Il processo a Giampaolo Amato e l’interpretazione delle analisi scientifiche
Due donne morte a Bologna nel 2021 e un caso unico al mondo, nella nuova storia di Indagini
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Il 9 ottobre 2021 a Bologna Giulia Tateo fu trovata morta nel suo letto. Ventidue giorni dopo anche sua figlia, Isabella Linsalata, 62 anni, fu trovata morta. Era anche lei nel suo letto. Le due donne vivevano in appartamenti comunicanti. Fu Nicola Amato, uno dei due figli di Isabella Linsalata, a chiedere che venisse effettuata un’autopsia sul corpo della madre. Voleva escludere che esistessero anomalie genetiche che avrebbero potuto riguardare anche lui e sua sorella Anna Chiara.
Dai risultati di quell’autopsia, e dagli esami tossicologici conseguenti, emerse la presenza di sostanze utilizzate in ambito ospedaliero per le anestesie. Il marito di Isabella Linsalata, Giampaolo Amato, medico oculista noto a Bologna che lavorava in ospedale, fu accusato di aver somministrato quelle sostanze alla moglie per ucciderla. Fu arrestato. Mentre era in carcere fu raggiunto da un’altra ordinanza di custodia, questa volta per l’omicidio della suocera, Giulia Tateo. Il corpo della donna era stato riesumato e gli esami tossicologici avevano riscontrato la presenza delle stesse sostanze.
Le nuove puntate di Indagini ricostruiscono il processo a Giampaolo Amato che si basò soprattutto sulle analisi scientifiche. I consulenti tecnici dell’accusa e quelli della difesa diedero interpretazioni opposte dei risultati degli esami tossicologici. Gli esperti si divisero su quantità delle sostanze, metodi e tempi della somministrazione, ruolo avuto da ogni singola sostanza nella morte delle due donne. A dividersi è stata anche la famiglia delle due donne. Da una parte la sorella di Isabella Linsalata e figlia di Giulia Tateo, Annamaria, convinta della colpevolezza di Giampaolo Amato. La donna aveva sospettato già in precedenza che Amato somministrasse sostanze alla moglie. Dall’altra i figli della coppia e nipoti di Giulia Tateo, certi invece dell’innocenza del padre. La difesa chiese in appello che venisse realizzata una perizia ordinata dal giudice, la cosiddetta perizia super partes, dati i pareri opposti pronunciati dai consulenti. La Corte d’assise d’appello di Bologna respinse però la richiesta.
Giampaolo Amato è stato condannato in primo e secondo grado all’ergastolo, manca il pronunciamento della Corte di Cassazione.
È stato un caso unico, senza precedenti nella letteratura scientifica. Mai quelle sostanze erano state al centro di una indagine per omicidio. Non esistevano quindi dati di riferimento certi. E l’interpretazione delle analisi scientifiche presentate in tribunale è ancora al centro di discussioni.



