• Mondo
  • Sabato 22 agosto 2026

Nessuno sa quanto costi proteggere la famiglia reale britannica

Se ne sta riparlando per via del ritorno di Harry e Meghan: il Guardian ha provato a capirlo per anni, senza successo

Re Carlo III e la regina Camilla arrivano a un incontro istituzionale negli Stati Uniti (Graeme Sloan/Bloomberg via GettyImages)
Re Carlo III e la regina Camilla arrivano a un incontro istituzionale negli Stati Uniti (Graeme Sloan/Bloomberg via GettyImages)
Caricamento player

Le preoccupazioni sulla sicurezza del principe Harry e della moglie, l’attrice Meghan Markle, che hanno deciso di tornare a vivere nel Regno Unito, hanno riportato l’attenzione sulla scorta garantita dallo stato alla famiglia reale (che al momento alla coppia è stata negata). Viene finanziata con fondi pubblici ma nessuno sa quanto costi davvero, perché il governo e la polizia si sono sempre rifiutati di rilasciare stime o informazioni al riguardo, per ragioni di sicurezza nazionale.

I costi per la scorta non rientrano nel cosiddetto sovereign grant, cioè il sussidio pubblico che la famiglia reale riceve ogni anno dallo stato e che può essere speso solo per necessità derivate dai doveri reali. Per il periodo 2025-2026 è stato di oltre 132 milioni di sterline – circa 154 milioni di euro – e i vari capitoli di spesa vengono specificati nel dettaglio in una relazione annuale.

– Leggi anche: La sicurezza di Harry e Meghan nel Regno Unito è una questione

Secondo l’Institute for Government, un centro di ricerca indipendente che studia il funzionamento del governo britannico per renderlo più efficiente, le spese per proteggere la famiglia reale oscillerebbero comunque tra diversi milioni di sterline e un centinaio di milioni di sterline all’anno.

Nel 2017 Republic, la più grande associazione che nel Regno Unito propone di abolire la monarchia, calcolò che garantire la sicurezza alla famiglia reale costasse circa 106 milioni di sterline all’anno. In tutto, secondo un rapporto più recente di Republic, la famiglia reale costa allo stato circa 510 milioni di sterline (quasi 600 milioni di euro).

Il Guardian ha tentato per molti anni di sapere con precisione quanto viene speso per la scorta reale, sostenendo che fosse un’informazione essenziale per soppesare adeguatamente vantaggi e svantaggi legati alla monarchia.

Nel 2023 presentò una richiesta di accesso agli atti per ottenere i costi complessivi della scorta reale nel periodo tra il 2017 e il 2020. Il ministero dell’Interno di allora, espressione di un governo Conservatore, si oppose alla diffusione dei dati sostenendo che avrebbe potuto incoraggiare a trovare falle nel sistema di sicurezza, mettendo in pericolo la famiglia reale.

Il principe William, la principessa Kate e i figli vengono scortati a Buckingham Palace dal Gruppo di scorta speciale della polizia metropolitana di Londra, durante la parata in occasione del compleanno di re Carlo III nel 2024 (Max Mumby/Indigo via Getty Images)

Il Guardian avviò quindi una causa legale, facendo valere il fatto di non aver chiesto informazioni precise e sensibili sui singoli componenti della famiglia o sulle singole misure di sicurezza, ma solo dati aggregati. Il caso fu preso in carico da un tribunale competente in materia di libertà di informazione, che consultò a porte chiuse Thomas Rutherford, un importante funzionario del ministero dell’Interno a capo dell’unità che si occupa della sicurezza dei reali.

I giudici alla fine diedero ragione al governo britannico, ma non spiegarono pubblicamente in modo approfondito i motivi della loro decisione: dissero che lo stesso vincolo di riservatezza che vietava di pubblicare i costi della scorta impediva loro di diffondere anche gran parte delle cose che erano venuti a sapere attraverso la testimonianza del funzionario.

Negli ultimi giorni sui giornali britannici sono circolate varie stime di quanto costerebbe allo stato proteggere anche il principe Harry e Meghan Markle, oltre ai costi già sostenuti per l’attuale scorta reale: quella più citata è di 5 milioni di sterline all’anno (poco meno di sei milioni di euro).