In Brasile è stato rieletto Lula
Il presidente uscente, di sinistra, ha inaspettatamente battuto al ballottaggio Flávio Bolsonaro, di destra, che ha detto che non accetta il risultato
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Il presidente uscente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, di sinistra, ha vinto il ballottaggio delle elezioni presidenziali di domenica nel paese, e resterà quindi in carica per il quarto mandato. Lula ha ottenuto il 51,8 per cento dei voti contro il 48,2 di Flávio Bolsonaro, il candidato della destra, nonché figlio dell’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro, che non aveva potuto candidarsi per la condanna a 27 anni di carcere per il tentato colpo di stato del 2022.
Bolsonaro ha detto che chiederà di annullare il voto del ballottaggio. Si aspettava infatti di vincere, anche se sono state elezioni molto combattute: al primo turno, per cui si era votato il 4 ottobre, Bolsonaro era risultato in vantaggio su Lula di meno di due punti percentuali. In questo caso la differenza tra i due è stata di poco più di 4 milioni di voti (su circa 124 totali).
È un risultato sorprendente anche rispetto alle previsioni di diversi analisti, che alla fine del primo turno avevano dato la carriera politica di Lula per finita. In Brasile, dalla fine della dittatura militare (negli anni Ottanta) in poi, non era inoltre mai successo che un candidato che aveva vinto al primo turno perdesse al secondo. Dopo l’annuncio della vittoria di Lula migliaia di suoi sostenitori sono scesi per le strade a festeggiare.

Sostenitori di Lula a San Paolo (AP Photo/Andre Penner)
Bolsonaro ha criticato anche la decisione della Corte Suprema del Brasile di posticipare la chiusura di alcuni seggi di due ore, definendola una «violazione del principio di uguaglianza». Era stato lo stesso Bolsonaro a chiedere la modifica, citando le difficoltà logistiche di alcuni brasiliani a votare per via delle forti piogge; aveva fatto la stessa richiesta Lula, nel suo caso citando disservizi nel trasporto pubblico a Salvador e San Paolo, due grossi bacini elettorali del suo partito.
Le operazioni di voto si erano dunque complicate: la Corte Suprema aveva prima rimandato la chiusura di tutti i seggi del paese di due ore, e poi aveva diffuso una seconda dichiarazione in cui diceva che valeva solo per i seggi in cui le operazioni di voto non erano ancora state completate, creando confusione in alcuni seggi. Bolsonaro ha detto di «non accettare che le regole del gioco vengano cambiate in corso d’opera dagli amici di Lula».
Dopo l’annuncio della vittoria di Lula il presidente della Corte Suprema, il giudice Kassio Nunes Marques, nominato da Jair Bolsonaro, ha confermato il risultato e detto che l’estensione dell’orario del voto non ha causato problemi nel successivo conteggio.
La vittoria di Lula è un’eccezione rispetto a quanto successo di recente in altri grandi stati dell’America Latina, dove hanno vinto leader di destra o comunque conservatori: Javier Milei in Argentina, José Antonio Kast in Cile (il presidente più di destra nella storia del paese dalla fine della dittatura del generale Augusto Pinochet) e, a giugno, Abelardo de la Espriella in Colombia.
Lula ha 80 anni, proviene da una famiglia modesta e prima di entrare in politica era stato un importante sindacalista; ha avuto un ruolo nel ritorno alla democrazia del Brasile alla fine della dittatura militare. La sua prima candidatura alle presidenziali risale al 1989; Bolsonaro ha 45 anni ed è stato un candidato per procura: al posto del padre, di cui ha ereditato il movimento politico fatto a immagine e somiglianza di Jair, con una continuità che è esibita persino nell’aspetto e nell’abbigliamento e sembra aver compensato un carisma più evanescente di quello dell’originale. La sua famiglia è dichiaratamente nostalgica della dittatura, terminata nel 1985.



