In Friuli sono bruciati più di 600 ettari di boschi in dieci giorni di incendi

Sulle montagne della Carnia, a nord di Udine, la situazione non è ancora sotto controllo nonostante la pioggia

Un focolaio attivo sul monte Amariana nella Carnia in Friuli Venezia Giulia, 18 agosto 2026 (foto dal settore antincendio boschivo del corpo forestale regionale)
Un focolaio attivo sul monte Amariana nella Carnia in Friuli Venezia Giulia, 18 agosto 2026 (foto dal settore antincendio boschivo del corpo forestale regionale)
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Da dieci giorni sono in corso grossi incendi boschivi nella Carnia, una vasta area montana a nord di Udine, nel Friuli Venezia Giulia. La situazione più critica è quella del monte Amariana dove, secondo numeri forniti dal settore antincendio del corpo forestale regionale, sono bruciati più di 600 ettari (6 chilometri quadrati) di boschi. La stima della superficie del terreno bruciato complessivamente nella zona è quindi ancora più ampia, ma al momento non è disponibile.

Flavio Cimenti, che coordina il settore antincendio boschivo, dice che «un incendio così grave nella Carnia non si vedeva dal 2003».

La situazione nella Carnia ha iniziato lentamente a migliorare lunedì grazie alle piogge, che hanno contribuito a tenere sotto controllo alcuni degli incendi più vasti, come quello sul monte Amariana. Cimenti dice però che servirebbe molta più acqua: «Il terreno sulla montagna somiglia a una crosta secca, per via delle temperature altissime delle ultime settimane, quindi l’acqua scivola via. Ci vuole tempo perché riesca a penetrare e aiuti davvero a spegnere gli incendi». Le temperature sono comunque scese notevolmente, fino a 14 gradi centigradi, e la pioggia è servita ad aumentare l’umidità del terreno, entrambe condizioni che stanno aiutando le operazioni di spegnimento.

L’incendio sul monte Amariana era iniziato il 7 agosto, quando un fulmine aveva colpito un punto in alta quota tra Amaro e Tolmezzo, il comune più popoloso della zona. Inizialmente la situazione sembrava sotto controllo, ma dopo pochi giorni l’incendio si era esteso rapidamente a causa dei venti, delle temperature molto elevate e dei boschi resi molto secchi per via della carenza di pioggia. Secondo un rapporto dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (ARPA), pubblicato pochi giorni fa, a luglio le precipitazioni in Friuli Venezia Giulia sono state inferiori per un intervallo tra il 30 e il 60 per cento (a seconda delle zone) rispetto alla media storica registrata tra il 1991 e il 2020.

Anche per questa ragione il 14 agosto la giunta regionale ha deciso di estendere a tutta la regione lo stato di emergenza per la siccità. Nello stesso giorno è stato firmato un decreto di emergenza regionale per gli incendi, per cui sono stati stanziati 1,12 milioni di euro. Al momento gli incendi boschivi attivi nella regione sono 14, secondo l’ultimo aggiornamento della protezione civile: 9 in provincia di Udine, 5 in provincia di Pordenone. Dal corpo forestale dicono che dall’inizio dell’anno ci sono stati 80 incendi boschivi in Friuli Venezia Giulia, che hanno interessato un’area complessiva di circa 8,8-9 chilometri quadrati.

Oltre a Tolmezzo e ad Amaro, i comuni coinvolti nell’area degli incendi nella Carnia sono Cavazzo, Zuglio, Arta Terme, Artegna, Sutrio, Cercivento, Paluzza, Paularo, Villa Santina e Treppo Ligosullo. Qui in questi giorni la protezione civile ha raccomandato agli abitanti di indossare mascherine FFP2 o FFP3 all’esterno, per evitare di inalare i fumi provocati dagli incendi, e di tenere il più possibile chiuse porte e finestre delle case. Gli ultimi rilevamenti di ARPA indicano comunque un livello di polveri sottili inferiori a quelli registrati nei giorni scorsi.

Intorno a Ferragosto le fiamme si erano molto avvicinate all’abitato di Pissebus, una località di Tolmezzo, e gli abitanti erano stati evacuati. La strada d’accesso alla località è ancora chiusa per precauzione, visto che rientra nell’area degli incendi.

Dal profilo Facebook della Regione Friuli Venezia Giulia, 17 agosto 2026

In un’intervista del 16 agosto al Messaggero Veneto Cimenti ha detto che le fiamme hanno raggiunto i 100 metri di altezza sui monti della Carnia, e che la pioggia era fondamentale per riuscire a contenere gli incendi. Cimenti dice che ora le fiamme sul monte Amariana sono attive soprattutto sul versante sud, nella parte alta ma da martedì mattina anche in alcuni punti di quella bassa.