la polizia) si sono radunate in modo pacifico vicino alla Porta di Brandeburgo e hanno attraversato la città. Il corteo è terminato verso le 19:30. Erano stati schierati 1.500 agenti di polizia e 56 persone sono state arrestate.
In alcune città i negozianti avevano barricato i propri negozi e protetto le vetrine per paura di saccheggi. Il quotidiano Tagesspiegel scrive che c’erano meno manifestanti rispetto alle aspettative. Le manifestazioni del pomeriggio si erano svolte in gran parte in modo pacifico: c’erano state solo alcune tensioni a Francoforte, Colonia e ad Amburgo, dove al termine del corteo un gruppo di manifestanti ha dato fuoco ad alcune transenne e lanciato fuochi d’artificio contro la polizia, che ha risposto con gli idranti.

Un negozio coperto da tavole di legno in centro a Berlino, in preparazione delle proteste di sabato (AP/Ebrahim Noroozi)
In Germania le proteste sono state organizzate da un gruppo chiamato Gen Z regelt (“ci pensa la gen Z”), un riferimento alle persone nate tra la fine degli anni Novanta e il 2010: come nel caso della Francia, il gruppo chiede più investimenti nell’istruzione e misure per contenere il costo della vita. Un’altra priorità del movimento però è l’opposizione alla reintroduzione del servizio militare.



