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  • Martedì 8 settembre 2026

Come stanno andando le indagini sull’incendio a Crans-Montana

Ora che le persone indagate sono diventate 17 e che Jacques Moretti è stato accusato anche di violenze sulla moglie

L'insegna del Constellation a Crans-Montana il 2 gennaio 2026 (AP Photo/ Antonio Calanni)
L'insegna del Constellation a Crans-Montana il 2 gennaio 2026 (AP Photo/ Antonio Calanni)
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Per la strage di Capodanno a Crans-Montana, quando 41 persone morirono e altre 115 rimasero ferite a causa di un incendio divampato nel locale svizzero Le Constellation, le persone indagate sono ora 17. Sono aumentate nel corso dei mesi, man mano che la procura del canton Vallese procedeva con interrogatori, analisi di documenti e sopralluoghi.

I principali indagati sono Jacques Moretti e la moglie Jessica Maric, i proprietari del Constellation. È indagato anche il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud, che deve rispondere dei mancati controlli sulle misure di sicurezza nel locale. Per gli stessi motivi sono indagati anche sette tra politici ed ex politici, e altri sette dipendenti comunali di Crans-Montana e dell’ex comune di Chermignon, che oggi fa parte di Crans-Montana ma nel cui territorio rientrava Le Constellation fino al 2017.

L’indagine è stata aperta per omicidio colposo, incendio doloso colposo e lesioni personali gravi colpose. La conducono la procuratrice generale Beatrice Pilloud e una sostituta procuratrice, dopo che una terza magistrata a luglio aveva comunicato che avrebbe lasciato l’incarico.

A fine agosto si è saputo che è indagata anche una ex consigliera comunale di Crans-Montana, responsabile dei lavori pubblici tra il 2017 e il 2024. Secondo la radiotelevisione svizzera RTS la donna era stata inizialmente convocata come persona informata sui fatti e solo in un secondo momento era stata inserita nell’elenco degli indagati. Il quotidiano svizzero Tages-Anzeiger ha scritto che durante le indagini sarebbe emersa una email in cui l’ex consigliera avrebbe detto che era necessario fare attenzione all’interno del locale perché c’era il rischio che il soffitto ricoperto da pannelli di spugna potesse incendiarsi, come poi è successo.

Tages-Anzeiger non cita tuttavia il contenuto puntuale della email e l’avvocato della consigliera ha smentito a Sky Tg24 l’esistenza stessa della email, sostenendo che la donna non avrebbe mai detto niente di simile. La procura del canton Vallese non ha commentato la smentita.

Anche gli altri dipendenti comunali indagati hanno o avevano incarichi relativi alla pubblica sicurezza, ai controlli e alle ispezioni nei locali, e lo stesso vale per i politici indagati.

Jacques Moretti e Jessica Maric prima di essere sentiti dalla procura del canton Vallese a Sion, in Svizzera, 5 giugno 2026 (EPA/JEAN-CHRISTOPHE BOTT/ANSA)

I coniugi proprietari avevano rilevato Le Constellation nel 2015, che all’epoca risultava abbandonato e con un altro nome. Tra le varie cose le indagini su quanto accaduto a Crans-Montana devono stabilire se la ristrutturazione del locale rispettasse i requisiti di legge. Finora è emerso che in dieci anni il locale era stato controllato dalle autorità due volte, nel 2018 e nel 2019: dal 2019 al 2025 non era più successo, sebbene i controlli dei funzionari comunali dovessero essere fatti ogni anno.

Un controllo al Constellation era previsto per il 2026, perché l’impiego di un nuovo software aveva rallentato la programmazione, obbligando il comune a stabilire i luoghi a cui dare la priorità. Tra questi luoghi non c’era il Constellation. Nel corso delle indagini il responsabile comunale del servizio di pubblica sicurezza ha detto che il suo dipartimento non aveva risorse sufficienti per condurre le ispezioni annuali dei locali. Inoltre, secondo RTS l’ex responsabile della sicurezza del comune di Chermignon avrebbe ammesso da poco che nemmeno prima del 2015 erano stati fatti i controlli necessari per l’inaugurazione del nuovo locale.

L’incendio nel locale si era sviluppato all’1:30 della notte di Capodanno nel seminterrato, dove moltissime ragazze e ragazzi stavano festeggiando. Dai video diffusi nelle ore successive si vede un incendio partire dalle scintille di candele pirotecniche tenute vicine al soffitto, ricoperto da pannelli di spugna messi lì per attutire il rumore, anche se poi è emerso che non fossero dei veri pannelli fonoassorbenti, che in genere non prendono fuoco in quel modo lì. Nel giro di poco tempo l’incendio si era esteso a tutto il locale e le persone erano rimaste bloccate sulla scala per salire al piano terra. L’indagine dovrà ricostruire anche perché l’uscita di sicurezza del locale in quel momento fosse bloccata.

– Leggi anche: Le foto dell’interno del locale Le Constellation dopo l’incendio

Finora le uniche persone indagate sottoposte a misure cautelari sono i coniugi Moretti, che da mesi non possono lasciare la Svizzera e hanno l’obbligo di firma in un posto di polizia. Pochi giorni dopo l’incendio, Moretti era stato arrestato e incarcerato perché considerato a rischio di fuga: due settimane dopo aveva pagato la cauzione di 200mila franchi (circa 215mila euro) fissata da un giudice ed era stato liberato.

Il 23 agosto è stato di nuovo arrestato, ma per un’altra vicenda: è accusato di violenze sulla moglie Jessica Maric, che è stata anche ricoverata. Non è chiaro come questa nuova accusa possa ora influire sul processo per la strage di Crans-Montana: fino a poche settimane fa i due si erano mostrati allineati negli interrogatori, cercando sostanzialmente di difendersi dalle accuse in modo coerente tra loro, ma viste le ultime vicende ora la loro strategia potrebbe cambiare.

Secondo la radiotelevisione svizzera in lingua italiana (RSI) i due coniugi dovrebbero essere risentiti in contemporanea a ottobre e a dicembre, come già fatto l’ultima volta a inizio giugno. A fine settembre dovrebbe essere sentito dalle procuratrici anche Thibault Beytrison, responsabile comunale della sicurezza di Crans-Montana dal 2017 al 2020.

In parallelo all’indagine, in questi mesi ci sono stati screzi tra l’Italia e la Svizzera sul piano diplomatico. A gennaio il governo di Giorgia Meloni aveva richiamato in modo eclatante l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, come protesta per la scarcerazione di Jacques Moretti. Da inizio agosto c’è un nuovo ambasciatore italiano, Luca Sabbatucci, che continuerà a seguire la vicenda. Il governo italiano ha inoltre criticato più volte la Svizzera per come la procura locale sta conducendo le indagini (anche la procura di Roma ne ha aperta una), pretendendo l’istituzione di una «squadra investigativa comune», e ha sollevato polemiche pretestuose sulle fatture inviate alle famiglie dei feriti nell’incendio.

Ha poi chiesto di costituirsi parte civile nel processo sulla strage in Svizzera, ma di recente la Svizzera ha respinto la richiesta: secondo i magistrati svizzeri né il fatto che tra le vittime dell’incendio ci fossero sei cittadini italiani, né i costi sostenuti dallo Stato possono qualificare l’Italia come parte lesa. Il ministero degli Esteri ha fatto sapere di aver già presentato ricorso.