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  • Mercoledì 16 settembre 2026

«Lotito, libera la Lazio!»

Dall'Italia al Giappone, in tutte le lingue del mondo, i tifosi non ne possono più del loro presidente: perché?

Lotito durante una partita di campionato nel maggio del 2005 (Michele Ricci/LaPresse)
Lotito durante una partita di campionato nel maggio del 2005 (Michele Ricci/LaPresse)
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Ogni giorno a Tokyo Hidenori Masui si sveglia, indossa una delle sue tante maglie della Lazio e posta una foto su Instagram. Di solito la accompagna con due commenti: uno sulle condizioni meteorologiche della città, e uno sulle condizioni sportive ed economiche della sua squadra del cuore. Quasi sempre, alla fine, scrive: «LOTITO VATTENE! 💙🦅 LIBERA LA LAZIO!».

Di recente Masui è diventato molto noto in Italia tra gli appassionati di calcio, e soprattutto tra i tifosi della Lazio – la maggior parte dei quali lo prende molto sul serio. Pur essendo ancora imbattuta dopo quattro giornate dall’inizio del campionato, a soli due punti dal primo posto, a Roma la Lazio gioca ancora in uno stadio semivuoto. È l’effetto di una grossa protesta dei tifosi contro il presidente Claudio Lotito, una storia che va avanti a fasi alterne da oltre vent’anni, ma che di recente si è fatta molto più seria: questa stagione gli abbonamenti sono passati da circa 30mila a 4mila e ora ci sono anche delle indagini in corso, sulla vicenda.

Il giornalista Luigi Bisignani, e Mauro Masi e Francesco Maiolini, rispettivamente presidente e amministratore delegato della Banca del Fucino, sono accusati di aver fatto pressioni su Lotito per indurlo a vendere la Lazio.

Lotito ha 69 anni. Istrionico e verace, dalla romanità mai dissimulata e a volte un po’ sbracata, diventò molto ricco negli anni Novanta grazie alle sue imprese di pulizie che ottennero importanti appalti per enti pubblici laziali. È presidente della Lazio dal 2004, quando rilevò la squadra che era sull’orlo del fallimento; dal 2022 è senatore con Forza Italia.

Per il suo atteggiamento schietto e per la sua gestione sportiva giudicata poco ambiziosa Lotito non è mai piaciuto alla maggior parte dei tifosi della Lazio. Poco dopo essere diventato presidente disse:

Ho preso la Lazio al funerale, ho fermato il funerale, e ho portato la società in condizione di coma ancora irreversibile, spero di riuscire a renderlo reversibile, ma non è un compito semplice.

Non lo è stato, in effetti. La Lazio di Lotito ha avuto qualche alto e diversi bassi. Si è giocata davvero lo Scudetto – che non vince dal 2000 – solo una volta, nel 2020, in un campionato poi interrotto dal Covid e che la Lazio concluse infine al quarto posto. In questi 22 anni d’altro canto ha vinto sei trofei, tre Coppe Italia e tre Supercoppe: non tantissimi, e nemmeno troppo prestigiosi, ma neanche pochi e comunque più della Roma, una cosa che da quelle parti conta parecchio.

Una delle suddette Coppe Italia, quella del 2013, fu vinta in finale contro i rivali cittadini della Roma

In questi anni Lotito ha faticato a capitalizzare sui suoi successi, nonostante fosse diventato una figura molto influente nel calcio italiano. Gli investimenti sul calciomercato sono stati generalmente pochi, soprattutto dopo le stagioni migliori, quando avrebbe dovuto consolidare il valore della squadra. La sua gestione, molto personalistica come da tradizione dei presidenti di calcio italiani, è stata a volte grottesca; spesso è stato coinvolto in controversie di vario tipo, con sospensioni, squalifiche e multe, oltre a diverse indagini, sportive e non. Fu per esempio tra i dirigenti coinvolti nello scandalo Calciopoli.

Lotito, poi, non ha mai avuto un buon rapporto con il tifo organizzato. Non ha mai voluto avere alcun legame di favore con gli ultras, rifiutandosi di concedere loro abbonamenti, biglietti e trasferte pagate. È una prassi controversa e abbastanza diffusa in Italia; per questo suo rifiuto, apprezzato da buona parte degli osservatori neutrali, ha raccontato di aver ricevuto varie minacce e intimidazioni.

Non ci sono insomma mai state le condizioni per un buon rapporto tra Lotito e i tifosi della Lazio – che negli anni scorsi hanno già protestato più volte e in più modi, non solo quando la squadra non otteneva risultati, ma anche per la sua poca trasparenza comunicativa o per i prezzi dei biglietti, ritenuti eccessivi. Negli ultimi anni le cose sono peggiorate notevolmente, coinvolgendo un numero sempre più grande di tifosi.

Striscione esposto in piazza del Parlamento a Roma, 11 giugno 2025 (Mauro Scrobogna / LaPresse)

L’anno scorso la Lazio è arrivata nona in campionato dopo una stagione faticosa e confusa, iniziata con il calciomercato bloccato e proseguita tra infortuni e scontri continui tra l’allora allenatore Maurizio Sarri e lo stesso Lotito – soprattutto dopo che, a gennaio, quando sembrava che la squadra potesse spendere di più per raddrizzare la stagione, furono venduti due dei suoi giocatori più importanti. Sarri parlò apertamente di una società poco ambiziosa e in fase di ridimensionamento, e molti tifosi cominciarono a non presentarsi più allo stadio, nemmeno per il derby contro la Roma. Ci fu anche una petizione contro Lotito, che raccolse oltre 45mila firme. Alla fine della stagione, dopo aver perso la finale di Coppa Italia contro l’Inter, Sarri si dimise.

A maggio sul Corriere dello Sport l’attore e doppiatore Pino Insegno, tifoso della Lazio, riscrisse contro lo stesso Lotito un monologo tratto dal “Giulio Cesare” di Shakespeare:

Oh giudizio! Sei fuggito negli uffici dei bilanci, e gli uomini hanno perduto il cuore.
Abbiate pazienza con me.
Il mio cuore è là, in Curva, insieme all’aquila ferita… e devo fermarmi finché non ritorni.

Quest’estate è parso che la Lazio non potesse né volesse fare granché per migliorare. Ha avuto ancora molti limiti sul calciomercato e per sostituire Sarri ha fatto una scelta ritenuta dai più poco ambiziosa, assumendo Gennaro Gattuso – che solo pochi mesi prima si era dimesso da allenatore della Nazionale maschile, dopo aver mancato la qualificazione ai Mondiali.

Il noto youtuber MikeShowSha dopo l’annuncio dell’arrivo di Gattuso alla Lazio: è una delle tante persone famose che, da tifose, criticano apertamente la società

Alcuni dei giocatori più decisivi dell’anno scorso, poi, sono stati venduti, soprattutto per necessità economiche. Per fare un solo esempio, Mario Gila, che è uno dei migliori difensori del campionato, è stato venduto al Milan per 30 milioni di euro.

A luglio c’è quindi stata una grossa manifestazione contro la società, a cui hanno partecipato migliaia di tifosi della Lazio. Tra loro c’era anche il presidente della regione Lazio Francesco Rocca, di centrodestra, che si è spesso esposto contro Lotito.

A metà agosto, poi, la Lazio è stata eliminata ai trentaduesimi di finale di Coppa Italia dal Mantova, una squadra di Serie B, cosa che non ha certo riacceso l’entusiasmo. Sembrava insomma che questo clima potesse avere un effetto anche sulla prestazione della squadra. E invece, contro i pronostici, non è stato così. La Lazio per ora sta andando forte e sembra pure aver azzeccato alcuni dei suoi pochi acquisti.

Ciononostante le proteste dei tifosi continuano, nei modi più disparati. Oltre a Masui, per esempio, sui social è diventato famoso anche un ragazzino di 13 anni che da sei mesi pubblica ogni giorno dei video in cui dice «Lotito libera la Lazio» in una lingua diversa. E lo stadio rimane semivuoto: durante l’ultima partita di campionato contro il Milan, a Roma, si sentivano molto di più i tifosi avversari.

I tifosi organizzati della Lazio, invece, continueranno a partecipare alle partite in trasferta. All’ultima, a Udine, tra loro c’era anche Rocca.