• Mondo
  • Mercoledì 2 settembre 2026

L’uomo accusato di essere il mandante dell’omicidio di Daphne Caruana Galizia è stato assolto

La giornalista maltese venne uccisa con un'autobomba nel 2017

Un poster con il volto di Daphne Caruana Galizia, nel 2017 a Malta (Photo by John Keeble/Getty Images)
Un poster con il volto di Daphne Caruana Galizia, nel 2017 a Malta (Photo by John Keeble/Getty Images)
Caricamento player

A Malta una giuria popolare ha stabilito che l’imprenditore Yorgen Fenech è innocente nel processo per l’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, nota per le sue inchieste sulla classe dirigente dell’isola. Caruana Galizia venne uccisa il 16 ottobre del 2017 con un’autobomba, che esplose quando salì a bordo della sua auto.

Fenech era accusato di essere stato il mandante dell’omicidio ed era imputato per concorso in omicidio e per associazione a delinquere allo scopo di compiere un omicidio. È stato giudicato non colpevole e scagionato da entrambe le accuse.

Solo un giurato su 9 ha votato a favore della condanna, dopo una deliberazione durata otto ore. «A nove anni dal brutale assassinio di Daphne, le mancanze istituzionali che hanno reso possibile il suo omicidio rimangono irrisolte e non corrette» ha affermato la famiglia fuori dall’aula.

Una manifestazione in onore di Daphne Caruana Galizia nel 2019 a Malta (AP Photo/Rene Rossignaud)

Il verdetto su Fenech era molto atteso, anche perché era la persona più nota a essere stata incriminata per l’omicidio. Negli scorsi anni erano stati condannati cinque uomini, tutti esponenti della criminalità maltese, considerati gli esecutori materiali: nel 2021 Vincent Muscat era stato condannato a 15 anni dopo aver accettato di collaborare con la giustizia; nel 2022 i fratelli George e Alfred Degiorgio erano stati condannati a 40 anni e nel 2025 Jamie Vella e Robert Agius erano stati condannati all’ergastolo.

Daphne Caruana Galizia era molto conosciuta a Malta per via delle sue inchieste sulla corruzione e soprattutto sull’evasione fiscale internazionale sull’isola, di cui si era parlato molto per via dei Panama Papers, i documenti riservati pubblicati in una serie di inchieste giornalistiche che avevano rivelato una rete internazionale di società offshore in diversi paradisi fiscali e i suoi beneficiari. Caruana Galizia era stata la prima a rivelare il coinvolgimento di alcuni importanti membri del governo dell’allora primo ministro Joseph Muscat.

(Dan Kitwood/Getty Images for the Daphne Project)

Il suo omicidio ebbe molta risonanza in Europa e scatenò una serie di grandi manifestazioni a Malta che contribuirono alle dimissioni di Muscat nel 2019, annunciate proprio dopo l’incriminazione di Fenech. Quando venne assassinata aveva 47 cause per diffamazione in corso, quasi tutte intentate da politici o sostenitori di politici maltesi, e stava indagando su un presunto giro di tangenti pagate attraverso una società offshore. Meno di due settimane prima di morire aveva presentato una denuncia alla polizia per aver subito minacce.

Fenech fa parte di una famiglia molto potente e influente a Malta e fino al 2019 era amministratore delegato dell’azienda di famiglia, Tumas Group, e il gestore di una centrale elettrica costruita nel 2013 a Malta grazie a una concessione statale.

Fenech era soprattutto considerato il capo di 17 Black, una società registrata a Dubai che, aveva scoperto Caruana Galizia, avrebbe dovuto fare dei pagamenti per oltre 1,5 milioni di euro ad altre due società offshore con sede a Panama di proprietà di due membri dell’allora governo maltese: Konrad Mizzi, che aveva avuto vari incarichi da ministro fra 2013 e 2019, e Keith Schembri, ex capo dello staff del primo ministro. Entrambi si dimisero pochi giorni prima di Muscat.

Fenech è stato assolto nonostante l’accusa fosse riuscita a ottenere una testimonianza molto importante, quella di Melvin Theuma, un tassista che fu arrestato nel 2019 e poco dopo iniziò a collaborare con la magistratura maltese. Theuma disse di aver fatto da tramite tra gli assassini e Fenech, il quale gli aveva chiesto di organizzare l’omicidio nell’aprile del 2017, cinque mesi prima dell’attentato.

Una manifestazione a un anno dall’omicidio di Daphne Caruana Galizia nel luogo in cui la sua macchina fu fatta esplodere (AP Photo/John Borg)

Disse che alla fine dell’estate Fenech gli consegnò 30mila euro da dare come anticipo agli assassini e che dopo l’omicidio gli esecutori avrebbero ricevuto altri 120mila euro. Per queste sue dichiarazioni Theuma ottenne l’immunità. Nel luglio del 2020 venne ritrovato in gravi condizioni all’interno della sua casa con ferite da arma da taglio alla gola e al torace. Secondo gli inquirenti si era trattato di un tentativo di suicidio, a cui comunque sopravvisse.

Fenech, che dopo il suo arresto era tornato in libertà su cauzione, ha sempre negato di essere il mandante e ha attribuito invece la responsabilità a Schembri, che nel 2019 era stato arrestato e poi rilasciato poco dopo. Durante il processo ha riconosciuto di essere stato a conoscenza del piano per uccidere Caruana Galizia, ma di aver provato a ostacolarlo pagando Theuma per non metterlo in atto.

– Leggi anche: L’omicidio di Daphne Caruana Galizia