Cos’ha detto Sigfrido Ranucci sulla sua rimozione da “Report”
Secondo lui i due giornalisti scelti dalla Rai per sostituirlo «mortificano le professionalità» del programma
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Il giornalista Sigfrido Ranucci, che la Rai ha rimosso dalla conduzione di Report, ha commentato in modo molto duro e sprezzante la nomina dei suoi sostituti, i giornalisti investigativi Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi: «Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico», ha scritto in un post.
Contro la nomina di Piervincenzi e Presutti, collega di Ranucci che lavora a Report dal 2018, si erano già espressi con toni simili gli stessi inviati del programma, che in una nota avevano definito la scelta dei due «completamente irricevibile» e avevano aggiunto di non ritenerli «in alcun modo rappresentativi della storia e dei valori di Report», arrivando anche a minacciare di andarsene in blocco dalla redazione del programma nel caso in cui la Rai non ritrattasse la decisione.
Per Report Presutti si è occupata soprattutto di politica, sanità e note vicende giudiziarie; Piervincenzi invece non ha mai lavorato a Report ma è alla Rai dal 2016 e sempre in programmi di approfondimento e inchiesta.
Nello stesso post Ranucci ha detto in modo molto enfatico che dopo questa vicenda è intenzionato a condurre «la battaglia più importante della sua vita per la libertà di stampa, lo farò per i miei e per i vostri figli». E poi: «Mi rifiuto di lasciare alle future generazioni questo mondo mostruoso, governato da persone mostruose e vigliacche che non tollerano il giornalismo libero e i magistrati indipendenti».
In queste settimane in cui si è parlato molto di lui e dell’inchiesta giudiziaria sull’attentato nei suoi confronti, Ranucci ha assunto spesso un atteggiamento molto vittimista. Ha detto di essere il bersaglio di una campagna ostile del governo e si è paragonato a importanti personaggi della storia italiana vittime di attentati di mafia, come i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
La decisione della Rai di rimuoverlo ha a che fare proprio con l’inchiesta, in cui si è scoperto che l’attentato era stato organizzato da Valter Lavitola, imprenditore coinvolto in diversi scandali della politica italiana degli ultimi vent’anni e molto amico di Ranucci. Secondo la procura di Roma, che sta indagando sul caso, Lavitola avrebbe pianificato l’attentato per accrescere la popolarità di Ranucci e spingerlo poi a entrare in politica.
Ranucci non è indagato e secondo la procura non era a conoscenza del piano di Lavitola, ma a partire dall’inchiesta è emersa una consuetudine tra i due che molti hanno giudicato eccessiva e compromettente per un giornalista dell’importanza di Ranucci, di cui Lavitola era sia fonte che confidente intimo. I rapporti tra Ranucci e la dirigenza della Rai in ogni caso si erano deteriorati da tempo.
In queste settimane Ranucci aveva più volte suggerito che la maggioranza stesse solo cercando un pretesto per censurarlo, visto che Report ha spesso fatto inchieste su politici di destra e al governo. Diversi esponenti dei partiti di destra al governo in queste settimane avevano chiesto la sua rimozione o sospensione.
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