• Mondo
  • Mercoledì 7 ottobre 2026

Le commemorazioni per il 7 ottobre in Israele

Sono in corso veglie e celebrazioni in tutto il paese, e in serata è prevista una grossa manifestazione a Tel Aviv

Persone che appendono cartelli con il disegno di una sveglia impostata alle 6:29, l'ora dei primi attacchi di Hamas tre anni fa, e la scritta "è ora di svegliarsi" in piazza Habima a Tel Aviv, 7 ottobre 2026 (EPA/ABIR SULTAN via ANSA)
Persone che appendono cartelli con il disegno di una sveglia impostata alle 6:29, l'ora dei primi attacchi di Hamas tre anni fa, e la scritta "è ora di svegliarsi" in piazza Habima a Tel Aviv, 7 ottobre 2026 (EPA/ABIR SULTAN via ANSA)
Caricamento player

In Israele sono in corso centinaia di veglie, cerimonie e manifestazioni per commemorare il terzo anniversario degli attacchi compiuti da Hamas in territorio israeliano, l’attentato terroristico più grave della storia del paese.

Migliaia di miliziani palestinesi guidati da Hamas superarono i confini che separano Israele dalla Striscia di Gaza e uccisero più di 1.200 persone tra diversi kibbutz e un festival musicale, prendendone in ostaggio 251. Subito dopo il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ordinò una pesante offensiva militare nella Striscia di Gaza, controllata da Hamas: in questi tre anni la Striscia è stata devastata dai bombardamenti israeliani, che secondo il ministero della Salute locale hanno ucciso oltre 74mila persone.

Le commemorazioni sono cominciate alle 6:29 del mattino (le 5:29 italiane), l’ora del primo attacco di Hamas nel sud di Israele. Sul luogo in cui si tenne il festival Supernova, vicino al kibbutz di Re’im, si sono radunati parenti e amici delle 378 persone uccise e delle 44 rapite. In diverse città le bandiere sono state messe a mezz’asta, e alle 12 (le 11 italiane) c’è stato un minuto di silenzio negli edifici pubblici, negli ospedali, nelle università e nelle aziende: a Tel Aviv molte persone che stavano viaggiando in auto si sono fermate e sono scese dalla macchina per osservare il minuto di silenzio.

Lunedì al cimitero del monte Herzl a Gerusalemme c’era già stata una cerimonia ufficiale a cui aveva presenziato Netanyahu. Quelle di mercoledì invece sono per la maggior parte veglie organizzate spontaneamente da associazioni e gruppi di parenti.

In serata è inoltre prevista una cerimonia nazionale a Tel Aviv, a cui ci si aspetta che partecipino decine di migliaia di persone. L’evento è stato organizzato dal movimento Kumu (“Àlzati”), che raccoglie le persone sopravvissute agli attentati e le famiglie di quelle uccise. Si terrà al parco Yarkon e sarà presentato tra gli altri da Eli Sharabi, una delle persone prese in ostaggio da Hamas.

Sharabi fu liberato nel febbraio del 2025, dopo 491 giorni di prigionia. Gli ultimi ostaggi ancora vivi furono liberati nell’ottobre successivo, due anni dopo gli attacchi: quelle di mercoledì sono quindi le prime commemorazioni dell’anniversario del 7 ottobre da quando non ci sono più ostaggi israeliani nella Striscia di Gaza.

A meno di tre settimane dalle elezioni parlamentari, uno dei temi principali al centro del dibattito politico è quello delle responsabilità per l’attentato terroristico del 2023. Secondo alcune inchieste, Netanyahu sarebbe stato avvertito dei piani di Hamas, e il suo governo è stato accusato di non aver voluto ammettere i propri errori.

Mercoledì alcuni manifestanti antigovernativi hanno tinto di rosso l’acqua della fontana di piazza Dizengoff in centro a Tel Aviv, che in questi tre anni è diventata un luogo di commemorazione delle persone uccise da Hamas.

La fontana di piazza Dizengoff con l’acqua tinta di rosso a Tel Aviv, con attorno foto e ricordi delle persone uccise, 7 ottobre 2026 (REUTERS/Avishai Reisner)

– Leggi anche: Come il 7 ottobre ha cambiato il Medio Oriente