• Mondo
  • Venerdì 25 settembre 2026

Il nuovo volto dell’estrema destra britannica

Daniel Thomas organizza marce di soli maschi a volto coperto e ha tentato di bucare un gommone di chi soccorre i migranti nella Manica

Daniel Thomas durante un presidio a Londra, il 9 settembre
Daniel Thomas durante un presidio a Londra, il 9 settembre (Denise Laura Baker/Getty Images)
Caricamento player

Mercoledì la polizia britannica ha arrestato Daniel Thomas, un attivista di estrema destra più noto come Danny Tommo, che poche ore prima si era filmato nel canale della Manica mentre cercava di bucare con un coltellino un gommone usato da persone migranti, mentre a bordo c’era un soccorritore. Giovedì Thomas è stato incriminato per atti vandalici e per essersi rifiutato di dare alla polizia il codice per sbloccare il suo telefono. In qualche modo, è riuscito a filmare e caricare online persino il suo arresto.

Thomas ha 37 anni. È un accolito di Tommy Robinson, il principale e più famoso leader neofascista britannico, e in passato era stato una sua guardia del corpo. Negli ultimi tempi, e in particolare quest’estate, Thomas si è ritagliato una visibilità e spazi autonomi, principalmente con dirette streaming di azioni dimostrative come quella nella Manica, in cui sosteneva di voler intercettare le imbarcazioni di fortuna dei migranti. «Questa è l’Inghilterra», lo si sente dire all’uomo sul gommone mentre gli intima di scendere.

A giugno Thomas ha fondato un suo movimento, Patriot Platform, con l’obiettivo di raccogliere i gruppuscoli di estrema destra sparpagliati a livello locale. Ha organizzato proteste contro i migranti dalla tattica relativamente nuova: i sostenitori, esclusivamente maschi, arrivano in gruppo, senza bandiere, tutti vestiti di nero e a volto coperto. Chiudono l’adunata gridando «amen», in linea con la retorica religiosa di Thomas, che sostiene di avere riscoperto la fede cristiana dopo avere scontato una condanna di due anni del 2016 per un tentato rapimento.

La mobilitazione avviene attraverso i social. A settembre Thomas ha organizzato due «marce» a Dover e Portsmouth, che hanno avuto grossa risonanza anche sui media italiani e stranieri: avevano un’estetica minacciosa e squadrista, accostata dai media britannici a quella del fascismo locale novecentesco di Oswald Mosley, che negli anni Trenta ne fu leader, vicino a Benito Mussolini, e nel Secondo dopoguerra riprese l’attività politica animando partiti neofascisti che rimasero marginali.

Entrambe le azioni servivano a impedire l’attracco di imbarcazioni di migranti soccorse, ma a Dover non era previsto ne arrivassero. Non è chiaro se Thomas fosse lì dato che a giugno la polizia lo aveva arrestato a Dover, vietandogli di tornare nella zona, perché aveva filmato e discusso con lavoratori del porto. Con motivazioni simili, da gennaio la Francia gli ha vietato l’ingresso.

A Portsmouth invece, dopo la protesta, la Royal National Lifeboat Institution (RNLI) ha sospeso temporaneamente le operazioni e ha consigliato ai suoi volontari di non indossare simboli riconoscibili, temendo potessero venire attaccati. RNLI è la grande e storica ong che affianca la guardia costiera nelle operazioni di salvataggio in mare, non solo di migranti ma di ogni imbarcazione in difficoltà: per esempio, la RNLI ha soccorso il gommone del video di Thomas che era di una ong francese.

Giovedì un gruppo di sostenitori di Thomas, con l’uniforme del movimento, ha fatto un presidio fuori dal centro di custodia della polizia di Basingstoke, in Inghilterra, dove si pensa lui sia trattenuto. Venerdì è prevista un’udienza.

In questi mesi Thomas ha accumulato un seguito di 600mila follower sui canali su X, Instagram e YouTube, ancora lontano da quello di Tommy Robinson. Ma ha dimostrato alcune capacità di mobilitazione con le «marce» e con una colletta, per aiutare la madre a trasferirsi in una casa nuova dopo che secondo lui un articolo di giornale aveva reso possibile capire dove abitava, che ha raccolto in poche ore 62mila sterline (72mila euro).

La politica istituzionale considera Thomas un attivista tossico e pericoloso. Nigel Farage, leader del partito di destra populista Reform UK, ha definito «disgustose» le proteste, dicendo che nessuno dovrebbe fare raduni politici in passamontagna, come fanno i sostenitori di Thomas. Thomas ha ottenuto la solidarietà di Rupert Lowe, il leader di Restore Britain: un partito, per ora minore, ancora più a destra di quello di Farage.

– Leggi anche: Chi è il Tommy Robinson, il leader dei neofascisti britannici

Anche se gli arrivi di persone migranti attraverso il canale della Manica sono diminuiti del 40 per cento rispetto al 2025, contenuti e retoriche come quelli di Thomas sono sempre più sdoganati nel dibattito pubblico britannico. Anche se lo condanna, pure Farage parla di «invasione» quando si riferisce al fenomeno e vorrebbe fermare con la forza o mandando la marina le partenze dalla Francia. La scorsa estate un importante parlamentare dei Conservatori, Chris Philp, è andato a girare video sulle coste francesi, non così dissimili da quelli di Thomas.

Più in generale, negli ultimi anni nel Regno Unito sono aumentare le proteste di questo stampo – giovani uomini, a volto coperto, spesso eterodiretti da attivisti di estrema destra – contro l’immigrazione. Tra le ultime, le violente proteste a Belfast in Irlanda del Nord di inizio giugno.