I vincitori della Mostra del cinema di Venezia

Il film danese "Woman Unknown" di May el-Toukhy ha vinto il Leone d'oro, mentre il secondo premio è andato a "Possible Love" di Lee Chang-dong

La regista di Woman Unknown May el-Toukhy con il Leone d’oro, il premio più importante assegnato alla Mostra del cinema di Venezia, il 12 settembre 2026 (Scott A Garfitt/Invision/AP)
La regista di Woman Unknown May el-Toukhy con il Leone d’oro, il premio più importante assegnato alla Mostra del cinema di Venezia, il 12 settembre 2026 (Scott A Garfitt/Invision/AP)
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Il film danese Kvinde Ukendt (Woman Unknown) di May el-Toukhy ha vinto il Leone d’oro, il premio più importante assegnato alla Mostra del cinema di Venezia. È una vittoria molto inaspettata e fino a sabato non si pensava neanche che il film fosse tra i favoriti. Quando i film in concorso erano stati annunciati questo era peraltro l’unico di una regista donna (poi in un secondo momento era stato annunciato anche Naza, della regista Rachel Szor e del regista Yuval Abraham). È ambientato dopo la Seconda guerra mondiale in Danimarca, dove una giovane domestica, Marie, sta per sposare il ricco vedovo per cui lavora.

Il Gran premio della giuria, il secondo premio, è andato a Possible Love di Lee Chang-dong, un film che fa parte di un progetto di Netflix per riadattare Decalogo di Krzysztof Kieślowski, una serie di dieci film fatti tra il 1988 e il 1989, dedicati ognuno a uno dei dieci comandamenti. Possible Love è dedicato a «non desiderare la roba d’altri» e al festival se n’è parlato da subito come del film più in grado di mettere d’accordo tutti i membri della giuria.

Il regista russo Ilya Khrzhanovsky ha vinto il Leone d’argento per la migliore regia per il film DAU, il film più sperimentale presentato a Venezia. La Coppa Volpi per il migliore attore e la migliore attrice è andata rispettivamente a John Malkovich per il suo ruolo in Wild Horse Nine, interpretazione per cui si è molto parlato del film, e a Mathilde Arcel, protagonista di Kvinde Ukendt (Woman Unknown). Il film Un bon petit soldat, del regista francese Stéphane Brizé, ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura. Il Premio speciale della giuria è andato a Naza, l’unico documentario in gara e prodotto dal giornale britannico Guardian a partire da immagini e testimonianze di soldati dell’esercito israeliano (IDF) raccolte durante la guerra a Gaza.

Un détour par Diane di Ann Sirot e Raphaël Balboni ha vinto come miglior film della sezione Orizzonti, cioè quella «dedicata alle nuove tendenze del cinema mondiale» per film e corti. L’attrice francese Malou Khebizi, che ha recitato in A Place To Heal, ha vinto il Premio Marcello Mastroianni, assegnato a un attore o un’attrice emergente. Il Premio Leone del futuro per la miglior opera prima è andato a La maison du vent, del regista camerunense Auguste Bernard Kouemo Yanghu.

Non hanno vinto niente alcuni film molto importanti presentati in concorso e dati fino all’ultimo per favoriti: sono Look back di Hirokazu Koreeda, uno dei più importanti registi giapponesi contemporanei; e Ink di Danny Boyle, regista diventato molto noto con Trainspotting e successivamente per The Millionaire, che lo aveva portato a vincere due Oscar nel 2009.

È molto insolito che un film vinca sia un Leone d’oro che un premio minore, com’è successo a Kvinde Ukendt (Woman Unknown), che ha vinto il Leone d’oro e per cui è anche stata premiata come miglior attrice la protagonista. Il regolamento della Mostra prevede infatti che un film possa ricevere solo un premio, ma con alcune eccezioni: solo un film in tutto il concorso può vincere più premi, e se il film ha vinto il Leone d’oro serve l’unanimità di tutta la giuria più il parere positivo del direttore della Mostra per darne un altro. In questo caso potrebbe aver pesato il fatto che fosse uno dei due film in concorso con una donna alla regia: la selezione di quest’anno era stata molto criticata proprio per la scarsità di registe donne in concorso.

Il film che ha vinto il secondo premio, Possible Love, è il primo film di Lee Chang-dong dopo Burning (L’amore brucia) del 2018, presentato a Cannes e diventato il suo film più apprezzato a livello internazionale. Possible Love racconta la storia di due coppie con stili di vita e possibilità molto diverse le cui vite per caso vengono in contatto e si avvicinano: nella prima coppia lui ha perso il lavoro e nell’altra lei è una documentarista che decide di riprendere la vita della prima coppia. Tocca alcuni dei temi più esplorati dal cinema contemporaneo sudcoreano: la precarietà professionale e la differenza di classe. È stato annunciato che uscirà su Netflix il 6 novembre.

La presidente di questa edizione della Mostra del cinema di Venezia era la regista, attrice, sceneggiatrice e produttrice statunitense Maggie Gyllenhaal, sorella del più famoso attore Jake Gyllenhaal e nota al grande pubblico soprattutto per il suo ruolo in Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan. Insieme a lei c’erano la regista e sceneggiatrice tunisina Kaouther Ben Hania, il compositore e artista britannico Daniel Blumberg, il professore universitario Francesco Casetti, il regista e sceneggiatore francese Xavier Giannoli, la regista e sceneggiatrice afgana Shahrbanoo Sadat, e il regista e produttore di Hong Kong Johnnie To.

Leone d’oro per il miglior film: Kvinde Ukendt (Woman Unknown) di May el-Toukhy
Gran premio della giuria: Possible Love di Lee Chang-dong
Leone d’argento per la miglior regia: Ilya Khrzhanovsky per DAU
Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile: Mathilde Arcel per Kvinde Ukendt (Woman Unknown)
Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile: John Malkovich per Wild Horse Nine
Miglior sceneggiatura: Un bon petit soldat di Stéphane Brizé
Premio Marcello Mastroianni (a un attore o attrice emergente): Malou Khebizi per A Place To Heal
Premio speciale della giuria: Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor
Miglior film della sezione Orizzonti: Un détour par Diane di Ann Sirot e Raphaël Balboni
Premio Leone del futuro per la miglior opera prima: La maison du vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu.

La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (conosciuta più comunemente come Mostra del cinema o Festival di Venezia) si è tenuta come ogni anno al Lido di Venezia. Il Festival è organizzato dalla Biennale di Venezia, tra le più importanti istituzioni culturali europee. È il più antico festival cinematografico del mondo: arrivò qualche anno dopo gli Oscar, che però sono premi e basta, non un festival con proiezioni di film nuovi come succede a Venezia.

È il più importante festival di cinema italiano e ormai contende il primato di più importante al mondo a Cannes. Da qualche anno se ne parla come di una “rampa di lancio per gli Oscar” perché capita spesso che i film prestigiosi che vengono presentati finiscano poi per vincere come miglior film agli Oscar: negli scorsi anni era successo a La forma dell’acqua, Birdman e Spotlight.