La Corte penale internazionale ha vinto il Premio Sakharov per la libertà di pensiero
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La Corte penale internazionale (ICC) ha vinto il Premio Sakharov per la libertà di pensiero, il più importante riconoscimento per i diritti umani assegnato ogni anno dall’Unione Europea. La Corte è un organo indipendente istituito nel 2002 attraverso lo Statuto di Roma, ed è il principale tribunale internazionale che si occupa di giudicare i più gravi crimini internazionali, come quelli di guerra e contro l’umanità: nell’annunciare il premio la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, ha lodato il tribunale per il lavoro con cui tutela il diritto internazionale e la giustizia. Due settimane fa il Premio Nobel per la Pace era stato assegnato a Navi Pillay, che è stata giudice della Corte dal 2003 al 2008.
Negli ultimi mesi l’ICC è stata attaccata ripetutamente dall’amministrazione statunitense di Donald Trump, che prima aveva sanzionato vari giudici e poi l’istituzione stessa. Gli Stati Uniti non hanno mai fatto parte della Corte e non ne hanno mai riconosciuto la giurisdizione: le cose sono peggiorate in particolare dopo che, nel 2024, la Corte aveva emesso un mandato d’arresto per crimini di guerra contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, stretto alleato di Trump, per via della condotta dell’esercito di Israele durante l’invasione della Striscia di Gaza.
Il Premio Sakharov esiste dal 1988 ed è intitolato allo scienziato e dissidente sovietico Andrei Sakharov. L’anno scorso era stato assegnato ai giornalisti bielorussi Andrzej Poczobut e Mzia Amaglobeli, mentre nel 2024 lo avevano ricevuto i leader dell’opposizione venezuelana Edmundo González Urrutia e María Corina Machado, premio Nobel per la Pace del 2025.
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