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  • Domenica 9 agosto 2026

Il primo giorno di controlli in Spagna è stato tranquillo

Erano attivi in sette aeroporti e hanno riguardato meno di 200 persone, senza particolari intoppi

(dal profilo X del ministero dell'Interno spagnolo)
(dal profilo X del ministero dell'Interno spagnolo)

Sabato 8 agosto fino alle 21 sono stati controllati i documenti di 199 persone arrivate in Spagna con 12 voli provenienti dall’Italia, secondo i dati del ministero dell’Interno spagnolo: una piccola parte del totale, dato che soprattutto in agosto i viaggi tra i due paesi sono molti frequenti. Era il primo giorno in cui erano in vigore i controlli di frontiera reintrodotti dalla Spagna, dopo che l’Italia aveva fatto lo stesso la scorsa settimana in risposta alla crisi migratoria a Ceuta.

Secondo i giornali spagnoli le procedure si sono svolte senza particolari intoppi. I controlli erano attivi in sette aeroporti: Madrid, Barcellona, Malaga, Siviglia, Bilbao, Alicante e Valencia. Il maggior numero di controlli è stato fatto a Madrid, su un volo proveniente da Roma, e a Barcellona, su due che arrivavano da Milano e da Roma. A Siviglia sono stati controllati due voli da Bologna e da Firenze, a Bilbao un altro volo da Roma, infine a Valencia sono state controllate in tutto 33 persone che viaggiavano su voli partiti da Cagliari, Napoli e Bari. Ad Alicante non sono stati fatti controlli.

Complessivamente, ha riferito il ministero, erano stati coinvolti 100 agenti di polizia. I controlli saranno estesi a breve anche agli aeroporti delle isole Baleari e alle Canarie.

Vengono fatti sull’identità e sulla nazionalità dei passeggeri degli aerei (e delle navi, nei porti) arrivati dall’Italia e, in caso di cittadini di paesi esterni all’Unione Europea, anche sul visto o sul permesso di soggiorno. Il governo spagnolo ha detto che dureranno fino al 7 settembre, a meno che non cambino le condizioni che hanno portato alla loro imposizione.

L’organizzazione varia da caso a caso, ma gli agenti che fanno i controlli sui passeggeri provenienti dall’Italia decidono di volta in volta se controllare tutti i passeggeri di un volo o solo alcuni, a campione: il ministero dell’Interno ha detto che in media vengono controllati tra il 5 e il 10 per cento dei passeggeri totali. Fonti del governo hanno spiegato al quotidiano El País che le modalità dei controlli vengono decise sulla base della lista con i nomi dei passeggeri che le compagnie aeree trasmettono in anticipo al governo del paese di arrivo.

In generale le persone intervistate dai giornali spagnoli e da quelli italiani non hanno segnalato problemi particolari. Il giornalista del Corriere della Sera Andrea Nicastro, per esempio, che ha viaggiato sabato su un volo da Malpensa a Barcellona, ha scritto che c’erano quattro agenti a controllare i documenti e che tutta la procedura è stata rapida. Un altro passeggero italiano, che si è presentato solo come Giovanni ed era atterrato anche lui all’aeroporto El Prat di Barcellona, ha detto al País che all’arrivo la polizia ha diviso i passeggeri dell’aereo in due gruppi e ha chiesto i documenti alle persone italiane.

I controlli sono stati fatti all’uscita del pontile di imbarco, quel corridoio o ponte mobile (chiamato in gergo “finger”) che collega il gate dell’aeroporto e l’aereo. I viaggiatori non devono quindi seguire le procedure predisposte per chi non ha un passaporto europeo.

Gli agenti impegnati nei controlli, che sono due o quattro per ogni aereo a seconda delle dimensioni, verificano che i passeggeri abbiano un passaporto o un documento di identità valido (se sono cittadini europei), o se abbiano un visto o un permesso di soggiorno. In caso di dubbi o di assenza di documenti validi i passeggeri sono fermati e vengono fatti ulteriori accertamenti.

Per quanto riguarda i controlli sulle navi, El País scrive che è previsto per domenica l’arrivo di una prima nave da crociera dall’Italia al porto di Barcellona.

Sia l’Italia sia la Spagna fanno parte dell’area Schengen, la zona di libera circolazione per le persone che comprende 25 paesi dell’Unione Europea (tutti tranne Cipro e l’Irlanda) più Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein. Normalmente i cittadini di questi paesi possono spostarsi da uno all’altro senza particolari controlli: andando dall’Italia in Francia in aereo, per esempio, viene controllata solo la carta d’identità al momento dell’imbarco.

Al momento Italia e Spagna si stanno comportando almeno in parte come se fossero fuori dall’area Schengen. La reintroduzione dei controlli è il risultato di uno scontro politico sull’immigrazione tra i governi di Pedro Sánchez (centrosinistra) e di Giorgia Meloni (destra) iniziato a fine luglio, quando decine di migliaia di persone migranti sono entrate dal Marocco nell’exclave spagnola di Ceuta, per poi tornare indietro nel giro di poche ore.

In un’intervista di domenica alla Stampa, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha criticato Sánchez, ma ha detto che i due governi si stanno parlando e che «ci auguriamo di poter revocare la sospensione [degli accordi di Schengen] presto».