Le foto dell’11 settembre

La storia dell'attentato alle Torri Gemelle fu anche una storia di immagini, e lo è ancora 25 anni dopo

Persone a Manhattan guardano le Torri Gemelle colpite. (AP/Amy Sancetta)
Persone a Manhattan guardano le Torri Gemelle colpite. (AP/Amy Sancetta)

La storia dell’attentato alle Torri Gemelle divenne da subito una storia di immagini. Quelle che interruppero le trasmissioni di praticamente ogni televisione, e che raggiunsero le persone di tutto il mondo mentre iniziavano la loro giornata, o pranzavano, o rientravano a casa la sera, a seconda di dove si trovassero, segnando per sempre il loro ricordo di quel giorno. E quelle che si accumularono man mano nei giorni e nelle settimane successive, diventando tra le più riprodotte della storia dell’umanità.

Delle migliaia scattate, ne sono rimaste nella cultura popolare sia di amatoriali sia dei più grandi fotografi al mondo. Come quella che scattò Steve McCurry, che abitava lì vicino, a un vigile del fuoco in mezzo a una montagna di macerie. Quel giorno ne morirono 343, impegnati nei soccorsi.

Un soccorritore sopra un cumulo di macerie dopo il crollo delle Torri Gemelle (Steve McCurry/Magnum Photos via contrasto)

Ma una delle foto più celebri di quel giorno fu scattata a chilometri di distanza. È la più controversa di tutte, e la fece a Brooklyn Thomas Hoepker: mostra un gruppo di persone chiacchierare in modo apparentemente rilassato con il fumo delle Torri Gemelle sullo sfondo. Quando diventò pubblica, anni dopo, fu ampiamente commentata e i suoi protagonisti stigmatizzati, poi loro stessi intervenirono per difendersi, spiegando che anche se poteva sembrare di no erano ovviamente sconvolti.

Alcuni giovani in pausa pranzo lungo l’East River, mentre un’enorme colonna di fumo si alza da Manhattan dopo l’attacco al World Trade Center. Fu una foto molto controversa (Thomas Hoepker/Magnum Photos via contrasto)

Le persone fotografate per le strade di Manhattan subito dopo essere uscite dalle Torri Gemelle furono protagoniste di alcune immagini tra le più impressionanti di quel giorno. Una non rappresentava però qualcuno in carne e ossa, ma una scultura, Double Check, che era stata installata nel 1982 per celebrare gli impiegati di Manhattan, e diventò dopo l’11 settembre un memoriale per quelli morti negli attentati.

La scultura di Seward Johnson Jr. Double Check, che ritrae un uomo d’affari davanti al World Trade Center, in mezzo alle macerie dopo l’attentato (Susan Meiselas/Magnum Photos via contrasto)

Era completamente coperta di polvere anche Marcy Borders, che per la sua foto sui toni del giallo sarebbe diventata nota come “Dust Lady”. Non si sa invece con certezza come si chiamasse “Falling Man”, uno degli uomini che si buttarono dalle Torri per evitare di morire nell’incendio, e che fu protagonista di un’altra delle foto più famose e controverse di quel giorno, che il New York Times pubblicò tra molte critiche. E poi ci sono le foto delle esplosioni, del fumo, dei crolli, delle macerie: ancora scioccanti 25 anni dopo.