Il governo ha prorogato di due giorni lo sconto delle accise sul gasolio

Durerà fino al 26 agosto, e nel frattempo bisognerà capire se ci sono soldi per finanziare altre misure

(Marco Alpozzi/Lapresse)
(Marco Alpozzi/Lapresse)
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Il governo ha deciso di prorogare di due giorni, fino al prossimo 26 agosto compreso, lo sconto sul prezzo del gasolio, che era in scadenza lunedì 24 agosto. Lo sconto resta di 17 centesimi al litro, che comprendono la riduzione delle accise e dell’IVA. Continueranno invece a non esserci riduzioni sul prezzo della benzina.

Con gli sconti, la media attuale del prezzo del gasolio è di circa 2,20 euro al litro. La benzina invece costa in media 2,08 euro al litro.

La proroga di soltanto due giorni, stabilita con un decreto dei ministri dell’Economia Giancarlo Giorgetti e dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, è dovuta al fatto che le risorse per finanziare la misura sono finite. Per prorogarla ulteriormente, quindi, il governo dovrebbe trovare altri soldi.

La decisione del governo è stata criticata sia dai politici dell’opposizione, con la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein che ha parlato dell’insufficienza delle «misure tampone» introdotte dal governo, sia dal generale Roberto Vannacci di Futuro Nazionale, di estrema destra, che ha usato gli aumenti del costo di benzina e gasolio per attaccare il governo sugli aiuti all’Ucraina.

Lo sconto sulle accise del gasolio era stato di nuovo attivato il 28 luglio per via dei rincari dei carburanti dovuti alla nuova chiusura dello stretto di Hormuz e ai timori di un allargamento della guerra in Medio Oriente. Il 4 agosto era poi stato prorogato fino al 24 agosto. Finora buona parte dei soldi erano stati ricavati con il meccanismo delle accise mobili: quando i prezzi dei carburanti crescono, aumenta in proporzione anche l’IVA incassata dallo Stato (che è una cifra calcolata in percentuale su questi prezzi). Il meccanismo delle accise mobili prevede che lo stato si impegni a usare l’extra gettito dell’IVA incassato nel periodo dei rincari per ridurre le accise nel periodo successivo. La riduzione è una cifra “mobile”, perché è proporzionale alle entrate ottenute con l’IVA.