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  • Mercoledì 5 agosto 2026

C’è una telenovela dentro alla destra radicale britannica

Un politico ancora più estremista di Nigel Farage (!) gli ha proposto di allearsi, ma è più che altro una trappola

Rupert Lowe, leader di Restore Britain, parla con i giornalisti durante lo scrutinio dei voti per il seggio di Makerfield, il 19 giugno
Rupert Lowe, leader di Restore Britain, parla con i giornalisti durante lo scrutinio dei voti per il seggio di Makerfield, il 19 giugno (Mary Turner/Bloomberg)
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Una proposta per ricomporre le divisioni sta creando scompiglio nella destra radicale britannica. Rupert Lowe, il leader di un partito ancora più a destra di quello di Nigel Farage, nato proprio da una scissione di quello di Farage, gli ha proposto un’alleanza. È una mossa strana, visto che i due si detestano e se ne sono dette di ogni nell’ultimo anno, e probabilmente Farage ha solo da perderci, qualsiasi cosa decida di fare. Con le dovute distinzioni, è un po’ come se in Italia Roberto Vannacci professasse di voler rientrare nella coalizione di Giorgia Meloni dopo averla incalzata da destra.

Per capire la rilevanza dell’offerta e perché Farage deve almeno fingere di ascoltarla, bisogna dire che il partito di Lowe, Restore Britain, può fare male a quello di Farage, Reform UK.

Anche se nei sondaggi nazionali viene dato tra l’1 e il 4 per cento, Restore Britain ha ottenuto risultati incoraggianti. Alle elezioni suppletive per il seggio di Makerfield di metà giugno, vinte dai Laburisti, Restore è arrivato terzo dietro Reform. A quelle per il sindaco dell’area metropolitana di Manchester, l’incarico lasciato da Andy Burnham per andare a fare il primo ministro, Restore ha sfiorato il 9 per cento. Entrambe le volte ha superato i Conservatori, il partito di destra più storico e istituzionale, ma ormai in crisi.

In un sistema elettorale uninominale, la concorrenza di Restore tra l’elettorato più conservatore può bastare a far perdere a Reform seggi dove altrimenti arriverebbe primo. Peraltro Farage è in una fase complicata: i suoi consensi stanno risentendo degli scandali sui fondi non dichiarati per cui è indagato dalla commissione etica del parlamento.

Lowe ha fatto il primo passo domenica, diffondendo un video di 12 minuti in cui propone a Farage di mettere da parte il passato per aumentare la possibilità che la destra vinca le prossime elezioni (previste nel 2029). Solo che hanno litigato di nuovo, ancora prima di iniziare. Quando lunedì i giornalisti hanno chiesto a Farage dell’offerta, lui ha risposto in modo piuttosto conciliante, dicendosi disponibile e che avrebbe chiamato Lowe per discuterne. Lowe però l’ha sbugiardato, pubblicando uno screenshot di un messaggio del giorno prima in cui Farage gli diceva che l’avrebbe chiamato, però poi non l’aveva fatto.

«Non so come questi due potrebbero gestire un partito insieme se non riescono a mettersi d’accordo neppure su una telefonata!», ha commentato la giornalista Emily Maitlis. Il punto è che, come detto, Lowe e Farage sono già stati insieme in un partito, e non era finita bene.

– Leggi anche: Nigel Farage sta tentando una mossa azzardata

Lowe, che prima della politica era stato due volte presidente della squadra di calcio inglese del Southampton, era uno dei cinque parlamentari fatti eleggere da Reform alle elezioni del 2024. I dissidi con Farage erano iniziati quasi subito, perché era chiaro che a due persone con un ego così ingombrante stesse stretto un partito (allora) così piccolo. Lowe faceva dichiarazioni troppo estremiste persino per gli standard di Reform, che teorizza espulsioni di massa dei richiedenti asilo e ora ha proposto di mandare le navi della marina militare a bloccare le imbarcazioni di fortuna dei migranti nel canale della Manica.

La rottura era avvenuta nei primi mesi del 2025. Lowe aveva intercettato i favori dell’imprenditore statunitense Elon Musk, che si era messo a dire di non ritenere più Farage un leader adatto e ad accusarlo di essersi rammollito (Musk si intromette spesso nella politica britannica). A marzo in un’intervista al Daily Mail Lowe aveva detto che Reform era solo un partito di protesta e Farage si comportava da messia. Era stato sospeso nel giro di due giorni e Reform lo aveva segnalato alla polizia per avere minacciato Zia Yusuf, un altro dei principali dirigenti del partito.

Nigel Farage durante una conferenza stampa a Londra, il 3 agosto

Nigel Farage durante una conferenza stampa a Londra, il 3 agosto (AP Photo/Kirsty Wigglesworth)

I giornali parlarono di una «guerra civile di Reform». Si passò rapidamente da Lowe che proponeva di fare gli adulti e risolverla con una cena, a messaggi di Farage finiti alla stampa in cui definiva «disgustoso» e «spregevole» il comportamento di Lowe, fino a Lowe che sentenziava su X che uno come Farage «non deve mai diventare primo ministro». Alla fine Lowe aveva creato il suo partito e aveva inasprito sempre di più i suoi messaggi, amplificati su X da Musk e dalla rete di attivisti di estrema destra.

A prescindere dai dubbi sulla possibilità di risanare un rapporto così compromesso, la recente offerta di pace di Lowe è una trappola per Farage.

Lowe infatti ha posto condizioni molto problematiche. Reform dovrebbe impegnarsi a fare milioni di espulsioni di richiedenti asilo (e fin lì più o meno ci siamo), anche di donne e bambini (e da qui non ci siamo più), a vietare i burqa, a fare un referendum per reintrodurre la pena di morte, a non dare incarichi nel governo a ex esponenti dei Conservatori. L’ultimo punto sembra fatto apposta per farsi dire di no, visto che la classe dirigente di Reform è stata costruita con una specie di campagna acquisti ai danni degli avversari Conservatori.

Così Lowe ha messo alle strette Farage, che verosimilmente ne sarà danneggiato qualsiasi cosa faccia per uscirne. Se accetterà l’offerta di Lowe, si sarà fatto trascinare sulle sue posizioni estreme, indigeribili per l’elettorato moderato che ha iniziato a votare Reform fidandosi dell’operazione di Farage per normalizzarlo. Se la rifiuterà, rischierà di alienarsi i consensi della base originaria e più conservatrice. Curiosamente, Lowe ha messo Farage nella stessa posizione in cui lui, per anni se non decenni, aveva messo i Conservatori, pungolandoli da destra e portandoli a inseguirlo sul suo stesso terreno.