La crisi del fish and chips nel Regno Unito

Il prezzo del merluzzo e altri fattori stanno facendo chiudere i ristoranti e rendendo il tipico piatto britannico sempre meno popolare

Una vaschetta di fish and chips (Nigel Roddis/Ansa)
Una vaschetta di fish and chips (Nigel Roddis/Ansa)
Caricamento player

Per anni il fish and chips, il piatto a base di pesce fritto e patatine fritte tra i simboli della cucina britannica, è stato il cibo più popolare del Regno Unito, anche per la sua economicità. Da qualche tempo non è più così. I prezzi del merluzzo e delle altre specie usate per prepararlo, come l’eglefino, sono aumentati molto e i gestori dei ristoranti hanno dovuto alzare i prezzi. Assieme a un cambiamento delle abitudini alimentari e a una maggior attenzione nei confronti del cibo salutare, questo ha portato alla chiusura di molti ristoranti.

Secondo una ricerca della Federazione Nazionale dei Friggitori di Pesce (NFFF) il 47 per cento di loro è «estremamente preoccupato» per il futuro della propria attività e il 20 per cento pensa che nel prossimo anno chiuderà. Dal 1930 a oggi si è passati circa 25mila a 8mila chioschi nel Regno Unito.

I prezzi sono la causa principale. Nel 2019 una porzione di fish and chips costava circa 7 sterline (8 euro), ora il prezzo medio si aggira attorno alle 10/11 sterline (12/13 euro). Significa che per una famiglia di quattro persone il costo medio di una cena fuori a base di fish and chips è passato da 28 a 44 sterline, ben più dell’aumento dovuto all’inflazione.

Le ragioni sono in parte legate alla guerra in Ucraina, che ha avuto un impatto sull’industria del cibo. Nel 2025 l’Unione Europea ha sanzionato due aziende di pesca russe che lavoravano nel mare di Barents, dove viene pescato il merluzzo e dove le attività di pesca sono gestite da Russia e Norvegia. Le sanzioni hanno avuto delle conseguenze sulla catena di approvvigionamento e contribuito all’aumento dei prezzi. Nel 2023 si pagavano circa 160 sterline per 18 kg di merluzzo, adesso per la stessa quantità se ne pagano 330, dice Andrew Crook, presidente dell’NFFF.

Per contenere i costi, molti gestori di ristoranti di fish and chips hanno cominciato a usare anche altri tipi di pesce, come il merluzzo giallo, il merluzzo nero, e la rana pescatrice, che sono più economici.

Anche le patate stanno diventando più care. Dopo le ondate di calore, il raccolto europeo di quest’anno potrebbe essere tra i peggiori mai registrati. Inoltre da anni è in aumento il prezzo dell’olio di semi di girasole, che è usato per friggere. La Russia e l’Ucraina ne erano infatti le principali esportatrici. A questi costi bisogna aggiungere quelli per l’energia, che sono cresciuti per gli stessi motivi.

Ci sono poi le tasse. Dopo un periodo in cui l’IVA sui ristoranti e sulle attività commerciali era stata ridotta prima al 5 e poi al 12 per cento per aiutarle durante e dopo la pandemia, nel 2022 è tornata al 20 per cento. A questo si aggiunge anche la discussa “business rates”, una tassa sugli immobili commerciali che viene periodicamente aggiornata dal governo. L’anno scorso l’aumento è stato particolarmente consistente, almeno secondo le associazioni di categoria, e già diversi gestori di pub avevano protestato.

C’è anche una disaffezione generale verso il fish and chips: le generazioni più giovani se devono ordinare d’asporto o mangiare fuori preferiscono il cibo cinese o la pizza, che ora costano anche meno.

– Leggi anche: Negli Stati Uniti la pizza è in crisi