L’inchiesta su una presunta setta spirituale in Val di Susa

È stato arrestato un uomo che si faceva chiamare “il Maestro”, accusato di riduzione in schiavitù e violenze psicologiche e sessuali anche su minorenni

Un'immagine dell'operazione che ha portato all'arresto (ANSA/CARABINIERI)
Un'immagine dell'operazione che ha portato all'arresto (ANSA/CARABINIERI)
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Giovedì mattina i carabinieri di Torino hanno arrestato un uomo di 59 anni che secondo gli investigatori era a capo di una presunta setta spirituale in Val di Susa. È accusato di aver approfittato del suo ruolo di guida spirituale per commettere violenze psicologiche e fisiche, tra cui abusi sessuali, su diverse persone. Secondo la procura, le vittime erano spesso persone psicologicamente fragili a causa di lutti o problemi di salute.

Secondo le ricostruzioni di più quotidiani, l’organizzazione coinvolta è la Fondazione Fiore della Pace di Almese, un comune vicino a Torino: la fondazione vende corsi di yoga, meditazione e difesa personale, e dice di sostenere progetti di beneficienza per le persone senza dimora.

L’uomo arrestato si chiama Bruno Malatesta. Si faceva chiamare “il Maestro” o “il Prescelto”, e aveva avviato una comunità residenziale in cui vivevano donne che lui chiamava “monache” o “adepte”. Le avrebbe costrette a fargli voto di obbedienza e di povertà, consegnandogli i loro averi; le avrebbe inoltre manipolate psicologicamente, proponendo terapie sciamaniche o rituali che sosteneva potessero alleviare le sofferenze o addirittura guarirle.

Secondo i carabinieri, l’uomo avrebbe anche abusato sessualmente di persone minorenni, sottoponendole ad atti di violenza che presentava come “terapie purificatrici”.

L’uomo, infine, avrebbe truffato lo Stato fingendo una disabilità per cui riceveva una pensione di invalidità: secondo i carabinieri sarebbe riuscito a ingannare la commissione medica dell’INPS che lo aveva valutato. Ora Malatesta si trova in custodia cautelare: è accusato di riduzione in schiavitù, maltrattamenti, violenza sessuale aggravata e truffa aggravata ai danni dello Stato.

Della setta farebbero parte una ventina di persone. Sono indagate anche due donne, tra cui una psicologa, che si sarebbero occupate della gestione pratica della setta, e un uomo. L’indagine deve ancora chiarire quale fosse con precisione il loro ruolo. L’uomo avrebbe eseguito quelle che definiva “terapie sessuali” a pagamento su alcune clienti, anche in questo caso sfruttandone le fragilità.

L’indagine che ha portato all’arresto era stata avviata due anni e mezzo fa, a marzo del 2024. Le altre tre persone indagate al momento sono libere.