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  • Giovedì 3 settembre 2026

In Belgio si litiga per uno slogan sull’alcol

Il governo vorrebbe inserire in ogni pubblicità che «è nocivo per la salute», ma la Federazione dei produttori di birra non l'ha presa bene

Bottiglie di birra belga a Sint-Pieters-Leeuw, 8 aprile 2025 (REUTERS/Yves Herman)
Bottiglie di birra belga a Sint-Pieters-Leeuw, 8 aprile 2025 (REUTERS/Yves Herman)

A fine agosto la Federazione dei produttori di birra del Belgio ha pubblicato una lettera aperta indirizzata al governo, accompagnata da una foto di un gruppo di amici che brindano in un bar con delle birre in mano e la frase: «Cosa c’è di sbagliato in questi momenti?». La lettera era un tentativo della Federazione per convincere il governo a non attuare una misura che sta facendo parecchio discutere, anche all’interno della maggioranza: inserire in ogni pubblicità relativa all’alcol la frase «L’alcol è nocivo per la salute» al posto dell’attuale avvertenza, che è «L’abuso di alcol è nocivo per la salute».

La misura fa parte di un gruppo di norme approvate lo scorso marzo per limitare il consumo di alcol nella società belga, dove ogni anno si registrano dalle 4mila alle 10mila morti legate all’alcol su una popolazione di poco più di 11 milioni di persone (in Italia sono stati più di 17mila su 60 milioni di persone). Dopo il fumo, il consumo eccessivo di alcol è considerato la seconda causa di morte prevenibile ed è la prima causa di morte fra i giovani.

Secondo la Federazione però l’eliminazione della parola «abuso» dall’avvertenza non distingue più tra il consumo eccessivo e quello responsabile e «stigmatizza» i consumatori moderati e l’intero settore, che è già alle prese con un progressivo calo dei consumi. In Belgio sono diminuiti del 3,2 per cento nel 2025, in linea con un fenomeno che sta avvenendo in molti altri paesi, fra cui l’Italia e la Francia.

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In realtà le evidenze disponibili non indicano una soglia di consumo al di sotto della quale il rischio di cancro sia nullo e da tempo l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell’Organizzazione mondiale della sanità ha inserito le bevande alcoliche nel “Gruppo 1” delle sostanze cancerogene. In questo gruppo sono comprese le sostanze per le quali esistono prove sufficienti che siano cancerogene per gli umani. Alcune analisi dei danni complessivi associati all’uso di diverse droghe hanno classificato l’alcol come la sostanza nel complesso più dannosa.

Il dibattito però si è allargato perché due capigruppo alla Camera che fanno parte della maggioranza hanno difeso la Federazione dei produttori di birra: hanno firmato la lettera aperta anche Axel Ronse, membro del partito nazionalista di estrema destra Nieuw-Vlaamse Alliantie (il cui leader è il primo ministro Bart De Wever), e il liberale Benoît Piedboeuf del Mouvement Réformateur.

Intervistato da Le Monde, Piedboeuf ha detto di non essere «d’accordo con una politica da Stato paternalista che dice alla gente cosa fare». Ha poi sostenuto che il governo stesse portando l’industria dell’alcol belga a fare la fine di quella del Semois, un tabacco artigianale prodotto nell’omonima valle belga la cui produzione commerciale è praticamente terminata nel 2025.

Quella sulla birra è solo l’ultima delle tensioni che hanno caratterizzato il governo di De Wever, cominciato a gennaio del 2025 dopo quasi otto mesi di consultazioni e sostenuto da una coalizione larghissima, diventata nota come “Arizona”, dato che i colori dei partiti che la compongono sono gli stessi della bandiera dello stato statunitense. Ne fanno parte il partito nazionalista di De Wever, che fino a pochi anni fa promuoveva la secessione dal Belgio delle Fiandre; il Mouvement Réformateur, liberale e francofono; il partito centrista Les Engagés, il partito di centrosinistra Vooruit e il partito Christen-Democratisch en Vlaams, di centrodestra.

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