Perché Putin ha bisogno di queste elezioni
Non sono libere e lui sa già che stravincerà il suo partito, Russia Unita: e allora a che serve organizzarle?
- Condividi
- X
- Regala il Post

Da venerdì a domenica in Russia e nelle regioni dell’Ucraina occupate dalla Russia si vota per eleggere il parlamento. Le elezioni non sono libere, né democratiche. Tutti i candidati e i partiti ostili al presidente Vladimir Putin e contrari alla guerra in Ucraina non hanno potuto partecipare; si sa già che il suo partito Russia Unita vincerà con una maggioranza enorme. I partiti che prenderanno il resto dei seggi fanno opposizione solo di facciata.
Ma se il risultato di queste elezioni è già deciso, perché Putin si è preso la briga di organizzarle?
Un primo motivo è che queste elezioni servono a Putin per poter dimostrare di avere ancora una legittimazione popolare. Queste sono le prime elezioni che la Russia organizza dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, nel 2022, e avvengono in un momento non facile per Putin. L’esercito russo non sta più avanzando, e l’Ucraina ha iniziato a bombardare regolarmente le infrastrutture energetiche e le raffinerie russe. In diverse zone della Russia questo ha provocato carenze di carburante e anche di alcune merci.
Con un’alta affluenza al voto e un buon risultato per il suo partito, Russia Unita, Putin potrà avere un pretesto per sostenere che gode ancora del sostegno della maggioranza dei russi. Il fatto che il risultato sarà stato ottenuto attraverso elezioni non democratiche non è rilevante, dal momento che in Russia l’opposizione è debolissima, ed eventuali proteste verranno comunque represse.
Un buon risultato alle elezioni servirà a Putin anche per vantare di avere un sostegno sufficiente a legittimare la continuazione della guerra in Ucraina, ed eventuali scelte dure e impopolari. In particolare, da tempo esperti e analisti militari ritengono che la Russia possa imporre un nuovo arruolamento di massa dopo le elezioni.

Un militare sorveglia alcune urne a Donetsk, nella regione ucraina di Donetsk occupata dalla Russia, il 18 settembre (AP Photo)
Organizzando le elezioni Putin vuole poi dare un’immagine della Russia in contrasto rispetto all’Ucraina, dove le elezioni sono state sospese dopo l’invasione russa e l’approvazione della legge marziale. È una contrapposizione pretestuosa, dal momento che Ucraina e Russia subiscono gli effetti della guerra in modo molto diverso: la Russia ha occupato circa un quinto del territorio dell’Ucraina; in Ucraina ci sono 3,7 milioni di sfollati interni e 5,9 milioni di persone hanno abbandonato il paese; oltre a ciò, la Russia bombarda indiscriminatamente le città e le infrastrutture ucraine.
Putin ha spesso criticato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky perché non permette che si organizzino nuove elezioni in Ucraina, e anche alcuni importanti ex collaboratori di Zelensky lo hanno fatto. Lui per ora ha rifiutato di organizzarle, sostenendo che sarebbe impossibile farlo e che questo «spaccherebbe l’Ucraina», proprio mentre c’è bisogno che resti unita.

Una donna vota a Donetsk, il 18 settembre 2026 (AP)
Al di là del risultato, che non è in discussione, per Putin le elezioni sono anche un’occasione di valutare quanto il suo regime è solido, e quanto le varie persone che fanno parte del governo, dell’amministrazione pubblica e del suo partito gli sono fedeli. Se infatti da una parte chi si oppone a Putin non si può candidare, e molto difficilmente andrà a votare (perché le elezioni non sono libere), dall’altra anche gran parte di chi vota per Russia Unita non lo fa in modo spontaneo: i sostenitori di Putin devono essere mobilitati.
Durante le elezioni, i governatori regioni fanno pressione sui dirigenti delle aziende pubbliche e sui loro impiegati perché vadano a votare per Russia Unita. In molti casi viene loro chiesto di fotografare il voto per dimostrare che lo abbiano fatto nel modo in cui viene richiesto. Anche i proprietari delle aziende che sostengono il governo fanno pressioni sui loro dipendenti perché votino per Russia Unita, e i sindaci e i leader locali di Russia Unita devono fare in modo di portare a votare la quota richiesta di elettori.
Organizzare le elezioni, al di là del risultato, permette a Putin di capire quali dirigenti e quali funzionari gli sono fedeli, in quali parti del paese il governo ha un maggiore controllo della popolazione, e in quali invece è più debole. «Le elezioni russe sono più di una conta di voti falsata», ha scritto Vsevolod Bederson, un ricercatore, in un’analisi per il Centro per l’Analisi della Politica Europea (CEPA): «sono un esame a livello nazionale del sistema creato da Putin. I cittadini hanno un ruolo secondario. Le vere persone a essere esaminate sono i governatori, i burocrati, i direttori delle istituzioni statali e i funzionari del partito».



