Gli studenti hanno vinto le elezioni in Serbia
E secondo le prime proiezioni dovrebbero avere la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento
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Il movimento degli studenti serbi ha vinto le elezioni parlamentari in Serbia. Secondo le prime proiezioni riportate dalla televisione serba N1, gli studenti hanno ottenuto il 52 per cento dei voti; il Partito Progressista Serbo (SNS) dell’ex presidente Aleksandar Vučić ha ottenuto il 39 per cento. Con questi dati gli studenti otterrebbero 139 seggi in parlamento su 250 e sarebbero in grado di formare una maggioranza da soli.
Vučić è un politico nazionalista e populista e ha governato la Serbia in modo illiberale per 12 anni. Ha ammesso la sconfitta poco dopo la chiusura dei seggi, prima ancora che la commissione elettorale pubblicasse le prime proiezioni dei risultati, verosimilmente sulla base dei dati a disposizione del suo partito.
La vittoria degli studenti rappresenta il culmine di un ampio movimento di protesta, che dopo due anni di enormi manifestazioni contro il governo e contro Vučić si era organizzato e aveva deciso di partecipare alle elezioni con una propria lista.
Poco dopo l’annuncio di Vučić, moltissimi sostenitori della Lista studentesca sono scesi in strada nella capitale Belgrado per festeggiare la vittoria.

Alcune persone festeggiano a Belgrado dopo l’annuncio con cui Vučić ha ammesso la sconfitta (AP/Marko Drobnjakovic)
Il movimento degli studenti è riuscito a ottenere un sostegno ampissimo: queste elezioni erano molto attese, e molte più persone del solito sono andate a votare. L’affluenza è stata una delle più alte di sempre, anche se non c’è ancora un dato definitivo.

Persone in attesa di votare fuori da un seggio a Belgrado, il 25 ottobre (AP/Armin Durgut)
Per tutta la giornata ci sono state code lunghissime in diversi seggi in Serbia, e anche in diversi consolati e ambasciate dove potevano votare i cittadini serbi che vivono all’estero. Quella nel video qui sotto, per esempio, è la coda che si è formata per votare all’ambasciata serba a Vienna: in Austria vivono moltissimi serbi. Anche per via delle lunghe code, in diversi seggi si è continuato a votare anche dopo l’orario di chiusura previsto, le 20.
In diversi casi i serbi all’estero hanno dovuto farlo di notte, per via di una decisione presa dalla commissione elettorale che li obbligava a votare in tutto il mondo seguendo gli orari di Belgrado. In città come New York e Chicago, negli Stati Uniti, centinaia di persone si sono messe in coda già verso le due del mattino. La commissione formalmente è indipendente, ma in realtà è influenzata dal governo, e la decisione era stata presa probabilmente per rendere più difficile votare dall’estero, visto che tra chi è fuori dal paese è più forte il sostegno per la Lista studentesca.

Una volontaria della Lista studentesca dopo la chiusura dei seggi, domenica 25 ottobre (AP/Petr David Josek)
Fino a fine settembre Vučić era presidente della Repubblica, ma poi si è dimesso per candidarsi a primo ministro, visto che aveva raggiunto il limite legale di mandati. È rimasto comunque l’uomo più potente della Serbia.
Finora Vučić era sempre riuscito a vincere le elezioni, approfittando del fatto che controlla la grande maggioranza di giornali e televisioni, può contare sulle risorse del bilancio pubblico e obbliga i dipendenti pubblici a votare per l’SNS.
Il governo ha provato a influenzare il voto anche stavolta: CRTA, un’organizzazione indipendente che si occupa di vigilare sullo svolgimento delle elezioni, ha detto che ci sono state irregolarità nel 29 per cento dei seggi in Serbia. La maggior parte delle irregolarità riguardava casi di pressione nei confronti degli elettori, dei membri delle commissioni elettorali locali e degli osservatori. CRTA ha anche documentato diversi casi di voto di scambio.
Le elezioni sono trascorse in un’atmosfera di tensione, e ci sono state anche violenze. Ci sono stati casi di aggressione contro persone in attesa ai seggi elettorali. A Pančevo, vicino a Belgrado, alcuni uomini a volto coperto hanno picchiato osservatori elettorali della Lista studentesca. A Pavlovac, nel sud, due giornalisti sono stati aggrediti.



