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  • Mercoledì 9 settembre 2026

Trump imporrà nuovi dazi sul Canada

E vieterà l'importazione di alcuni prodotti canadesi, con una decisione che peggiora lo scontro commerciale in corso tra i due paesi

Donald Trump il 7 settembre 2026 (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)
Donald Trump il 7 settembre 2026 (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)
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Martedì il presidente statunitense Donald Trump ha deciso di alzare al 50 per cento i dazi su alcuni beni prodotti in Canada e di vietare del tutto l’ingresso negli Stati Uniti ad altri. Lo ha fatto in risposta all’entrata in vigore, sempre martedì, dei dazi canadesi al 50 per cento su molte merci statunitensi, che a loro volta sono una reazione ad altri dazi imposti in precedenza dagli Stati Uniti. La decisione di Trump aggrava ulteriormente lo scontro commerciale tra i due paesi che lui stesso aveva iniziato.

I nuovi dazi saranno applicati tra le altre cose su alcuni formaggi, prodotti di carta, alluminio, legno e mobili, ed entreranno in vigore il prossimo 15 settembre: queste merci si aggiungeranno a quelle a cui già era applicato un dazio del 50 per cento da fine agosto. Il divieto di importazione invece riguarderà soprattutto prodotti alcolici ed entrerà in vigore il 29 settembre.

La guerra commerciale tra Canada e Stati Uniti si era intensificata lo scorso luglio, quando Trump aveva minacciato di voler imporre nuovi dazi come ritorsione per alcune misure adottate dal Canada, per esempio il divieto di vendita di alcolici prodotti negli Stati Uniti imposto in molte province canadesi. Queste misure però erano state introdotte solo in risposta ai primi dazi imposti da Trump sulle merci canadesi nel 2025.

Trump ne aveva poi sospeso l’entrata in vigore con l’obiettivo di trovare un accordo: il primo ministro canadese Mark Carney si era però dimostrato convinto a non accettare condizioni che riteneva penalizzanti, e a fine agosto si era ritirato dalle trattative dicendo che il Canada avrebbe risposto «dollaro su dollaro» ai dazi statunitensi. Aveva quindi annunciato l’imposizione di dazi su merci per un valore di circa 20 miliardi di dollari l’anno (poco più di 17 miliardi di euro), lo stesso valore dei dazi imposti da Trump.

Sono questi i dazi effettivamente entrati in vigore martedì, e che ora hanno portato a una nuova risposta statunitense.

La gran parte del commercio tra Stati Uniti e Canada (circa l’80 per cento) non dovrebbe comunque essere sottoposta ad alcun dazio per via dell’accordo commerciale fra Stati Uniti, Canada e Messico (USMCA, quello un tempo noto come NAFTA). Appellandosi a una legge statunitense del 1930, approvata durante la Grande depressione, la più grave crisi economica del secolo scorso, Trump sta di fatto non rispettando i termini dell’USMCA.

Trump ha anche reiterato la minaccia di aumentare fino al 50 per cento i dazi sulle auto canadesi, ora al 25 per cento. Carney invece ha commentato i dazi dicendo che per il Canada è necessario cambiare il rapporto con i suoi principali partner commerciali, anche se «questo cambiamento comporterà dei costi. Agire ha sempre un prezzo. Ma non è nulla in confronto al costo dell’immobilismo».