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  • Mercoledì 16 settembre 2026

Ed Sheeran è stato mollato dai suoi musicisti per aver licenziato Macklemore

Hanno descritto come censura la decisione di escludere il rapper dal tour dopo i suoi commenti a sostegno della Palestina

Ed Sheeran durante un concerto (Foto Kevin Mazur/Getty Images per iHeartRadio)
Ed Sheeran durante un concerto (Foto Kevin Mazur/Getty Images per iHeartRadio)
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I musicisti che facevano da spalla e accompagnavano Ed Sheeran nel suo Loop tour negli stadi statunitensi hanno deciso di lasciarlo dopo che il rapper Macklemore, che a sua volta apriva i concerti, era stato licenziato per i suoi commenti a sostegno della Palestina.

«Gli artisti non devono essere messi a tacere quando parlano degli oppressi. Sto con la Palestina e il suo popolo», ha scritto Finneas, il fratello e collaboratore di Billie Eilish. «Non posso restare a guardare e permettere che i miliardari sfruttino la loro posizione di potere per mettere a tacere le voci legittime di chi denuncia il genocidio israeliano e mette in luce il brutale omicidio di bambini. Se continuassi a comportarmi come se nulla fosse, perderei ogni rispetto per me stesso» ha detto il cantante Aaron Rowe. Hanno mollato Sheeran anche i Beoga, la band di musica folk irlandese che lo accompagnava dal vivo, che ha parlato di «censura delle lobby sioniste».

La polemica era cominciata lunedì, dopo che Macklemore aveva pubblicato sui suoi profili una lunga dichiarazione nella quale rivelava di essere stato estromesso dal tour per aver detto sul palco «Palestina libera» ed essersi espresso a favore del popolo palestinese. La musica per cui Macklemore è conosciuto non ha significati politici, ma il cantante è impegnato da tempo per la causa. Durante un concerto di supporto a Sheeran aveva parlato di «genocidio» e «apartheid», chiarendo che la sua era una critica a Israele e non «ai fratelli e alle sorelle ebree».

L’annuncio di Macklemore è stato ripreso dai media di tutto il mondo, e Sheeran ha risposto martedì sera. Ha scritto sui social di essere «inorridito dal conflitto tra Israele e Palestina», ma ha rivendicato di non volersi schierare.

Ha sostenuto di aver sempre usato la sua piattaforma e la sua musica «per unire persone di ogni provenienza e cultura, e questo non cambierà mai. Chi è stato a uno dei miei concerti sa che sono dedicati all’unità, alla gioia, all’evasione, all’amore e a creare un luogo in cui tutti possano sentirsi benvenuti». Ha poi detto: «Non sono complice. Ho le mie opinioni personali su questo conflitto devastante. Il fatto che scelga di non parlarne pubblicamente non significa che non le abbia, né che non mi importi. E non significa nemmeno che non sostenga delle cause a modo mio, in privato».

Sheeran ha poi dato la sua versione dei fatti, sostenendo di non aver preso in prima persona la decisione di mollare Macklemore: «La decisione di far saltare la data di Macklemore è stata del promotore (il Messina Touring Group, ndr), non mia. Il contratto di Macklemore per il tour era con il promotore, non con me».

Sheeran ha scritto nel post che «dopo l’esibizione di Macklemore ai miei concerti nel New Jersey, le sedi delle prossime date del mio tour mi hanno comunicato che avrebbero annullato gli spettacoli se lui fosse rimasto come artista di apertura. Mi è stato spiegato che questa posizione era motivata dal modo in cui Macklemore aveva trasmesso parte del suo messaggio durante l’esibizione, piuttosto che da tutto ciò che era stato detto».

A scatenare la polemica che aveva portato al licenziamento di Macklemore in particolare era stato il concerto del 4 settembre al MetLife Stadium, vicino a New York. In quell’occasione il rapper aveva cantato la sua canzone “Hind’s Hall”, un brano scritto nel 2024 dedicato alle proteste in favore del popolo palestinese degli studenti della Columbia University. Le attenzioni su quell’esibizione erano state attirate in particolare dall’intervento della popstar Pink, che aveva criticato Macklemore, e dalla mobilitazione di alcune associazioni filoisraeliane che avevano chiesto pubblicamente che al rapper non fosse più concesso esibirsi nel tour di Ed Sheeran.

Durante quell’esibizione Macklemore aveva detto di aver voluto partecipare al tour proprio per poter pronunciare dal palco di fronte a migliaia di persone «due parole che mi sono molto care: Palestina libera». Aveva aggiunto poi di voler far sapere alle persone a Gaza e in Cisgiordania che «non sono state dimenticate».

 L’intervento decisivo è stato quello di Robert Kraft, proprietario del Gillette Stadium vicino a Boston, dove si terrà la prossima data del tour, che secondo Macklemore lo aveva chiamato di persona per dirgli che non si sarebbe esibito nel suo stadio. Sheeran ha detto di aver provato a mediare tra Macklemore, Kraft e altri proprietari di stadi che nel frattempo avevano assunto le stesse posizioni. «Ho parlato a lungo con le sedi per tutta la settimana per cercare di trovare un compromesso (…), ma la decisione delle location e dei promoter era definitiva».

Robert Kraft è l’amministratore delegato del Gruppo Kraft e il proprietario della squadra di football New England Patriots. Negli anni ha finanziato diverse iniziative a sostegno della religione ebraica e di Israele. Lunedì ha confermato di aver vietato a Macklemore di esibirsi a causa delle frasi dette durante il concerto del 4 settembre. Ha parlato di una «più ampia storia di retorica e immagini antisemite di Macklemore», sostenendo di trovarle «profondamente offensive e dolorose per la comunità ebraica».

Non ha specificato a cosa si riferisse ma si riferiva probabilmente a quando, nel 2014, Macklemore si era presentato su un palco indossando una parrucca, una barba finta e un naso finto esageratamente adunco: un travestimento che era stato interpretato come la caricatura dello stereotipo razzista delle persone di religione ebraica. Macklemore si era scusato, sostenendo che quel travestimento era stato assemblato casualmente con una parrucca comprata in Giappone e un naso da strega, indossati per non essere riconosciuto sul palco e non per rappresentare uno stereotipo.

Nella sua dichiarazione Kraft aveva detto di essere «d’accordo con Macklemore» perché «si sono perse troppe vite e c’è stata troppa sofferenza, ma limitarsi a diffondere solo alcune informazioni e ignorare le azioni di Hamas non è onesto e non fa altro che alimentare ulteriori divisioni e odio». Non ha però chiarito come e se abbia coinvolto anche altri proprietari di stadi nella sua decisione.

Sheeran sta ricevendo moltissime critiche sui social per come ha gestito la situazione e in particolare per come ha rivendicato di non voler fare politica con la sua musica. In particolare, in tanti hanno ricordato come in passato si fosse speso invece a sostegno dell’Ucraina, partecipando a concerti benefici e schierandosi apertamente dopo l’invasione della Russia avvenuta nel 2022.