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  • Venerdì 7 agosto 2026

Trump contro il diritto alla cittadinanza per nascita, di nuovo

Ha firmato due ordini esecutivi dopo che la Corte Suprema aveva bloccato il suo tentativo di negare lo "ius soli" ai figli di alcuni immigrati

(Aaron Schwartz/CNP/Bloomberg)
(Aaron Schwartz/CNP/Bloomberg)
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Il presidente statunitense Donald Trump sta provando di nuovo a limitare il diritto alla cittadinanza per nascita negli Stati Uniti, un obiettivo che porta avanti da anni nel tentativo di contrastare l’immigrazione. Giovedì ha firmato due nuovi ordini esecutivi che puntano a restringere, in alcuni casi, il principio secondo cui chi nasce sul territorio statunitense diventa automaticamente cittadino statunitense (il cosiddetto ius soli).

È un nuovo tentativo dopo quello già fermato dalla Corte Suprema alla fine di giugno. Nel primo giorno del suo secondo mandato Trump firmò un ordine esecutivo per negare la cittadinanza statunitense ai figli di immigrati senza permesso di soggiorno e di persone che si trovano nel paese temporaneamente.

La Corte aveva stabilito che Trump non può modificare con un ordine esecutivo una regola prevista dalla Costituzione statunitense: lo ius soli è sancito dal 14esimo emendamento, entrato in vigore nel 1868. Dice, fra le altre cose, che «tutte le persone nate […] negli Stati Uniti, e soggette alla loro giurisdizione, sono cittadine degli Stati Uniti e dello stato [federato] in cui risiedono».

– Leggi anche: Perché negli Stati Uniti c’è lo ius soli

I nuovi ordini firmati giovedì cercano di aggirare la sentenza della Corte Suprema. L’amministrazione Trump sostiene che non violino la sentenza perché non cercano di eliminare in generale il principio della cittadinanza per nascita. Il primo ordine esecutivo riguarda il cosiddetto birth tourism, cioè il fenomeno delle donne che entrano negli Stati Uniti, spesso con un visto temporaneo, con l’obiettivo di partorire nel paese e far ottenere la cittadinanza statunitense ai figli.

L’ordine esecutivo prevede che possano essere negati i visti a che si ritiene voglia entrare nel paese principalmente per questo motivo. Per stabilire se una donna vuole fare birth tourism, verranno valutati diversi elementi tra cui la data prevista del parto rispetto alla partenza verso gli Stati Uniti, quanto tempo intende restare nel paese e se ha risorse sufficienti per pagare le spese mediche.

L’altro ordine riguarda invece i figli nati negli Stati Uniti da alcune categorie di genitori che, secondo il governo statunitense, non dovrebbero trasmettere automaticamente il diritto alla cittadinanza: tra i casi citati ci sono i figli di persone considerate “alien enemies” (cioè cittadini di paesi con cui gli Stati Uniti sono formalmente in guerra) o appartenenti a gruppi terroristici.