• Sport
  • Venerdì 23 ottobre 2026

Nel baseball sta succedendo una cosa che non succedeva dal 1980

A giocare le World Series ci sono due squadre che non le hanno mai vinte

Garrett Mitchell dei Milwaukee Brewers prende una palla al volo davanti ai tifosi della squadra avversaria, 7 ottobre 2026 (AP Photo/Gregory Bull)
Garrett Mitchell dei Milwaukee Brewers prende una palla al volo davanti ai tifosi della squadra avversaria, 7 ottobre 2026 (AP Photo/Gregory Bull)
Caricamento player

Nella notte italiana tra venerdì e sabato iniziano le World Series, le finali del campionato nordamericano di baseball, la Major League. Per la prima volta dal 1980 vi giocheranno due squadre che non le hanno mai vinte, i Tampa Bay Rays e i Milwaukee Brewers. È una coincidenza rarissima: dalle prime World Series del 1903 è successo solo otto volte, e appena due negli ultimi cent’anni.

I Brewers e soprattutto i Rays sono squadre piuttosto giovani per un campionato in cui metà delle squadre già esisteva quando nel 1903 furono introdotte le World Series. I Brewers, questi Brewers, ci sono dal 1969, quando non erano ancora di Milwaukee e non si chiamavano Brewers, cioè “birrai”.

Furono fondati a Seattle, a circa 3mila chilometri dalla città in cui si trovano oggi, e furono inizialmente i “Pilots”. Ma dopo un anno fallimentare giocato in uno stadio decadente, la squadra fu spostata a Milwaukee, una città che aveva già ospitato altre squadre chiamate “Milwaukee Brewers”, in omaggio alla lunga tradizione birraria della città, dove nell’Ottocento erano arrivati moltissimi tedeschi.

Bernie Brewer, la loro mascotte, è un omino con grandi baffi biondi; negli anni Settanta festeggiava i fuoricampo scivolando dal suo chalet vicino al tabellone, che c’è ancora, dentro un enorme boccale di birra (AP Photo/Jeffrey Phelps)

I Brewers giocarono le loro prime (e fino a quest’anno uniche) World Series nel 1982, quando i Tampa Bay Rays ancora non esistevano. Furono fondati solo nel 1998, con il nome di “Tampa Bay Devil Rays”, dal nome di una specie di razze marine del vicino Golfo del Messico.

Oggi il nome “Devil” è scomparso (era troppo diabolico per certe persone), ma allo stadio della squadra le razze ci sono ancora, in una enorme vasca piena di pesci molto grandi e molto sottili.

Lo stadio, il Tropicana Field, tra l’altro nemmeno è a Tampa, ma nella vicinissima St. Petersburg. Ma avrete capito: con lo sport, specie quello statunitense, spesso va così. Ci vuole un po’ di elasticità su nomi, città, storie e luoghi delle squadre.

Il Tropicana Field, dicevamo, è abbastanza unico anche perché ha un tetto fisso, non retrattile, una cosa che non entusiasma molto gli appassionati di baseball, uno sport che si gioca perlopiù all’aperto e nei mesi più caldi dell’anno. Per molti giocare al chiuso è un po’ come fare un altro sport. Inoltre le passerelle sospese del tetto possono deviare le palle battute più in alto, tant’è che al Tropicana esistono regole specifiche per decidere se assegnare un fuoricampo o lasciare proseguire l’azione.

Il Tropicana Field da dentro (AP Photo/Chris O’Meara, File)

Oltre a essere giovani e un po’ strane, queste due squadre sono forti, ben costruite e ben organizzate. E lo sono pur essendo tra le meno ricche del campionato, a causa della loro scarsa fama e giocando in città che non sono New York, Boston, Los Angeles o Chicago, dove giocano le squadre di baseball che conosce anche chi non conosce il baseball.

Milwaukee e Tampa sono due squadre “alla Moneyball”, che puntano cioè su giocatori considerati scarsi, ma che i dati suggeriscono essere dotati di un certo potenziale. Su Ultimo Uomo Giorgio Di Maio ha scritto che «nessuna squadra è in grado di scovare e coltivare talento come Milwaukee, che si tratti di draft [cioè di esordienti, ndr] o soprattutto di ridare nuova linfa a giocatori scartati da altre squadre». E Tampa, che già arrivò alle World Series nel 2008 e nel 2020, ha un approccio simile e ugualmente efficace.

In questo senso è esemplare il fatto che solo tre giocatori di queste World Series ne abbiano già giocate altre: Yandy Díaz (nel 2020, sempre con i Rays), Dustin May (nel 2020, con i Los Angeles Dodgers) e Steven Matz (nel 2015, con i New York Mets).

Ma per quanto possano sembrare avvincenti, perfino romantiche, queste World Series potrebbero rappresentare un grosso problema per il baseball.

A dicembre, infatti, scadrà il contratto collettivo dei giocatori, e la Major League vuole mettere un salary cap, un tetto salariale al totale degli stipendi, come del resto accade già in quasi tutte le altre leghe nordamericane. Il rischio, però, è di non trovare un accordo, cosa che fermerebbe il campionato: è difficile che accada, ma è già successo altre volte negli Stati Uniti. Nella Major League, per capirci, capitò solo cinque anni fa.

Per evitare di perdere alcune partite, o persino un’intera stagione, molti proprietari hanno presentato il salary cap come un modo per rendere più equilibrato il campionato, evitando il dominio di squadre ricchissime come i Los Angeles Dodgers, che negli ultimi anni si sono comprati quasi tutti i giocatori più forti del mondo e questa stagione sembravano avviati a vincere il terzo campionato consecutivo. Sembravano. Perché sono stati eliminati dai Brewers nelle finali di National League, le semifinali di Major League, senza vincere nemmeno una partita in tutta la serie.

Che le accuse ai Dodgers di “rovinare il baseball” fossero un pretesto si sapeva già prima della loro eliminazione. Ma ora sarà difficile far passare la richiesta di un tetto salariale come una necessità sportiva, legata all’equilibrio del torneo. Brewers e Rays spendono insieme in stipendi quasi 100 milioni di dollari in meno dei Dodgers.

La prima partita delle World Series sarà alle 2 di notte del 24 ottobre a Milwaukee, in Wisconsin. I Brewers avranno quindi il vantaggio di iniziare in casa, perché in regular season (la prima parte del campionato) hanno vinto 103 partite su 162, mentre i Rays “solo” 98. Sarà lì anche la seconda partita, mentre la terza e la quarta saranno al Tropicana Field, il 27 e il 28 ottobre. Si andrà avanti se necessario finché una delle due squadre non vince quattro partite.

Tutte le partite si potranno vedere su Sky o NOW.