L’ONU ha detto che dovrà dimezzare l’assistenza alimentare in Cisgiordania, a causa della riduzione dei fondi
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Il Programma Alimentare Globale (WFP), un’agenzia delle Nazioni Unite, ha detto che dimezzerà il numero di persone a cui fornisce assistenza e cibo in Cisgiordania, passando da 400mila a 200mila, a causa della diminuzione dei fondi a sua disposizione. Questo nonostante dal 2023 a oggi nella zona le persone che hanno bisogno di assistenza alimentare siano raddoppiate, fino ad arrivare a 900mila (su una popolazione di oltre 3 milioni di persone, escludendo circa 700mila coloni israeliani).
L’aumento è dovuto fra le altre cose alle aggressioni dei coloni, che distruggono i campi coltivati, edifici e attrezzature agricole, aggrediscono i lavoratori e in generale disturbano le attività economiche, in una regione che ha di per sé un costo della vita molto elevato. Inoltre Israele, che occupa la Cisgiordania, limita in vari modi la sua economia. Questi fattori hanno contribuito a peggiorare molto la situazione alimentare delle persone palestinesi in Cisgiordania, che fino ad alcuni anni fa non era considerata grave.
In generale negli ultimi anni molte agenzie umanitarie internazionali, incluse quelle dell’ONU, hanno dovuto limitare le proprie attività per via di un grosso calo nelle donazioni con cui si sostengono, legato soprattutto alla riduzione dei budget per gli aiuti internazionali stanziati dai governi. Il caso più eclatante era stato lo smantellamento improvviso dell’agenzia statunitense USAID da parte del presidente Donald Trump nel 2025, ma molti altri governi hanno preso misure analoghe.
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