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  • Lunedì 26 ottobre 2026

Oxford Street è infine diventata pedonale

E altri interventi la cambieranno nei prossimi mesi, dopo anni di discussioni sul declino della famosa via dello shopping di Londra

Oxford Street lunedì 26 ottobre 2026 (AP Photo/Alastair Grant)
Oxford Street lunedì 26 ottobre 2026 (AP Photo/Alastair Grant)
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Da lunedì una parte di Oxford Street, la più celebre via dello shopping del centro di Londra, non è più accessibile ad alcun tipo di veicolo. La pedonalizzazione della via è un progetto di cui si parla dagli anni Settanta e che il sindaco di Londra Sadiq Khan aveva riproposto nel 2017, con forte opposizione da parte dei Conservatori. Era diventato particolarmente discussa dopo la pandemia, quando Oxford Street aveva cambiato aspetto e reputazione, diventando una strada simbolo degli effetti più deleteri del consumismo sfrenato e della turistificazione della città.

Le stime più recenti dicono che per Oxford Street passano ogni giorno circa 500mila persone, per la gran parte turisti. Anche se da anni il traffico era già chiuso alle auto private, e limitato per taxi e autobus, la via era diventata sempre meno frequentabile e accessibile per via della gran folla e della quantità di bici, e-bike, monopattini e risciò. Il progetto di pedalizzazione di Oxford Street punta a trasformarla in una strada più vivibile e più frequentata anche dai londinesi.

Attualmente la pedonalizzazione riguarda un tratto lungo circa un chilometro che va da Orchard Street a Great Portland Street, ma Khan ha detto che l’obiettivo a lungo termine è di estenderla da Marble Arch fino a Tottenham Court Road.

Il progetto ha un costo di circa 150 milioni di sterline (172 milioni di euro) e prevede anche una riqualificazione generale della strada. L’Oxford Street Development Corporation (OSDC), la società pubblica che coordina la progettazione della zona, ha detto che entro la fine della primavera del 2027 verranno completati i lavori previsti per questo primo tratto: saranno piantati 50 nuovi alberi e messi 100 posti a sedere tra sedie e panchine.

In Oxford Street già da decenni il traffico era limitato: dalle 7 del mattino alle 7 di sera potevano passare solo autobus, taxi e biciclette (dal lunedì al sabato). Ora la chiusura al traffico è stata estesa a tutti i veicoli e a tutte le ore, salvo i furgoni per le consegne ai negozi che potranno entrare tra mezzanotte e le 7 del mattino. Il piano prevede quindi la deviazione di una quindicina di linee di autobus, e questo è uno dei punti più criticati.

Il sindaco Sadiq Khan in Oxford Street, lunedì 26 ottobre 2026 (AP Photo/Alastair Grant)

Oltre che dai commercianti, che temono di trovarsi con meno clienti, e dai taxisti, le critiche maggiori al progetto sono arrivate infatti dalle associazioni che si occupano di diritti delle persone disabili. L’Oxford Street Development Corporation ha detto che l’accessibilità è stata una delle priorità in fase di progettazione, che le fermate degli autobus non si troveranno a più di 200 metri dall’area pedonale e anche la progettazione degli arredi urbani è stata sviluppata con gruppi esperti di accessibilità. Alcuni gruppi di residenti della zona avevano espresso inoltre la preoccupazione che la deviazione dei percorsi dei bus, dei taxi e dei furgoni per le consegne avrebbe reso invivibili le vie nei dintorni di Oxford Street.

Soprattutto dopo la pandemia Oxford Street era cambiata parecchio. Diversi negozi storici avevano chiuso e molti erano stati rimpiazzati da catene di souvenir o di vaporizzatori, servizi per la riparazione di smartphone e sospetti negozi di dolciumi americani. Alcuni di questi sono stati indagati per evasione fiscale e accusati di vendere merci contraffatte o illegali. Tra il 2019 e il 2023 la percentuale di locali sfitti passò dal 4,5 al 16,9 per cento. Nel 2024 Khan aveva definito Oxford Street in uno stato di declino e deciso che la pedonalizzazione sarebbe stata la soluzione.

Oggi Oxford Street è una strada frequentata soprattutto dai turisti e da chi vuole fare acquisti, ma storicamente era stata a lungo un luogo di ritrovo per la cittadinanza, di locali di musica dal vivo e di teatri. Uno degli obiettivi della pedonalizzazione è proprio fare in modo che Oxford Street sia collegata meglio ai quartieri che la circondano – Soho, Fitzrovia, Mayfair e Marylebone – e diventi un punto di riferimento anche per i londinesi, con panchine e tavolini per sedersi o passare la pausa pranzo, per esempio.

Nel 2016, quando Khan diventò sindaco di Londra, la città era molto indietro rispetto a Parigi, Amsterdam o Barcellona per quanto riguardava l’attenzione alla mobilità sostenibile. Khan tentò fin da subito di vietare le auto da Oxford Street, ma il piano fu bocciato dai Conservatori, che allora, oltre a essere al governo nazionale, amministravano il borough di Westminster, il municipio dove si trova Oxford Street e uno dei 32 di Londra, che per ragioni storiche ha anche lo status di città.

(AP Photo/Alastair Grant)

Per Khan, che è Laburista, la pedonalizzazione di Oxford Street è uno dei progetti più rappresentativi di un obiettivo che si era dato fin dall’inizio: quello di trasformare Londra in una città meno inquinata e più vivibile per chi si muove a piedi e in bicicletta. Il suo terzo mandato terminerà nel 2028 e molti hanno parlato della pedonalizzazione di Oxford Street come del progetto principale per cui verrà ricordato, o su cui potrà puntare nel caso in cui dovesse ricandidarsi.

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