Un grande classico del Clásico
Le polemiche: ci sono per ogni Barcellona-Real Madrid, ma quest'anno sono di più, perché è tornato lui
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Sono settimane che José Mourinho, il 63enne allenatore portoghese del Real Madrid, è più agitato del solito. È noto che abbia sempre da ridire su tutto, spesso in maniera provocatoria: ora sta usando il suo repertorio in vista della partita contro il Barcellona di domenica sera. Si è lamentato perché il Real Madrid ha un giorno in meno per riposare, non gli piacciono gli arbitri scelti per la partita – che è così importante e sentita che viene soprannominata El Clásico – ha accusato il Barcellona di essere coinvolto nel «più grande scandalo di corruzione dell’arbitraggio mondiale».
Come spesso ha fatto in passato, Mourinho genera tante più polemiche quanto più la sua squadra va male: secondo l’interpretazione più diffusa, è il modo che ha per sviare l’attenzione dai reali problemi della sua squadra. Succede ancora più spesso quando deve affrontare il Barcellona, una squadra con cui si è scontrato spesso in passato pur essendone stato viceallenatore per quattro anni. E comunque ormai le polemiche fra Real Madrid e Barcellona prima delle loro partite sono ormai una storia a sé.
Mourinho ha allenato il Real Madrid dal 2010 al 2013 ed è tornato questa estate. Finora ha vinto dieci partite e ne ha perse solo due in questa stagione. Può non bastare se sei il Real Madrid, ovvero una delle squadre più forti e ricche al mondo, e se in campionato hai già sei punti di svantaggio dal Barcellona. Non sta giocando bene, un suo fortissimo giocatore – il brasiliano Vinícius Jr. – è peggiorato al punto che ci si chiede se sia stato sostituito da un alieno e diverse vittorie sono arrivate in maniera casuale o all’ultimo minuto, più grazie al talento dei calciatori che a un’organizzazione di gioco chiara ed efficace.
Ma non è solo Mourinho ad aver fatto parlare di sé negli ultimi giorni. Il «più grande scandalo di corruzione» di cui parla è una storia che va avanti dal 2023 e riguarda una serie di pagamenti fatti dal Barcellona a una società riconducibile a José María Enríquez Negreira, ex arbitro e a lungo vicepresidente dell’associazione arbitrale spagnola. In tutto il Barcellona ha dato a Negreira circa 8 milioni e mezzo di euro: non è chiaro perché, un tribunale di Barcellona sta indagando e né la Liga né la UEFA – cioè il campionato spagnolo e la confederazione calcistica europea – hanno sanzionato il Barcellona.
Uno striscione dei tifosi del Real Madrid, arrabbiati per il caso Negreira
Secondo chi tifa il Real Madrid c’entra Javier Tebas, il presidente della Liga dal 2013. Per tutto il suo mandato i rapporti tra Tebas e il presidente del Real Madrid Florentino Pérez sono stati conflittuali. Pérez era uno dei principali sostenitori della Superlega, il progetto di un nuovo, ricco campionato europeo, fallito in poco tempo; Tebas era contrario.
I due si sono scontrati anche legalmente sul modello di business e sui diritti televisivi del calcio spagnolo e appena possono dicono cose non bellissime l’uno dell’altro. Tebas ha esagerato il 16 ottobre, quando ha scritto su X che il modo in cui il Real Madrid sfrutta certi siti come megafono per i propri interessi ricorda i «meccanismi di propaganda che sfruttava Goebbels», il ministro della propaganda della Germania nazista.
Tebas non ha cancellato il tweet, il Real Madrid si è molto arrabbiato e ne ha chiesto le dimissioni. Poi ha esagerato a sua volta, condividendo un post che diceva: «La stampa internazionale, indignata per le parole di Tebas, chiede le sue dimissioni».
Non esattamente il tipo di contenuto che ti aspetti di trovare sul sito ufficiale del Real Madrid
Mourinho non ha perso l’occasione per dire cose abbastanza gravi contro Tebas, che ha definito «un caso clinico». Filippo Maria Ricci, giornalista della Gazzetta dello Sport che segue soprattutto il calcio spagnolo, ha scritto che Mourinho sta cercando di far passare il messaggio che il Barcellona ha vinto tutto grazie all’aiuto degli arbitri: si riferisce non solo a questi anni, ma anche alla prima volta che allenava il Real Madrid, quando l’allenatore del Barcellona era lo spagnolo Pep Guardiola.
Fu un periodo, quello, di particolare tensione tra Real Madrid e Barcellona, sportiva e politica. Nella primavera del 2011 si affrontarono 4 volte in 18 giorni: una in campionato, e pareggiarono; una nella finale di Coppa di Spagna, e vinse il Real; e infine due nella semifinale di Champions League, dove il Barcellona passò il turno e vinse poi anche la finale. Furono sfide tra due diverse visioni della Spagna (quella centralista del Real Madrid e quella indipendentista della Catalogna e del Barcellona) e soprattutto tra due squadre fenomenali (Cristiano Ronaldo contro Lionel Messi, per dire), con due stili di gioco molto diversi: spettacolare e sofisticato quello del Barcellona, più spiccio e pratico quello del Real.
Quel Barcellona giocava meglio e vinse spesso contro il Real Madrid, ma secondo Mourinho accadde perché era protetto dagli arbitri e da altri poteri forti.
Nella nuova polemica del Real Madrid contro gli arbitri, ha un ruolo anche il canale tematico della squadra, Real Madrid TV. Da anni il canale (interamente dedicato alle varie squadre del Real Madrid: femminili, giovanili, di basket) parla di arbitri in maniera molto forzata: di recente in una sua trasmissione è stato detto che nel Clásico il Real Madrid dovrà giocare contro 17 arbitri, cioè i sei abituali più gli undici giocatori del Barcellona. Lo stesso Real Madrid, però, viene spesso accusato dalle altre squadre spagnole di avere arbitraggi benevoli.
Forse anche Real Madrid TV, come Mourinho, parla così tanto di arbitri per distogliere l’attenzione da come sta andando la squadra negli ultimi due anni. La scorsa stagione andò molto male, considerati gli standard altissimi del Real Madrid: l’allenatore Xabi Alonso, che in precedenza era andato molto bene con il Bayer Leverkusen in Germania, venne esonerato a metà stagione. Col suo sostituto, Álvaro Arbeloa, come Alonso ex calciatore del Real Madrid, le cose andarono pure peggio: i risultati furono deludenti e ci furono varie discussioni animate e risse tra i giocatori durante gli allenamenti.
Il problema era, e rimane, anche di natura tattica. I due migliori giocatori del Real Madrid, gli attaccanti Kylian Mbappé e Vinícius Jr., sono per certi versi simili: entrambi calciano meglio la palla col piede destro, hanno come posizione preferita la parte sinistra o centro-sinistra dell’attacco e hanno bisogno di ricevere molti passaggi per entrare nel vivo del gioco. Vinícius è al Real Madrid da più tempo, ma Mbappé sta giocando meglio. Nel Clásico Vinícius Jr. non ci sarà: è stato squalificato per quattro giornate per aver tirato i capelli di un avversario durante una partita contro il Villarreal.
Vinícius non è l’unico calciatore che salterà il Clásico. Il Barcellona ha parecchi infortunati, soprattutto tra i difensori: Eric García, Jules Koundé e Andreas Christensen, e anche il centrocampista offensivo Dani Olmo. In allenamento l’allenatore tedesco del Barcellona Hansi Flick ha provato a far giocare in difesa due centrocampisti, Rodri (che quest’estate ha scelto il Barcellona proprio in alternativa al Real Madrid) e Frenkie de Jong.
Nonostante gli infortuni, il Barcellona è favorito, anche perché ci saranno Lamine Yamal e Raphinha, che hanno cominciato alla grande la stagione. Gioca in casa, ha già sei punti di vantaggio sul Real Madrid in campionato e sta segnando tantissimi gol. Vincendo anche il Clásico potrebbe iniziare il campionato con dieci vittorie consecutive: batterebbe un record fatto dal Real Madrid nella stagione 1968/69. La partita comincia domenica alle 21 e in Italia si potrà vedere in chiaro su Italia 1, Mediaset Infinity o sulla piattaforma a pagamento Dazn.
– Guarda anche: Gli spettacolari gol di Lamine Yamal e Kylian Mbappé, la settimana prima del Clásico



