L’unico videogioco che proverà a competere con Grand Theft Auto VI
È “The Legend of Zelda: Ocarina of Time”, che Nintendo ha deciso di far uscire poco prima del più atteso e ambizioso videogioco degli ultimi anni
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Martedì l’azienda giapponese Nintendo ha annunciato che il suo nuovo videogioco The Legend of Zelda: Ocarina of Time sarà disponibile per Switch 2 dal 5 novembre. Non è una data qualunque: pochi giorni più tardi, il 19 novembre, uscirà infatti Grand Theft Auto VI, uno dei videogiochi più attesi e ambiziosi di sempre. Tutti i principali editori si aspettano che Grand Theft Auto VI concentri su di sé le attenzioni di un’enorme fetta di pubblico e per questo hanno scelto di pubblicare i loro videogiochi tra settembre e ottobre, o dopo Natale, nonostante novembre sia storicamente uno dei periodi più affollati di grandi uscite.
Il sito specializzato Polygon ha definito questo atteggiamento «un comandamento che il settore mainstream dei videogiochi si è autoimposto per il 2026». A quanto pare però questo non vale per Nintendo, che da oltre quarant’anni è una delle aziende più importanti del settore e ha dimostrato molte volte di poter fare le cose a modo proprio.
Negli ultimi dieci anni Nintendo ha venduto circa 180 milioni delle sue console Switch e Switch 2, più di chiunque altro. A differenza di altri editori è anche riuscita a espandere l’influenza della sua proprietà intellettuale di maggior valore, Super Mario, con due film di enorme successo. La scelta di non preoccuparsi più di tanto di cosa fa la concorrenza nasce dalle sicurezze maturate in questo lungo periodo fortunato, dalla notorietà dei suoi personaggi e mondi (tra cui appunto The Legend of Zelda) e dalla sua tradizionale ostinazione. Secondo alcuni l’indifferenza di Nintendo a ciò che fanno gli altri editori può anche essere attribuita allo stile di vita riservato e ancorato alle tradizioni tipico di Kyoto, dove Nintendo ha da sempre i suoi quartieri generali.
Resta però il fatto che analisti ed esperti del settore ritengono che il lancio di Grand Theft Auto VI renderà ad altri videogiochi di simile profilo molto difficile trovare spazio e attenzioni. Intanto perché sarà un videogioco che verosimilmente terrà impegnati milioni di giocatori per alcune settimane. Poi perché gli spazi pubblicitari, ma anche l’attenzione della stampa di settore e dei content creator, saranno molto probabilmente monopolizzati. Sarà insomma molto difficile che nelle settimane precedenti o successive al 19 novembre si parli d’altro, neanche di un videogioco importante come The Legend of Zelda.
The Legend of Zelda: Ocarina of Time è il remake dell’omonimo videogioco pubblicato nel 1998 e diventato subito un classico. La serie The Legend of Zelda era già molto nota, ma Ocarina of Time la rese più popolare e influente. Come tutti i capitoli avevano già fatto prima e avrebbero fatto dopo, raccontava l’avventura di Link, l’eroe buono, della principessa Zelda a capo di un regno popolato da creature fantastiche e del malvagio Ganondorf che vuole conquistarlo. The Legend of Zelda è da sempre un videogioco di avventura ed esplorazione, con molti combattimenti e altrettanti enigmi da risolvere, ma Ocarina of Time fu il primo episodio a essere realizzato interamente in grafica tridimensionale.
Per farlo Nintendo e il creatore della serie, Shigeru Miyamoto, elaborarono un mondo virtuale che era ben più ambizioso di qualsiasi altro gioco d’azione fino a quel momento. Per la ricchezza del mondo e dei suoi eventi e per la libertà che concedeva al giocatore nell’esplorarlo, The Legend of Zelda: Ocarina of Time ha contribuito in maniera determinante alla nascita e allo sviluppo dei giochi “a mondo aperto” (in cui cioè chi gioca ha pochi limiti e può scegliere di fare molte cose diverse). Un modo di costruire i videogiochi che da allora è diventato molto popolare e che è stata poi proprio la serie Grand Theft Auto a riprendere e far evolvere.
Il gioco di Nintendo elaborò alcune delle soluzioni che divennero velocemente lo standard per i giochi in un mondo tridimensionale, come la possibilità di bloccare i movimenti della telecamera su un altro personaggio, spesso un avversario, mentre quello principale gli si muove attorno. È un approccio valido ancora oggi, grazie a cui è diventato generalmente più facile non perdere di vista ciò che conta anche mentre ci si muove velocemente e in modo imprevedibile. Altrettanto importante fu l’inserimento del passare del tempo: nel mondo di Ocarina of Time mattina e giorno, sera e notte si susseguivano, modificando anche gli eventi e i comportamenti dei personaggi secondari. «Nulla è stato sottovalutato nel tentativo di raggiungere la perfezione» scrisse l’influente mensile inglese Edge, che per la prima volta assegnò il massimo dei voti.
Nintendo aveva già realizzato un remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time nel 2011. In un periodo di grande interesse per il 3D, soprattutto al cinema, aveva modernizzato la grafica e aggiunto l’effetto stereoscopico, quello per cui alcuni elementi delle immagini sembrano uscire dallo schermo.
Per questo nuovo remake le modifiche sono state più sostanziali e risentono anche del successo di The Legend of Zelda: Breath of the Wild, l’episodio del 2017 che per capacità di innovare si è avvicinato proprio a Ocarina of Time (e che è diventato quello ampiamente più venduto di tutta la serie, con oltre 30 milioni di copie).
Per questo nel nuovo remake di Ocarina of Time si può saltare premendo un pulsante, cosa che non era prevista nei giochi tridimensionali di The Legend of Zelda prima di Breath of the Wild, quando Nintendo voleva che l’esperienza di gioco fosse quanto più possibile differente da quella dei videogiochi di Super Mario. Si può anche utilizzare il microfono della console per suonare un’ocarina presente nel gioco, con cui il protagonista Link viaggia nel tempo.
Il livello di dettaglio del mondo e dei personaggi, così come il sistema di illuminazione delle scene, è al passo con i videogiochi tecnicamente più avanzati di questi anni, e per la prima volta tutti gli intermezzi che raccontano la storia sono stati doppiati. È un approccio atipico per Nintendo, che negli ultimi vent’anni ha mostrato spesso di ritenere l’aspetto estetico e tecnologico dei suoi giochi secondari. Secondo Forbes «ci sono buone possibilità che il remake di Ocarina of Time andrà molto bene, nonostante la presenza minacciosa di Grand Theft Auto VI».
Per Nintendo è anche l’occasione per festeggiare i quarant’anni della serie, nata nel 1986 sul Nintendo Entertainment System, la prima console realizzata dall’azienda giapponese. Ma, soprattutto, sarà il gioco che dovrà trainare The Legend of Zelda, il film in live action (cioè con attori veri) in uscita al cinema il 30 aprile 2027, dopo l’enorme successo dei due lungometraggi animati dedicati a Super Mario.



