La Russia ha attaccato di nuovo la regione di Kyiv con missili e droni
È il secondo grande bombardamento contro la capitale ucraina nel giro di pochi giorni: almeno 17 persone sono state uccise
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(AP Photo/Dan Bashakov)
Nella notte fra martedì e mercoledì la Russia ha attaccato di nuovo la capitale ucraina Kyiv e la regione circostante con missili balistici e droni: il bombardamento ha ucciso almeno 17 persone (la maggior parte nell’area intorno a Kyiv e una in città) e ne ha ferite più di 40.
Il sindaco della città, Vitali Klitschko, ha detto che alcune persone potrebbero ancora essere bloccate sotto le macerie degli edifici colpiti. Le esplosioni sono iniziate dopo la mezzanotte, quando diverse ondate di missili balistici e droni hanno raggiunto Kyiv e i centri abitati nella regione circostante. Gli allarmi antiaerei sono rimasti attivi per più di un’ora mentre le difese ucraine cercavano di intercettare gli attacchi.
È il secondo grande bombardamento contro Kyiv nel giro di pochi giorni: nell’attacco del primo agosto, uno dei più pesanti degli ultimi mesi, i missili russi avevano ucciso dieci persone. La Russia aveva attaccato più volte la regione di Kyiv anche a luglio, sfruttando il fatto che in questo momento l’Ucraina fa fatica a intercettare i missili balistici perché ha pochi missili intercettori capaci di respingerli: gli unici in grado di farlo sono i sistemi di difesa Patriot, di produzione statunitense, di cui l’Ucraina sta esaurendo le scorte. All’inizio di luglio il presidente statunitense Donald Trump aveva detto che avrebbe concesso all’Ucraina la licenza per produrli da sé, ma la settimana scorsa si è rimangiato la promessa.



