I politici che hanno passato più anni in parlamento
Pier Ferdinando Casini ha detto che non si ricandiderà, dopo oltre 43 anni e 11 legislature, ma c'è anche chi è stato parlamentare per 66 anni
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Dopo 43 anni e 4 mesi in parlamento, Pier Ferdinando Casini ha annunciato che non si candiderà alle prossime elezioni politiche. Casini ha 70 anni ed è attualmente un senatore dell’area di centrosinistra, ma ha iniziato la sua carriera politica nella Democrazia Cristiana (DC), storico partito centrista cattolico, e dopo la sua dissoluzione ha guidato diversi partiti di centro e centrodestra. È il politico con l’attività parlamentare più lunga di questa legislatura, e solo per altri quattro tra quelli in carica è durata più di 30 anni.
Casini è anche il sesto parlamentare più longevo della storia della Repubblica italiana. Tra i cinque con più esperienza parlamentare di lui, quattro parteciparono all’Assemblea costituente, l’organo legislativo speciale che tra il 1946 e il 1948 scrisse la Costituzione italiana. Tre furono tra i fondatori della DC e c’è una sola donna.
Già questi cinque sono ben rappresentativi della categoria: la maggior parte dei parlamentari italiani più longevi sono stati uomini attivi politicamente durante la Prima Repubblica, ovvero il periodo tra la fine della Seconda guerra mondiale e l’inizio degli anni Novanta, in cui la DC rimase ininterrottamente al governo, anche se quasi sempre in coalizione con altri partiti.
Il record di longevità parlamentare è di Giulio Andreotti, con 65 anni di attività. Come i due parlamentari più longevi dopo di lui, Oscar Luigi Scalfaro e Paolo Emilio Taviani, Andreotti partecipò all’Assemblea costituente, entrò in parlamento con l’insediamento della prima legislatura della Repubblica e rimase nella DC dalla sua fondazione al suo disfacimento (1943-1994). Restò parlamentare ininterrottamente dal 1948 fino alla morte, nel 2013, passando 35 anni e 7 mesi al governo, sette volte come presidente del Consiglio e ventisette come ministro. Gli ultimi 22 anni li passò invece da senatore a vita, una carica non elettiva e per cui si viene nominati dal presidente della Repubblica.
Andreotti è stato uno dei politici più influenti e controversi della storia italiana, con ruoli di rilievo nel Dopoguerra, durante tutta la Guerra fredda e fino al 1992, anno in cui iniziò Tangentopoli, ovvero la serie di inchieste che rivelò un sistema di corruzione e collusione tra politica, imprenditoria e mafia talmente esteso da causare uno sconvolgimento del sistema politico, in cui tutti i partiti egemoni fino a quel momento si dissolsero o si trasformarono. Con Tangentopoli iniziò il declino politico di Andreotti, causato anche dal suo coinvolgimento in alcuni processi penali, in particolare uno in cui era accusato di associazione mafiosa. In quel processo venne in parte assolto, e in parte i reati vennero considerati prescritti.
Oscar Luigi Scalfaro, secondo parlamentare repubblicano più longevo, interruppe la sua attività parlamentare solo nei sette anni in cui fu presidente della Repubblica, proprio nella fase di transizione innescata da Tangentopoli. Eletto deputato ininterrottamente dalla prima all’undicesima legislatura, nel 1992 fu brevemente presidente della Camera. Dopo solo un mese fu eletto presidente della Repubblica, succedendo a un altro storico esponente della DC, Francesco Cossiga. Oltre alla crisi di Tangentopoli, c’era stato da poco l’omicidio del magistrato antimafia Giovanni Falcone in un attentato mafioso. Dopo la presidenza, Scalfaro concluse i suoi 56 anni di attività parlamentare con tredici anni da senatore a vita.

Scalfaro nel suo studio a Roma nel 1989 (ANSA/MASSIMO CAPODANNO)
Paolo Emilio Taviani, terzo in questa classifica con 53 anni di attività, prima del suo ingresso in parlamento si era distinto in Liguria come un importante capo partigiano e il principale fautore della DC nella regione. Dal 1948 fu poi eletto deputato per sette legislature e senatore per quattro. Fu diverse volte ministro dell’Interno, anche nei primi anni Settanta, durante i cosiddetti “anni di piombo” in cui ci fu una grande violenza politica, con stragi e attentati sia contro la popolazione sia contro obiettivi mirati come giudici e giornalisti. Nominato senatore a vita nel 1991, Taviani non fu mai coinvolto nelle indagini su Tangentopoli.
La quarta parlamentare più longeva della storia repubblicana è Nilde Iotti, ex partigiana ed esponente storica del Partito Comunista Italiano (PCI), nonché una delle sole 21 donne che parteciparono all’Assemblea costituente, a fronte di 535 uomini. Eletta deputata durante la prima legislatura, Iotti restò alla Camera ininterrottamente per 51 anni, fino al 18 novembre 1999, quando diede le dimissioni per problemi di salute. Morì pochi giorni dopo. Fu presidente della Camera per tre legislature consecutive, dal 1979 al 1992, primato ancora ineguagliato.

Nilde Iotti e Armando Cossutta, Roma, 11 novembre 1998 (Claudio Onorati/Ansa)
Poi c’è Giorgio Napolitano, che fu parlamentare per 47 anni, ma è ricordato soprattutto per i suoi 3.166 giorni come presidente della Repubblica (2006-2015). All’epoca fu un doppio primato, per longevità del mandato e perché Napolitano fu il primo presidente a essere rieletto, seguito poi da Sergio Mattarella. Napolitano era stato un importante esponente del PCI, con cui entrò in parlamento nel 1953 e che nel 1991 contribuì a sciogliere, confluendo prima nel Partito Democratico della Sinistra e poi nella sua evoluzione, i Democratici di Sinistra, dove rimase fino all’incarico al Quirinale. Da parlamentare, fu presidente della Camera (1992-1994), ministro dell’Interno (1996-1998) e due volte senatore a vita: brevemente tra il 2005 e il 2006, e poi di nuovo da ex presidente della Repubblica, dal 2015 al 2023 (gli ex presidenti della Repubblica lo sono di diritto).

Giorgio Napolitano all’Istituto di cultura italiana di Londra, 24 febbraio 1997 (Gerry Penny/Ansa)
Ci sono solo quattro anni di differenza, quindi, tra la longevità parlamentare di Giorgio Napolitano e quella di Pier Ferdinando Casini. Eletto deputato con la DC nel 1983, a 27 anni, Casini entrò presto anche nella direzione nazionale del partito. Nel 1994, dopo la dissoluzione della DC, diede una svolta alla sua carriera politica fondando il Centro Cristiano Democratico (CCD), di centrodestra. Diventò il principale alleato centrista di Silvio Berlusconi e durante il suo secondo e terzo governo fu presidente della Camera (dal 2001 al 2006), ma nel 2008 la loro alleanza politica si interruppe bruscamente.
Da allora Casini si è progressivamente spostato verso il centrosinistra e nel 2022 fu preso in considerazione molto concretamente come possibile successore di Mattarella alla presidenza della Repubblica. Nello stesso anno fu poi eletto senatore all’interno del gruppo del Partito Democratico – Italia Democratica e Progressista (PD-IDP).

Silvio Berlusconi e Pier Ferdinando Casini, Roma, 6 ottobre 1998 (Filippo Monteforte/Ansa)
Oltre a Casini, nella legislatura in corso ci sono quattro parlamentari che hanno superato i 30 anni di attività: il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli (Lega), il presidente del Senato Ignazio La Russa (Fratelli d’Italia), l’ex capogruppo al Senato per Forza Italia Maurizio Gasparri e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti (Lega). Calderoli, La Russa e Gasparri sono in parlamento da oltre 34 anni, ovvero dal 1992, quando venne formato il primo governo di Giuliano Amato. Giorgetti, invece, è stato eletto trent’anni fa, nel 1996, con il primo governo di Romano Prodi.
Calderoli non ha iniziato questa legislatura come parlamentare leghista più longevo della storia del partito, ma potrebbe diventarlo: con i suoi 34 anni di attività parlamentare, è il più vicino a superare il record stabilito dal fondatore e leader storico della Lega, Umberto Bossi, morto il 19 marzo del 2026. Bossi è stato senatore per due legislature e deputato per otto, compresa quella attuale, per un totale di oltre 35 anni da parlamentare.
La parlamentare più longeva ancora in carica, invece, è la ministra per le Riforme Maria Elisabetta Alberti Casellati. Storica esponente di Forza Italia, Casellati è stata eletta per la prima volta nel 1994, quando ci fu la cosiddetta “discesa in campo” di Silvio Berlusconi (fu lui a chiamare così il momento in cui divenne politico, oltre che imprenditore). Ha accumulato quasi 24 anni di attività parlamentare, tra cui quattro da presidente del Senato (2018-2022), carica che prima e dopo di lei hanno avuto solo uomini. È stata parlamentare per 24 anni anche Emma Bonino, leader storica del Partito Radicale morta lo scorso 11 settembre.



