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  • Giovedì 17 settembre 2026

Jackson Lamb è figo anche quando rutta

L'astuto, carismatico e disgustoso agente segreto interpretato da Gary Oldman è il motivo principale del successo della serie “Slow Horses”

Gary Oldman nella serie Slow Horses (Apple TV)
Gary Oldman nella serie Slow Horses (Apple TV)
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A un certo punto della prima puntata della sesta stagione di Slow Horses, la serie tv di spionaggio di Apple TV che è ricominciata mercoledì, il protagonista Jackson Lamb fa una cosa che fa spesso: espelle rumorosamente dell’aria dal proprio corpo. In particolare, si produce in un fragoroso rutto tra un boccone di biscotto e un sorso di liquore.

Il personaggio interpretato da Gary Oldman è trasandato, cafone, insopportabile, cinico e crudele. Ha i capelli perennemente unti, indossa sempre la stessa camicia lurida e i suoi comportamenti sono spesso schifosi. Eppure è carismatico, incredibilmente astuto, a tratti esilarante: talmente figo da rendere cool non solo i rutti ma perfino le scoregge, che in vari momenti della serie usa strategicamente per mettere a disagio i suoi avversari.

Da quando è iniziata nel 2022, Slow Horses è diventata una delle serie più popolari di Apple TV, una delle poche che sono riuscite a uscire dalle nicchie in cui sono spesso relegate le serie delle piattaforme che non sono Netflix. Ha vinto un Emmy per la miglior sceneggiatura nel 2024, poi uno nel 2025 e uno questa settimana per la miglior regia, ed è stata confermata per una settima e addirittura un’ottava stagione.

In parte il successo è dovuto alla scrittura avvincente e alle trame spettacolari, basate sui romanzi dello scrittore britannico Mick Herron. Ma molto dipende da come Oldman ha interpretato il personaggio di Jackson Lamb, il capo di un’unità sfigata e reietta dei servizi segreti britannici conosciuta come “Slough House”, “la casa del Pantano”, in cui lavorano agenti di grandi capacità e scarsissima professionalità, gli “Slow Horses”, i “ronzini”.

Lamb è volgare, irascibile, moralmente corrotto e crudele nei confronti dei suoi sottoposti, che non perde occasione per umiliare e insultare con sarcasmo. Una delle scene più celebri della serie è il finale della prima stagione, quando Lamb prende la parola davanti alla sua squadra di agenti prima della fase più pericolosa di un’operazione di salvataggio. Sembra che li stia per ringraziare nonostante quello che sta per succedere, poi invece cambia totalmente registro e conclude il discorso dicendo che sono tutti inutili e che lavorare con loro è stato «il punto più basso di una deludente carriera».

È proprio l’esagerazione di questi suoi difetti, insieme alla sua ironia spietata e molto inglese, a renderlo uno dei principali elementi comici della serie, che è ricca di azione e intrighi ma anche spesso divertente. Ognuno degli agenti di Slough House è un caso umano, per ragioni diverse, ed è finito lì dopo aver commesso errori che ne hanno compromesso la carriera nella sede principale dell’MI5, l’agenzia di spionaggio britannica che si occupa di sicurezza interna.

La serie è ambientata a Londra, in parte nel sudicio e buio ufficio dei “ronzini”, un appartamento su due piani vicino a un ristorante italiano, il “Vecchio Parioli”, che nella realtà si trova accanto al centro culturale del Barbican ed è meta del pellegrinaggio dei fan della serie. Come ha detto lo stesso Oldman in un’intervista recente, quello di Slow Horses «è un mondo di spionaggio senza smoking e Aston Martin, ma di persone che se ne stanno da sole nel loro appartamento, che sono state licenziate, persone alle prese con il divorzio o con l’affidamento dei figli».

Nonostante siano degli scappati di casa, sono ovviamente i “ronzini” a salvare puntualmente Londra e il Regno Unito da attentati, complotti e intrighi internazionali. Lo fanno combinando disastri e mettendosi spesso in imbarazzo, ma anche portando a casa operazioni complicatissime ed eseguendo alla perfezione i diabolici stratagemmi architettati da Lamb, il cui scopo principale è difendere la sua unità dai tentativi dell’MI5 di chiuderla.

Lamb infatti è tutt’altro che un agente mediocre. Nonostante sia pigro, imbolsito, mangi, beva e fumi di continuo è una spia brillante, con una lunga esperienza alle spalle maturata durante la Guerra Fredda, quando ha lavorato sul campo nella Berlino est. Conosce i meccanismi interni dell’intelligence e sa leggere le situazioni molto prima degli altri, arrivando sempre al momento giusto in scena e riuscendo a cavarsela astutamente anche senza i mezzi e le risorse dell’MI5.

Nel finale della terza stagione per esempio, quando deve difendere una casa dall’assalto di due uomini armati, improvvisa con nonchalance un sistema d’allarme con un tubo di Pringles, alcuni chiodi e un coltello da cucina.

Jack Lowden e Gary Oldman nella sesta stagione di Slow Horses (Apple TV)

I romanzi di spionaggio di Mick Herron ebbero un debutto difficoltoso ma diventarono poi un grosso successo editoriale a partire dal 2016. Nel 2022 la società di produzione di Apple se ne interessò e Gary Oldman arrivò al personaggio quasi per caso. Sfiancato dalle lunghe sessioni di trucco sul set di L’ora più buia per interpretare Winston Churchill nel 2017 (per cui vinse l’Oscar), aveva chiesto a un produttore di trovargli un lavoro in cui potesse interpretare un personaggio senza dover indossare una parrucca, protesi di alcun tipo o dover fare continui cambi di costume. Voleva, inoltre, che fosse una storia di spionaggio come quella di La talpa, il fortunato film di cui fu protagonista nel 2011, ma meglio se una serie tv.

Il ruolo di Jackson Lamb lo convinse, e disse di aver trovato tutto quello che gli serviva per sviluppare la sua interpretazione nei libri: «Sono pieni di informazioni, gran parte del lavoro per dare forma al personaggio è già stato fatto lì». Herron invece ha detto che per la scrittura di Lamb si è ispirato a diversi antecedenti letterari, e che il più ovvio è Andy Dalziel, il rozzo sovrintendente di polizia protagonista della lunga serie di romanzi polizieschi iniziata negli anni Settanta dal britannico Reginald Hill. Per descrivere Lamb, Herron ha anche detto che «a un certo punto della sua carriera deve essere stato come un James Bond. Ma poi ha superato tutto ed è diventato ciò che è. Non è un vero e proprio opposto. È semplicemente arrivato dall’altra parte».

Lamb infatti non è il solito personaggio apparentemente cattivo e indifferente che poi si rivela buono. O meglio, per scoprire che certe cose odiose le fa per proteggere i suoi agenti a volte serve una stagione intera di angherie. È davvero, come è stato definito in un commento online, «uno dei più grandi stronzi di sempre della televisione, forse peggio di Dr. House».

Lo sceneggiatore che ha lavorato alle prime cinque stagioni della serie, il britannico Will Smith, vincitore di due Emmy come produttore della serie Veep, ha raccontato che un esempio evidente è il rapporto con Catherine Standish, interpretata da Saskia Reeves, a cui offre spesso da bere pur sapendo che non beve da anni e che ha un passato da alcolista. Lo fa per verificare che non beva più, ma non glielo dice mai. Lo stesso, non riconosce quasi mai il lavoro di River Cartwright, l’agente che Lamb considera il più dotato della squadra e interpretato da Jack Lowden, e anzi lo umilia anche quando salva situazioni disperate.

L’ironia di Lamb e la bravura di Oldman nell’interpretarlo hanno conservato l’entusiasmo per la serie anche nei momenti in cui la trama è stata più debole, che per molti corrispondono alla terza e alla quarta stagione, uscite nell’autunno del 2023 e 2024 e che infatti registrarono un calo degli ascolti rispetto alle prime. Nonostante questo la produzione è continuata a ritmo serratissimo – una stagione prodotta ogni anno a partire dal 2022 – grazie ai grossi investimenti di Apple, che spende circa 100 milioni di dollari per ogni stagione. Ma il personaggio di Lamb continua a essere il motivo per cui, come ha commentato il Guardian nella sua recensione della sesta stagione, le persone anche meno convinte della trama continuano a guardare con piacere Slow Horses. 

In una recente intervista è stato chiesto a Oldman «perché Lamb è così amato, nonostante sia disgustoso e antipatico?». Oldman ha risposto dicendo che Lamb è «il classico antieroe. In un mondo in cui ci viene detto che dobbiamo mangiare in un certo modo, che possiamo bere solo una certa quantità di alcol a settimana, che non ci è permesso fumare e che tutto deve essere politicamente corretto, Jackson Lamb non ha alcun filtro. […] Credo che tutto questo abbia un certo fascino. Non ci capita forse, a volte, di desiderare di poter essere un po’ come Lamb?».

Riguardo alla sua esperienza nella serie, Oldman ha detto che Lamb è uno dei personaggi che ha amato di più interpretare e che dal 2022 tiene effettivamente i capelli lunghi come quelli del personaggio, visto che le riprese di Slow Horses sono così ravvicinate da non lasciargli il tempo di tagliarli. Con quei capelli e la barba incolta di Lamb si è persino presentato alla cerimonia al castello di Windsor, quando alla fine del 2025 ha ricevuto il titolo di cavaliere dal principe William.