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  • Domenica 6 settembre 2026

L’altro partito con cui la CDU non vuole allearsi in Sassonia-Anhalt

Oltre ad AfD, il partito del cancelliere Friedrich Merz ha escluso la Linke, di sinistra, anche se significa rimanere senza altre opzioni

Un cartellone elettorale della Linke con la foto di Eva von Angern e lo slogan «Mai più, è adesso!», che fa un parallelismo fra l'ascesa del nazismo e quella di AfD, a Magdeburgo, in Sassonia-Anhalt, il 1° settembre del 2026 (Frank Hoensch/Getty Images)
Un cartellone elettorale della Linke con la foto di Eva von Angern e lo slogan «Mai più, è adesso!», che fa un parallelismo fra l'ascesa del nazismo e quella di AfD, a Magdeburgo, in Sassonia-Anhalt, il 1° settembre del 2026 (Frank Hoensch/Getty Images)
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Nel caso in cui Alternative für Deutschland (AfD) riuscisse a vincere le elezioni di domenica in Sassonia-Anhalt, ma non a conquistare una maggioranza che le permetta di governare da sola, è probabile che il prossimo governo dello stato dovrà essere sostenuto da una larga coalizione fra le altre forze politiche. È probabile che questo governo verrebbe guidato dal presidente uscente dello stato, Sven Schulze dell’Unione Cristiano-Democratica (CDU), di centrodestra. Schulze e la CDU però avrebbero un ostacolo da superare: collaborare con la sinistra della Linke, data terza nei sondaggi dopo AfD e CDU.

La Linke è un partito di sinistra che alle scorse elezioni nazionali, a febbraio del 2025, era riuscita a prendere quasi il 9 per cento dei voti grazie a un cambio di leadership e a un posizionamento politico netto che l’avevano avvantaggiata su altri partiti più piccoli e l’avevano resa il partito più votato fra le persone con meno di 24 anni. Era stato un risultato molto importante, dato che da qualche anno il partito era in crisi: nel 2021 per poco non era riuscito ad avere rappresentanti in parlamento e nel 2023 quella che al tempo era la sua più nota esponente, Sahra Wagenknecht, aveva lasciato il partito e si era portata dietro diversi membri per fondarne un altro, chiamato Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW).

In Sassonia-Anhalt la situazione era già diversa: negli ultimi vent’anni la Linke non è mai stata un piccolo partito, ha sempre preso più voti del Partito Socialdemocratico (SPD), il principale partito di centrosinistra del paese, e prima della nascita di AfD era il secondo partito più votato nello stato, dopo la CDU. A queste elezioni dovrebbe prendere intorno al 12 per cento dei voti, meno del 22,6 pronosticato per la CDU ma più dell’8 per cento dell’SPD.

I leader dei partiti candidati alle elezioni in Sassonia-Anhalt, il 2 settembre del 2026: a sinistra c’è Ulrich Siegmund, di AfD; al centro Sven Schulze, attuale presidente dello stato e candidato della CDU; e a destra Eva von Angern della Linke. (Jens Schlueter/Getty Images)

Questo la renderebbe un alleato importante nel contrasto ad AfD, se non fosse che durante la campagna elettorale sia Sven Schulze che Friedrich Merz, cancelliere tedesco e leader della CDU, hanno detto che non si alleeranno con la Linke e l’hanno paragonata ad AfD.

Dall’altra parte la Linke ha sempre criticato la CDU, definendo le sue politiche come un semplice appiattimento alle proposte di AfD e a livello nazionale non sostiene il governo di coalizione di Merz. In Sassonia-Anhalt però la sua candidata, la deputata Eva von Angern, non ha completamente escluso una collaborazione il centrodestra. In una conferenza ad agosto von Angern ha detto che «siamo tutti democratici e democratiche che sanno che cosa c’è da difendere», riferendosi al rispettare il “cordone sanitario”, ossia l’impegno preso da tutti i partiti a tenere AfD fuori dalle cariche istituzionali.

Un’ipotesi potrebbe essere che la Linke accetti di astenersi sulla fiducia al nuovo governo e sui provvedimenti principali, come avvenuto in Turingia, uno stato della Germania orientale confinante con la Sassonia-Anhalt, dopo che nel 2024 aveva vinto AfD.

– Leggi anche: Il “cordone sanitario” fa comodo ad AfD, ma quanto durerà ancora?

Da allora però il rapporto fra i due partiti è peggiorato, soprattutto da quando a gennaio del 2025, poco prima delle elezioni, la Linke definì la CDU «fascista» per aver votato per due volte insieme ad AfD nel parlamento nazionale. Dopo l’intesa tra Merz e AfD, in Germania c’erano state grandi manifestazioni a cui avevano partecipato decine di migliaia di persone. La Linke ha avuto un ruolo visibile in questa mobilitazione e la cosa ha contribuito a ridarle centralità in un pezzo dell’elettorato di sinistra.

Von Angern comunque ha specificato che il sostegno della Linke non sarebbe «a costo zero», sottintendendo che la CDU dovrà accettare di implementare almeno parte delle proposte del suo programma se vuole che il suo governo sopravviva. Fra queste ce ne sono alcune a cui è decisamente improbabile che il partito acconsenta: per esempio, una tassa dell’1 per cento sui patrimoni oltre il milione di euro che secondo la Linke porterebbe alla Sassonia-Anhalt fino a 2 miliardi di euro l’anno, da destinare a comuni e infrastrutture sociali.