Le misure di sicurezza eccezionali a Bergamo per Atalanta-Hapoel Tel Aviv

Sono stati schierati centinaia di agenti, aerei e droni non possono passare sopra lo stadio e sono state vietate le bandiere della Palestina

Bergamo, 19 agosto 2026 (ANSA/MICHELE MARAVIGLIA)
Bergamo, 19 agosto 2026 (ANSA/MICHELE MARAVIGLIA)
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Alle 20:30 di oggi, giovedì 20 agosto, a Bergamo l’Atalanta giocherà contro l’Hapoel Tel Aviv la partita di andata delle qualificazioni di Conference League, la terza competizione calcistica europea per importanza. Come spesso accade in questi casi, c’è molta attenzione per la presenza di una squadra israeliana e dei suoi tifosi, e sono state predisposte misure di sicurezza eccezionali.

Da tempo c’è un ampio movimento di persone comuni, politici e associazioni che chiedono di escludere Israele dalle competizioni internazionali, come conseguenza dei massacri compiuti nella Striscia di Gaza e del suo ruolo in altre guerre in corso. Anche a Bergamo alcune organizzazioni hanno chiesto di annullare la partita e organizzato varie forme di contestazione pacifica.

La partita si terrà alla New Balance Arena, lo stadio dell’Atalanta, e negli scorsi giorni ci sono state diverse riunioni sia in questura che in prefettura per l’organizzazione della sicurezza pubblica. Saranno schierati 350 agenti, secondo quanto scrive il Corriere della Sera citando numeri non ufficiali. Il ministero dell’Interno ha poi concesso che arrivino rinforzi anche da altre città, l’utilizzo di un elicottero e di apparecchiature anti drone.

L’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) ha inoltre emesso un Notam, “Notice to air mission”, cioè un avviso speciale ai piloti che prevede il divieto di sorvolo a ogni tipo di velivolo sopra lo stadio, compresi i droni. Il divieto è iniziato già nel pomeriggio di mercoledì 19 agosto e resterà valido fino a quando lo stadio non sarà vuoto.

Nei giorni scorsi la polizia ha fatto sopralluoghi allo stadio e nelle zone vicine. L’area su cui si è intervenuti maggiormente è il cantiere aperto da quelle parti per realizzare un canale artificiale sotterraneo ed eliminare il rischio di allagamenti nella zona est della città, in particolare nelle aree dello stadio. Dal cantiere è stato messo al sicuro tutto ciò che potrebbe essere usato come arma e sono stati riposizionati i blocchi di cemento che delimitano l’area.

Oltre alla consueta ordinanza contro la vendita di alcolici (valida dalle ore 9:00 di oggi, 20 agosto, alle ore 06:00 di venerdì 21 agosto), il comune ne ha emesse altre: una vieta la sosta con rimozione forzata su tutte le vie attorno allo stadio; un’altra ordina la chiusura dalle ore 17:00 di viale Giulio Cesare da piazzale Oberdan e di via Lazzaretto nel tratto compreso tra via Crescenzi e via Baioni (tutte vie vicine allo stadio), per evitare che la tifoseria locale e quella ospite entrino in contatto e per garantire corridoi d’uscita liberi da auto.

Lo stadio di Bergamo, 19 agosto 2026 (ANSA/MICHELE MARAVIGLIA)

Il sistema per entrare allo stadio sarà sottoposto a una sorveglianza più rigida. La questura ha chiesto all’Atalanta di aumentare il numero degli assistenti agli ingressi e i controlli anche su striscioni e bandiere: comprese quelle della Palestina, che sono state vietate. In una nota l’Atalanta ha suggerito ai tifosi di arrivare presto allo stadio per evitare code ed eventuali disordini: i cancelli apriranno alle 18:30, due ore prima dell’inizio.

La squadra israeliana è in città da martedì, mentre circa mille tifosi dovrebbero arrivare oggi all’aeroporto di Bergamo e da lì saranno scortati direttamente alla Curva Sud dello stadio. L’area di pre-filtraggio all’esterno del settore ospiti avrà i cancelli chiusi e le recinzioni blindate.

L’allenatore dell’Hapoel Elyaniv Barda e il giocatore Omri Altman durante la conferenza stampa a Bergamo, 19 agosto 2026 (ANSA/MICHELE MARAVIGLIA)

L’Hapoel ha una tradizione legata alla sinistra e al movimento operaio israeliano, una collocazione politica che ha storicamente contrapposto la squadra alla destra nazionalista attualmente al governo. Il nome della squadra significa “il lavoratore”, un’identità in cui la tifoseria si riconosce. Nel dicembre del 2025 gli ultras dell’Hapoel si erano per esempio presentati allo stadio con una maglietta che aveva tre simboli sbarrati da una X rossa: lo stemma della polizia israeliana, l’emblema di un movimento politico ultranazionalista e il logo del Maccabi Tel Aviv, la squadra rivale. La polizia bloccò l’accesso ad alcuni tifosi e altri, per solidarietà, decisero di abbandonare lo stadio.

Ritenendo il comportamento delle forze dell’ordine un abuso di potere, l’Associazione per i Diritti Civili in Israele (ACRI) insieme ad alcuni gruppi di tifosi presentarono un ricorso all’Alta Corte di Giustizia israeliana accusando la polizia di aver violato il loro diritto fondamentale alla libertà di espressione. E il tribunale diede loro sostanzialmente ragione.

Nonostante la storia politica della squadra, l’Hapoel non si è mai espresso sui massacri che Israele sta compiendo nella Striscia di Gaza. Ieri, durante una conferenza stampa, l’allenatore Elyaniv Barda ha detto: «Da parte nostra pensiamo solo al calcio e alla partita, il calcio unisce solamente le persone e non divide». Il giocatore Omri Altman ha aggiunto: «Mi interessa zero, non penso sia un tema di cui dobbiamo parlare qui, siamo qui solo per pensare al calcio. E il calcio è qualcosa di positivo, non c’è posto per chi vuole manifestare politicamente. Non è il tempo o il posto per farlo».

Nei giorni scorsi la sezione di Bergamo del movimento BDS (una campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni nei confronti di Israele che opera attraverso forme di pressione non violente affinché Israele rispetti il diritto internazionale) ha chiesto l’annullamento della partita. La Rete Bergamo per la Palestina, che riunisce movimenti, comitati vari e sindacati di base, ha invece organizzato un presidio di protesta che si terrà oggi dalle ore 18:00 nel piazzale di via Pitentino, a circa un chilometro dallo stadio.

Martedì sera l’equipaggio di terra della Global Sumud Flotilla ha proiettato per 5 minuti la scritta luminosa «Boycott Israel» sulle pareti della Curva Sud dello stadio: «Il boicottaggio di Israele non è più un’opzione politica tra le altre: è una necessità umanitaria, un dovere morale verso il popolo palestinese, che sta pagando con la vita il silenzio e la complicità internazionale», hanno detto gli organizzatori. E ancora: «Ogni partita di calcio favorisce la normalizzazione della violenza, ogni accordo commerciale è complicità. Non si costruisce cooperazione con chi bombarda ospedali, scuole e campi profughi. Bergamo non può essere complice».